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Aggredita e perseguitata dall'ex: "Aiutatemi, temo per la mia vita"

La richiesta di aiuto di una giovane mamma aggredita sabato scorso al rione Sant'Angelo. "Ho sporto querela ma il mio ex continua a minacciarmi, temo per la mia vita e per quella dei miei figli"

BRINDISI – Francesca (nome di fantasia) ha paura di uscire. Paga una persona per tenere i suoi due bimbi lontano da casa. Teme costantemente per la sua vita da quando, sabato scorso (29 luglio), è stata aggredita a pochi passi dalla sua abitazione al rione Sant’Angelo dall’ex compagno, un 24enne rumeno. Nonostante la denuncia sporta ieri (31 luglio) in questura e un post su Facebook in cui ha pubblicato le foto del suo volto insanguinato, Francesca, anche lei 24enne, continua ad essere perseguitata dal suo ex.

“L’ultimo messaggio – dichiara la ragazza a BrindisiReport – mi è arrivato stamani. Delle volte si dice pentito per il suo gesto. Quando è in preda all’alcool, riprende a minacciarmi”. Francesca intorno alle ore 21,30 di sabato stava rincasando in auto dopo essersi recata presso una tabaccheria. “Mentre parcheggiavo – racconta la giovane – il mio ex, arrivato in compagnia di altri due connazionali, mi ha bloccato con la sua auto. A quel punto ho subito chiamato i carabinieri”.

Francesca è rimasta sempre al telefono con un operatore del 112. La malcapitata ha continuato a invocare l’aiuto dei militari anche mentre lo straniero ha sferrato un pugno che ha mandato in frantumi il finestrino della macchina. Le schegge si sono conficcate nel volto di Francesca, provocando varie ferite. “Altre persone hanno assistito all’aggressione – prosegue Francesca – senza muovere un dito. Uno di loro mi ha detto che non intendeva intromettersi in una questione che non lo riguardava”. Quando una pattuglia di poliziotti della Sezione volanti è giunta sul posto, i rumeni si erano già allontanati. Francesca invece era lì, in lacrime, con il volto segnato dalle ferite.

Il suo incubo è proseguito anche presso il Pronto soccorso dell’ospedale Perrino.  “Il mio ex – spiega la ragazza – mi ha cercata anche in ospedale, passando i controlli all’ingresso con la scusa che doveva andare a trovare un amico. Quando ha incrociato mia madre, l’ha colpita con uno schiaffo. Fortunatamente non mi ha trovata”.

Francesca è stata affiancata da due vigilantes mentre veniva medicata. Alla fine è stata dimessa con diversi punti di sutura e una prognosi di 10 giorni. Quella stessa sera l’aggressore è stato identificato dai poliziotti, che però non hanno potuto prendere ulteriori provvedimenti, poichè con prognosi inferiore ai 20 giorni non si può procedere d'ufficio: ci vuole una querela di parte. 

“Ieri– racconta ancora Francesca – sono andata in questura per sporgere denuncia. Mi è stato detto di chiamare nuovamente le forze dell’ordine nel caso in cui si dovesse verificare una nuova aggressione, nella speranza che vi siano pattuglie disponibili. Ma io vorrei maggiori tutele, perché temo per la mia vita. Il mio ex continua a tempestarmi di telefonate ed sms. Non accetta l’inizio della relazione con un nuovo compagno. Avevo già sporto un'altra denuncia a suo carico dopo una precedente aggressione in cui rimase coinvolto anche mio figlio, senza ottenere alcun risultato".

"Ho paura - conclude la ragazza - di ritrovarmelo sotto casa da un momento all’altro. Da sabato non dormo più la notte. A ogni rumore mi alzo dal letto. Non ce la faccio ad andare avanti così. Quello che chiedo è di non essere lasciata da sola in questo incubo. Spero che si faccia qualcosa per tutelare me e i miei figli, prima che accada l’irreparabile”. 

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