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Rifiuti, in Procura anche gli atti sulla staffetta Nubile-Amiu

Nuove acquisizioni dei carabinieri del Noe: possibile svolta nell’inchiesta sul servizio pubblico. Intanto ha reso interrogatorio Luca Screti, ex amministratore unico della srl: ha chiesto di essere sentito dal pm, è indagato nei filoni della discarica Autigno e dell’impianto di Cdr

BRINDISI – I documenti sulla staffetta Amiu Bari - Nubile di Brindisi, sono arrivati in Procura, sulla scrivania del pubblico ministero titolare delle inchieste sui rifiuti avviate nei mesi scorsi  dal filone della discarica di Autigno, sequestrata per inquinamento della falda, a quello dell’impianto di Cdr per i lavori di adeguamento tecnologico.

A quanto pare, nel complesso puzzle che attiene alla gestione del servizio, sono state aggiunte le tessere che si riferiscono agli ultimi avvenimenti che hanno scandito il periodo del commissariamento - deciso dalla Regione Puglia -  dell’Oga, l’Organo di governo d’ambito, il cui Comune capofila è Brindisi, con il sindaco Mimmo Consales che, in quanto tale, ne era il presidente.

I documenti sarebbero stati acquisiti a ridosso delle festività di Natale dai carabinieri del Noe di Lecce, su delega del sostituto procuratore Valeria Farina Valaori, con l’obiettivo di ricostruire la vicenda che evidentemente è stata ritenuta di interesse, tenuto conto del fatto che si tratta di un servizio di interesse pubblico, ancora in tribolazione visto quel che raccontano le cronache delle ultime settimane. La staffetta tra Amiu e Nubile resta sulla carta, ma non nei fatti e quanto avvenuto ieri davanti al cancello dell’impianto di Cdr ne è l’ulteriore prova.

Il sopralluogo nell'impianto di Cdr-2I militari avrebbero acquisito le ordinanze firmate da Emiliano, a partire da quella con cui venne disposto il commissariamento, per arrivare a quella con cui si incaricava Amiu di liberare il sito del Cdr dai rifiuti ancora presenti, lasciati dal vecchio gestore, la Nubile, a cui sono state contestate “gravi e ripetute inadempienze” al punto da arrivare alla decisione di chiudere il contratto sottoscritto nel 2012. Nel nuovo fascicolo, potrebbero essere state inserite anche le lettere di Nubile e quelle di Amiu se considerate utili alla ricostruzione della vicenda.

La stessa Regione Puglia, agli inizi dello scorso mese di dicembre, aveva trasmesso in Procura gli atti sulla chiusura dell’impianto di Cdr di proprietà dell’amministrazione comunale, sito che si trova in via per Pandi, nella zona industriale: come si ricorderà, il 30 novembre 2015 la società Nubile liberò l’area portando via i mezzi, lasciando i rifiuti a livelli di saturazione e in tal modo, secondo gli uffici baresi avrebbe determinato, un’interruzione del  servizio prima del 16 dicembre, giorno del subentro del nuovo gestore, individuato nell’Amiu di Bari, stando all’ordinanza firmata dal governatore Michele Emiliano.

Nel frattempo, l’Amiu, municipalizzata del Comune di Bari, ha chiesto una proroga per garantire la gestione effettiva del sito e un’ulteriore periodo di tempo con riferimento ad Autigno. Nel primo caso ci sono ancora aspetti da chiarire in relazione al futuro dei lavoratori in precedenza alle dipendenze della Nubile, nonché sul piano degli investimenti per superare l’obsolescenza dell’impianto perché la società barese ha presentato un piano dei costi dai quali si evince la necessità di interventi per almeno 900mila euro, con conseguenze inevitabili sull’ammontare della tariffa di conferimento da chiedere ai comuni dell’Oga.

Quanto alla situazione della discarica di Autigno, il problema resta costituito dalla necessità di smaltire il percolato ed impedire che ci sia un ulteriore inquinamento della falda, esigenza che ha portato il pm inquirente a chiedere e ottenere dal gip Paola Liaci il sequestro dell’area lo scorso 5 maggio, con successiva contestazione dell’ipotesi di reato nei confronti di sette persone, a partire da Luca Screti all’epoca amministratore unico della Nubile, per arrivare ai dirigenti di Comune, Provincia e Arpa.

Tutti sono accusati di aver omesso interventi urgenti a tutela della salute, sanità e sicurezza, nonostante fossero a conoscenza dei livelli di contaminazione. Screti non ricopre più quell’incarico ed è indagato  essendo stato legale rappresentante della Nubile, conduttore con compiti di gestione dal 19 settembre 2009 al 30 settembre 2012 e gestore dal primo ottobre 2013 sino al 21 maggio 2015, data di revoca dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale.

Il pm, inoltre, ha “incolpato la società Nubile Srl, per responsabilità amministrativa dipendente dai reati contestati” (la società è seguita dall’avvocato Gaetano Melucci del Foro di Taranto). Prima del termine dei venti giorni, a decorrere dalla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, Screti ha chiesto di essere interrogato dal magistrato allo scopo di fornire chiarimenti sulla sua posizione.

L’incontro tra l’indagato e il pm, a quanto pare, si è svolto nel mese di dicembre. Cosa abbia detto Screti rispondendo alle domande del pubblico ministero non è dato saperlo per via del segreto istruttorio, ma nel caso in cui dovesse essere confermata la circostanza, farebbe riflettere il fatto che dopo il faccia a faccia in Procura, siano stati disposti ulteriori accertamenti con le acquisizioni di documenti. Ammesso, anche in questo caso, che sia dimostrata la corrispondenza che, allo stato, sembra essere temporale vista la vicinanza fra le date.

Non è neppure escluso che Screti abbia voluto consegnare al pm precisazioni sullo stato della discarica e su quello del Cdr, impianto che, come si sa, costituisce oggetto di indagine delegata agli agenti della Digos, per chiarire l’ammontare e la tipologia dei lavori eseguiti nell’ottica di un ammodernamento. Oltre a Screti sono indagati alcuni imprenditori di Brindisi per le fatture emesse e ricevute.

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