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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca Carovigno

Acque depuratore nella riserva: inchiesta della Procura, due informative di reato

Dopo l'esposto del consorzio di Torre Guaceto sullo scarico nel Canale reale delle acque reflue depurate, avviata un'inchiesta della Procura di Brindisi. La conduce il pm Antonio Costantini

BRINDISI - Dopo l’esposto del consorzio di Torre Guaceto sullo scarico nel Canale reale delle acque reflue depurate che provengono dal nuovo impianto consortile di Carovigno, che serve al momento in esercizio provvisorio solo i comuni di San Vito dei Normanni e San Michele Salentino, la Procura di Brindisi ha avviato un’inchiesta. Stamani sono stati effettuati sul posto sopralluoghi dopo la segnalazione dello sversamento in mare di liquami scuri, proprio nella zona A, quella di riserva integrale. Due informative sono all’attenzione del pm del pool ambientale, Antonio Costantini, la prima depositata nei giorni scorsi dal Corpo forestale dello Stato, in cui si rilevava l’assenza di autorizzazioni per le emissioni, l’altra oggi dai militari della Capitaneria di porto di Brindisi, al comando del capitano di vascello Mario Valente.

Il pm Antonio CostantiniL’avvio del depuratore è stato autorizzato con atto dirigenziale del servizio Risorse idriche della Regione Puglia. Lo gestisce l’Acquedotto pugliese. Nei giorni scorsi l’Acquedotto pugliese aveva altresì denunciato il sabotaggio di alcuni parti dell’impianto. Il 23 settembre scorso la prima relazione consegnata al magistrato: constatata la mancanza della autorizzazione per le emissioni in atmosfera per un depuratore con potenzialità superiore ai diecimila abitanti che viene rilasciata dall'ente Provincia, nonostante il 22 settembre scorso, sia stata inaugurata l'attività del depuratore. A carico di Aqp, dunque, sono state ravvisate "violazioni relative all'esercizio dell'impianto in assenza delle prescritte autorizzazioni".

In seguito la segnalazione dell’Acquedotto pugliese: nel tardo pomeriggio del 25 settembre il depuratore avrebbe subito ''un gravissimo sabotaggio ad opera di ignoti che hanno impedito al refluo trattato dall'impianto il regolare deflusso nella condotta premente dello scarico, chiudendo due saracinesche a monte e valle di un attraversamento ferroviario e tagliando la parte superiore della campana".

Capitaneria e Vigili del Fuoco concertano le ricerche-2"Il nuovo depuratore consortile di Carovigno – aveva spiegato Aqp -  che attualmente tratta i liquami provenienti da San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, ma che servirà anche l'abitato di Carovigno al termine dei lavori al collettore ad opera del Comune, è un presidio sanitario a tutela del territorio e della qualità di vita complessiva dell'area servita, con l'esclusivo compito di restituire al loro ciclo naturale e con modalità compatibili e rispettose dell'ambiente, le acque provenienti dalle abitazioni dei cittadini allacciate regolarmente alla pubblica fogna. Questo impianto, peraltro appena entrato in funzione e che garantisce ottimi standard qualitativi di funzionalità, ha permesso - conclude la nota Aqp - il superamento di criticità sotto il profilo ambientale atteso che l'area precedentemente era servita da due depuratori non conformi alla normativa vigente nazionale ed europea".

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