Cronaca

Agguato di Mesagne, forse la Scu voleva colpire Leonardo Greco

MESAGNE – I due killer della Scu hanno colpito Vincenzo Greco ma il vero obiettivo era Leonardo, 31 anni, fratello minore dell’uomo scampato miracolosamente alla morte. Gli investigatori non lo confermano, ma indiscrezioni danno per certo che l’avversario da ricondurre alla ragione fosse Leonardo, uscito di prigione una ventina di giorni fa dopo una lunga detenzione perché condannato per associazione mafiosa.

Il commissariato di Mesagne

MESAGNE - I due killer della Scu hanno colpito Vincenzo Greco ma il vero obiettivo era Leonardo, 31 anni, fratello minore dell'uomo scampato miracolosamente alla morte. Gli investigatori non lo confermano, ma indiscrezioni danno per certo che l'avversario da ricondurre alla ragione fosse Leonardo, uscito di prigione una ventina di giorni fa dopo una lunga detenzione perché condannato per associazione mafiosa. E' probabile che la Scu ritenga che il giovane, appena tornato in libertà, si sia rimesso in movimento per conquistarsi uno spazio negli "affari" che attualmente sono controllati dagli eredi dei boss detenuti da anni e sommersi da anni di carcere. Non si sa se è solo una ipotesi dei capiclan locali o se il giovane abbia concretamente dato modo di pensare che voleva rientrare nel giro grosso.

Altre ipotesi non reggono. Il fratello maggiore Antonio, arrestato con Leonardo nell'operazione "Mediana", ha lasciato la malavita e da collaboratore di giustizia da anni ha fatto perdere le tracce. Lo stesso Vincenzo dal 2000 si è allontanato dalle cattive amicizie. Almeno questo risulta sia ai poliziotti, sia ai carabinieri. Gli investigatori si limitano a dire che le indagini proseguono a tutto campo e i loro sforzi sono concentrati nel cercare di mettere le manette ai due che giovedì, tra le 12,30 e le 13 hanno cercato di ammazzare Vincenzo Greco, 35 anni, di San Donaci, residente a Mesagne in via Virgilio, zona periferica della città. I sicari erano a bordo di una moto di grossa cilindrata, con i volti resi irriconoscibili dai caschi.

Vincenzo Greco era nella sua abitazione, al pianoterra, seduto a tavola, con la moglie, il figlio, il figlioccio di 17 anni, e la fidanzata di quest'ultimo, entrambi di San Donaci. Mentre consumavano il pasto, hanno sentito più volte il rombo del motore di una maxi-moto che passava dinanzi alla loro casa. Vincenzo ha aperto l'uscio per rendersi conto e si è trovato di fronte ai due killer. Quello seduto sul sellino posteriore impugnava una pistola. Vincenzo ha tentato di richiudere la porta. Ma non ha fatto in tempo. Due pallottole lo hanno raggiuntoo all'addome e alla spalla. Una delle pallottole, fuoriuscita dal corpo del padrone di casa, di rimbalzo ha colpito di striscio il figlioccio ad una gamba. Prima di risalire sulla motocicletta il malvivente ha gridato: "Ed ora tocca a tuo fratello".

In un primo momento si era pensato che il messaggio fosse diretto ad Antonio, il collaboratore di giustizia. Ma sono fatti troppo vecchi per poter giustificare una vendetta. Eliminate via via altre ipotesi, che a quanto sembra non hanno trovato nessuna conferma, è rimasta in piedi quella secondo la quale l'obiettivo fosse Leonardo. E allora perché colpire Vincenzo? Semplice. Vincenzo, come si è detto, da anni conduce una vita tranquilla. Casa, lavoro e famiglia. Un bersaglio facile. Non viveva come una persona che sa di essere sul filo del rasoio. Per i killer è stato semplice colpirlo. Ucciso lui, perché il loro obiettivo era ammazzarlo, sarebbe stato più facile snidare il fratello e farlo fuori.

Il piano però non è andato come gli assassini avevano previsto. Vincenzo, sebbene ferito gravemente, non è morto. E per di più la polizia ha individuato i due killer. Persone già note della Sacra corona unita, con diversi conti in sospeso con la giustizia, ma che sinora sono riusciti a eludere le ricerche delle forze dell'ordine.

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