“Addio Rosaria: donna infaticabile”

VILLA CASTELLI – L’ultimo straziante saluto. Oltre millecinquecento per l’Addio a Maria Rosaria Semeraro: la trentaseienne operatrice agricola deceduta all’alba di mercoledì scorso a seguito del terrificante incidente stradale verificatosi all’alba lungo la statale 106 Jonica vicino a Palagiano, in provincia di Taranto. Schianto che ha coinvolto il bus sul quale viaggiava la donna, insieme al marito e a una ventina di braccianti, tutte del posto.

Il pullman delle braccianti

VILLA CASTELLI – L’ultimo straziante saluto. Oltre millecinquecento per l’Addio a Maria Rosaria Semeraro: la trentaseienne operatrice agricola deceduta all’alba di mercoledì scorso a seguito del terrificante incidente stradale verificatosi all’alba lungo la statale 106 Jonica vicino a Palagiano, in provincia di Taranto. Schianto che ha coinvolto il bus sul quale viaggiava la donna, insieme al marito e a una ventina di braccianti, tutte del posto.

In chiesa, nel pomeriggio di oggi, c’erano anche alcune di loro: sul corpo i segni evidenti delle ferite accusate a causa del tragica collisione. Provate dalla terribile, eppure presenti al rito funebre.

Dal pulpito, il conforto per una comunità stordita: “La morte non può e non deve aver l’ultima parola. Se siamo qui oggi a pregare, dinanzi al feretro di Maria Rosaria, è perché vogliamo che il Signore, attraverso la Fede e la preghiera, ci dia forza e speranza”. Queste le prime parole pronunciate da don Antonio Andriulo, che insieme a don Angelo Micocci ha celebrato l’omelia:

“Non lasciamoci prendere dallo sconforto. E’ vero, il nostro cuore, quello dei familiari di Maria Rosaria, oggi è stanco di dolore. Ma dobbiamo reagire e ricordare il bene che Maria Rosaria ha fatto nel corso della sua vita, i sacrifici sopportati per portare avanti la famiglia".

Questa è l’eredita che ci lascia: preziosa e da custodire con gelosia”. Don Antonio, tra le righe dell’omelia, ha rivolto un saluto, una preghiera e un augurio di pronta guarigione al marito della vittima, Michele Galeandro e alle altre braccianti rimaste ferite a seguito dello schianto.

Strabocca di gente la parrocchia. Ed è gremito anche il sagrato. Un’intera cittadinanza muta di fronte al dolore quanto calorosa al passaggio del feretro.

Un fragoroso applauso, ha salutato la  salma, scortata dalla banda e da un lungo corteo.

Una giornata di dolore, di lutto ma anche di angoscia e speranza per le sorti dei feriti e soprattutto delle altre operaie che continuano a lottare per la vita in ospedale. Altre tre donne, infatti, versano in condizioni gravi presso l’ospedale di Taranto. Due sono ricoverate in Neurochirurgia.

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La terza, Rosa Alò, anche lei di Villa Castelli, continua a lottare per la vita presso l’Unità di rianimazione del Santissima Annunziata, dopo un delicato intervento all’addome: le sue condizioni sono gravi, seppure stazionarie.

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