rotate-mobile
Cronaca

Agguato di Genova: l'ombra delle Br

GENOVA – L’ombra del terrorismo si addensa sopra l’agguato di stamani a Genova all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. L’analisi proviene da fonti qualificate della sicurezza nazionale, secondo le quali la tecnica del ferimento di Adinolfi è quella delle Brigate Rosse e quello di Genova è un gesto “altamente simbolico”. Le stesse fonti ricordano che uno dei primi attentati della lunga stagione delle Br fu proprio all'Ansaldo negli anni Settanta.

GENOVA ? L?ombra del terrorismo si addensa sopra l?agguato di stamani a Genova all?amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. L?analisi proviene da fonti qualificate della sicurezza nazionale, secondo le quali la tecnica del ferimento di Adinolfi è quella delle Brigate Rosse e quello di Genova è un gesto ?altamente simbolico?. Le stesse fonti ricordano che uno dei primi attentati della lunga stagione delle Br fu proprio all'Ansaldo negli anni Settanta.

E la stessa procura di Genova non esclude la pista terroristica come ha detto il procuratore capo, Michele Di Lecce: ?Una delle ipotesi su cui stiamo indagando è quella terroristica. Ma teniamo aperte anche altre ipotesi. Al momento non abbiamo l' individuazione di una possibile matrice, e non abbiamo alcuna rivendicazione?.

Intanto Roberto Adinolfi è stato trasferito nel reparto di ortopedia del San Martino dopo una terapia iperbarica, necessaria per prevenire embolie dato il tipo di ferita. Le sue condizioni sono buone, dicono i medici che l'hanno operato. Il manager è stato colpito ?da un proiettile che ha trapassato il polpaccio destro. Sul foro d'entrata della ferita è presente un'ustione, segno che il colpo è stato sparato a distanza molto ravvicinata?, hanno spiegato in una conferenza stampa il professor Federico Santolini, chirurgo che lo ha operato, e il direttore sanitario dell'ospedale San Martino Luciano Bernini. Adinolfi è arrivato lucido in ospedale.

Sul fronte delle indagini, dopo aver stabilito che a sparare è stata una semiautomatica calibro 7,62 (lo stesso della mitraglietta Skorpion usata dalla Br, che però può sparare anche a raffica), va registrato il rinvenimento di uno scooter sospetto. Di tratta di un X Max della Yamaha di colore nero immatricolato nel 2010. È stato trovato nei pressi del liceo Cassini, sede di tre seggi elettorali. Era parcheggiato assieme ad altre moto vicino ai cassonetti dell'immondizia.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Agguato di Genova: l'ombra delle Br

BrindisiReport è in caricamento