Cronaca

Comune-Nubile: la Digos acquisisce nuovi atti sugli impianti dei rifiuti

Nuova visita degli agenti della Digos al Comune di Brindisi per raccogliere le tessere ancora mancanti del puzzle sulla gestione dell’impianto di trattamento dei rifiuti che si trova in via per Pandi, nella zona industriale. La nuova acquisizione risalirebbe alle ultime ore, non di più tardi dell’altro ieri, su disposizione della Procura: i poliziotti si sono affacciati negli uffici dell’amministrazione cittadina per reperire una serie di documenti

BRINDISI – Nuova visita degli agenti della Digos al Comune di Brindisi per raccogliere le tessere ancora mancanti del puzzle sulla gestione dell’impianto di trattamento dei rifiuti che si trova in via per Pandi, nella zona industriale. La nuova acquisizione risalirebbe alle ultime ore, non di più tardi dell’altro ieri, su disposizione della Procura: i poliziotti si sono affacciati negli uffici dell’amministrazione cittadina per reperire una serie di documenti, per lo più in formato cartaceo, in arrivo e in partenza dal Palazzo e aventi ad oggetto la gestione e il funzionamento della struttura affidata con contratto alla ditta Nubile Srl, sulla quale – come si  sa – è in atto un confronto dai toni piuttosto elevati tra la parte pubblica, Comune di Brindisi in primis, in qualità di capofila dell’Organo di governo d’ambito (Oga), e quella privata.

Oggetto del contendere, le tariffe di conferimento dei rifiuti in uno agli investimenti per il funzionamento dell’impianto, tra manutenzione ordinaria e ammodernamento, argomenti rimessi alle valutazioni di un avvocato del foro di Lecce, Angelo Vantaggiato, cui i Comuni facenti parte dell’Oga si sono rivolti per chiedere un parere pro-veritate allo scopo di ricostruire la storia della gestione e verificare, capitolato alla mano, se vi siano o meno gli estremi per avviare la risoluzione del contratto, ipotesi che il Comune di Brindisi ha avanzato già da mesi di fronte alla produzione piuttosto contenuta di combustibile da rifiuto e a inadempienze ritenute gravi.

Se, quindi, prosegue il contenzioso tra Comuni e ditta, dall’altro va avanti l’inchiesta penale sul fronte rifiuti, con il lavoro di approfondimento svolto a quattro mani dai sostituti Savina Toscani e Giuseppe De Nozza. Ed è proprio nell’ottica di ulteriori accertamenti ritenuti utili alle indagini che si inquadrerebbe l’ultima richiesta di “carte” direttamente alla fonte, vale a dire al Comune: la prima risale al 19 novembre 2013, poi ci fu la visita del 27 novembre 2013 e ancora quella del 15 maggio 2014.

A distanza, quindi, di dodici mesi che sembravano destinati a trascorrere in silenzio, senza novità, deve essere arrivato un nuovo input all’attività di ricostruzione della vicenda, sicuramente complessa, qualcosa degno di  nota per i magistrati. Uno o più elementi rispetto ai quali gli inquirenti si sono interrogati non trovando evidentemente risposte nel materiale già in loro possesso.

La storia per ora vede come protagonisti principali da un lato la ditta Nubile con il suo amministratore unico, Luca Screti e dall’altro l’amministrazione comunale con il sindaco pro tempore, Mimmo Consales. Nel mezzo i fornitori, più in generale le imprese che avrebbero lavorato per conto della titolare dell’appalto di gestione dell’impianto di Cdr.

Ricostruendo i rapporti di tale natura, si è reso necessario avvisare l’imprenditore Mimmo Convertino delle indagini in atto per continuarle rendendo possibile l’esercizio del diritto di difesa: l’avviso di garanzia, come è noto, gli è stato notificato un anno fa, in occasione della perquisizione negli uffici della sua ditta, disposta per raccogliere documenti sui lavori svolti per conto della Nubile inquadrati, a quanto pare, nelle operazioni di adeguamento dell’impianto ritenuto obsoleto.

Va ricordato, infatti, che sia Screti, in ragione del ruolo ricoperto, che Convertino, in qualità di imprenditore titolare dell’omonima ditta, sono stati iscritti nel registro degli indagati, ipotizzando tre fattispecie di reati di natura fiscale: inadempimento di contratto di pubbliche forniture, frode in pubbliche forniture ed emissioni di fatture per operazioni inesistenti. I due sono difesi dagli avvocati Vincenzo Farina e Massimo Manfreda, i quali già in diverse occasioni hanno ribadito che la vicenda sarà chiarita e sin da subito hanno garantito massima disponibilità ai pm.

Non è da escludere che la nuova acquisizione vada in questa direzione, che sia cioè utile a verificare quanto sostenuto dai penalisti. L’inchiesta si presenta come un’appendice o uno stralcio che dir si voglia di quella principale avviata ipotizzando il riciclaggio, la ricettazione e l’abuso d’ufficio a carico del sindaco Consales e di Screti più il commercialista di quest’ultimo, Massimo Vergara: il troncone è stato delineato stringendo lo zoom attorno al primo cittadino per mettere in chiaro i rapporti tra questi e alcune persone, tra cui l’imprenditore Convertino, conoscenza storica di Consales.

A rendere ancor più complessa la situazione rifiuti a Brindisi, c’è il sequestro della discarica di Autigno, avvenuto lo scorso 5 maggio, in relazione a presunti reati di natura ambientale. Sul piano politico c’è da registrare l’interrogazione scritta dal consigliere comunale Massimiliano Oggiano sul futuro dell’impianto di Cdr, sulla situazione di Autigno e sulle ripercussioni sulle casse pubbliche: qual è il soggetto titolato ad esprimersi considerato che la procedura è stata avviata dal Comune di Brindisi e che, nel frattempo, si è costituito l’Organo di governo d’Ambito Br, del quale il Comune di Brindisi risulta capofila? La domanda è rivolta all’assessore Antonio Monetti e al sindaco.

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