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Unità cinofila antidroga dei carabinieri

Unità cinofila antidroga dei carabinieri

Agente commercio in blitz anticamorra

OSTUNI – C'è anche un ostunese, insospettabile, nell'elenco dei 46 arrestati all'alba di oggi dai carabinieri di Castello di Cisterna, Napoli, nell'ambito di un blitz anticamorra che ha smantellato una grossa organizzazione dedita allo spaccio della droga cui facevano parte cinque dei più grossi clan napoletani.

OSTUNI - C'è anche un ostunese, insospettabile, nell'elenco dei 46 arrestati all'alba di oggi dai carabinieri di Castello di Cisterna, Napoli, nell'ambito di un blitz anticamorra che ha smantellato una grossa organizzazione dedita allo spaccio della droga cui facevano parte cinque dei più grossi clan napoletani.

Si tratta di Francesco Fortunato, 47 anni di Ostuni, agente di commercio incensurato che a quanto si è saputo risponde di singoli episodi di spaccio di stupefacenti. Le accuse a vario titolo sono associazione finalizzata al traffico internazionale di spaccio di droga, violazioni alla legge sulle armi, riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni. L'ostunese è accusato di cessione di droga.I clan colpiti sono Lo Russo, Castaldo, Gallo-Cavalieri, Annunziata, attivi a Napoli e nel Napoletano, e Pecoraro.

Secondo le indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna, questi gruppi criminali avevano stretto un patto per importare ingenti quantità di droga da vendere poi nelle piazze di spaccio che controllavano. L'affare prevedeva anche l'importazione di armi da guerra e il trasferimento fraudolento di valori.

I collegamenti tra i presunti affilati ai clan finiti in manette oggi erano finalizzati secondo gli inquirenti all'importazione, dalla Spagna e da Santo Domingo, di grosse partite di stupefacente poi immesse sul mercato anche in altre regioni italiane, tra cui la Puglia e Brindisi. Gli arresti sono stati eseguiti a Barcellona, Rovigo, Siena, Napoli, Salerno, Caserta, Brindisi e Cosenza. Nell'operazione sono stati sequestrati 44 chilogrammi di cocaina, denaro contante e giacenze su conti correnti per un milione di euro circa, 14 degli arrestati sono corrieri. Fortunato sarebbe uno di questi, secondo l'ipotesi accusatoria. E' assistito dall'avvocato Francesco Sozzi. Gli episodi contestati risalgono al 2007.

Secondo quanto ricostruito, a capo dell'organizzazione c'era una "cupola". Ogni boss curava la sua zona di competenza e partecipava alle decisioni che riguardavano gli affari trasversali. La cocaina arrivava, dalla Spagna e dal Sud America, nel porto di Salerno e da li veniva smistata negli altri paesi, ogni boss provvedeva a smerciarla nella sua zona.

 

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