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Cronaca Oria

Agguato di Oria, movente incerto ma il ferito è fuori pericolo

ORIA – Anche questa volta gli è andata bene, a Domenico D’Amuri, 40 anni, di Oria, ferito a colpi di pistola nel pomeriggio di ieri sull’uscio della sua abitazione. Un centimetro più in giù e la pallottola cal. 7,65 che gli ha ferito di striscio il cranio si sarebbe conficcata in fronte ammazzandolo. Deve sicuramente ringraziare la sua buona stella. La stessa che un paio di anni fa lo aiutò quando il fratello lo aggredì con un martello, mentre dormiva, colpendolo alla testa. Si salvò perché il martello, alla violenza dei colpi, si ruppe e la madre dei due chiamò immediatamente i soccorsi.

ORIA - Anche questa volta gli è andata bene, a Domenico D'Amuri, 40 anni, di Oria, ferito a colpi di pistola nel pomeriggio di ieri sull'uscio della sua abitazione. Un centimetro più in giù e la pallottola cal. 7,65 che gli ha ferito di striscio il cranio si sarebbe conficcata in fronte ammazzandolo. Deve sicuramente ringraziare la sua buona stella. La stessa che un paio di anni fa lo aiutò quando il fratello lo aggredì con un martello, mentre dormiva, colpendolo alla testa. Si salvò perché il martello, alla violenza dei colpi, si ruppe e la madre dei due chiamò immediatamente i soccorsi.

Questa volta, però, non è stato il fratello a volerlo morto. Questa volta si tratta di gente che molto probabilmente è implicata - secondo gli investigatori - in affari di droga e avrebbe deciso di dare una lezione ad un personaggio diventato scomodo. I carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana al momento non hanno una pista precisa, e stanno lavorando a tutto campo perché D'Amuri da qualche tempo era uscito dalla loro attenzione.

Nel 2008, come si è detto, rischiò di essere ucciso dal fratello. I motivi di quell'aggressione non sono mai stati molto chiari. Non è mai stato escluso che si sia trattato di un reazione spropositata da parte di un giovane che potrebbe avere qualche problema nel relazionarsi con il prossimo. L'aggressore fu arrestato, ma da tempo è libero. Con il fratello che tentò di uccidere non ha mai più avuto rapporti. Però ieri, subito dopo aver saputo del suo ferimento, si è recato sul posto. Dal 2008 Domenico D'Amuri era uscito dall'orbita di attenzione dei carabinieri. Non dava problemi di frequentazioni, almeno apparentemente. Ieri si è ripresentato prepotentemente alla ribalta. E questo ha spiazzato un po' gli investigatori nel seguire una pista ben precisa.

Il tentativo di omicidio è avvenuto attorno alle 16,30 in via Nino Bixio. Due persone sono arrivate in auto ed hanno bussato alla porta della casa di D'Amuri. Se è affacciata la madre. "Fai scendere tuo figlio", ha detto uno dei due. Pochi attimi e Domenico D'Amuri, che evidentemente non si aspettava di essere preso a pistolettate, si è presentato in strada. Forse tra i tre c'è stato uno scambio di battute. Forse no. Fatto sta in mano ad uno dei due è comparsa una pistola dalla quale sono partiti in rapida successione cinque o sei colpi. Per uccidere. Quattro lo hanno raggiunto alle gambe D'Amuri ed uno gli ha sfiorato il cranio. I due si sono rimessi in macchina e hanno fatto perdere le tracce.

Ancora una volta è stata la madre a chiamare i soccorsi. L'uomo è stato ricoverato nell'ospedale Perrino di Brindisi. Non è grave. Le ferite alle gambe non hanno toccato vasi importanti: ne avrà per una trentina di giorni. Il colpo più brutto è stato quello di striscio al capo, non per la gravità ma per il trauma. Le indagini. Non ci sono testimoni. La madre di D'Amuri non ricordava granché. Ieri i carabinieri hanno rinvenuto sulla scena del crimine cinque bossoli calibro 7,65. Questa mattina sono ritornati ad effettuare un sopralluogo per meglio verificare con la luce del sole le traiettorie ed eventuali elementi che potevano essere sfuggiti.

L'ipotesi che sembra più probabile è quella di un regolamento di conti tra spacciatori di sostanze stupefacenti. Oria è un centro nevralgico per lo spaccio di droga. Ha un nucleo molto forte che ha collegamenti con Manduria e con il territorio tarantino. Su Oria per tanto tempo ha avuto molta influenza Vincenzo Stranieri, nativo di Mandria, boss della Sacra corona unita, ma è detenuto da anni.

I personaggi cambiano, ma i canali di rifornimento e di smistamento della droga restano sempre gli stessi. E quindi si sta scavando in quella direzione. Ma è troppo presto ancora perché il sostituto procuratore Milto De Nozza, titolare dell'inchiesta, e i carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, comandata dal capitano Fabio Guglielmone, che stanno svolgendo le indagini, possano trarre delle conclusioni.

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