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Fucilata contro auto con famiglia a bordo: arrestato l'autore

Svolta nelle indagini sull'agguato contro Lorenzo Scalinci avvenuto a San Pietro Vernotico il giorno di Natale. Arrestato per tentato omicidio il 70enne Franco Perrone

SAN PIETRO VERNOTICO – Ha sparato un colpo di fucile contro la macchina, nonostante al suo interno si trovassero una donna e quattro minorenni oltre al conducente, bersaglio dell’agguato. I carabinieri della Sezione Operativa del Nor della compagnia di Brindisi e della stazione di San Pietro Vernotico hanno chiuso il cerchio sul grave episodio di cronaca avvenuto il giorno di Natale a San Pietro Vernotico. Sarebbe stato il 70enne Franco Perrone, detto “Francu lu sbirru”, già noto alle forze dell’ordine, ad aprire il fuoco contro il 41enne Lorenzo Scalinci mentre questi si trovava alla guida della sua Smart Forfour, con la famiglia al seguito. Perrone è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Valerio Fracassi, su richiesta  del pm Pierpaolo Montinaro. Deve rispondere del reato di tentato omicidio.

Perrone Franco, classer 1950-2

L’agguato scattò intorno alle ore 13 del 25 dicembre in piazza Nuova Europa, nei pressi della zona 167 di San Pietro Vernotico. Scalinci era appena salito a bordo dell’auto insieme alla moglie, seduta accanto con il figlio di 6 anni in braccio, e ad altri tre figli minori sistemati nei sedili posteriori. La famiglia era diretta versa l’abitazione di alcuni parenti. Mentre Scalinci si accingeva a partire, una Opel Meriva si è affiancata con il muso della propria auto a quello della Forfour. Al volante della Meriva, da quanto appurato dai carabinieri, si trovava Perrone, uscito da casa pochi minuti prima. Il 70ene, a distanza di circa un metro, avrebbe esploso un colpo di fucile calibro 12, caricato a pallini, contro Scalinci, per poi dileguarsi. All’interno della Smart, a terra davanti al sedile del passeggero posteriore sinistro, era andata a finire una borra in plastica bianca, deformata a seguito dell’esplosione della cartuccia.

La vittima, ferita ma cosciente, è riuscita a contattare i carabinieri, per poi dirigersi autonomamente presso il Pta di San Pietro Vernotico. Da lì è stato trasportato presso l’ospedale Perrino di Brindisi. Il 40enne è stato fortunato. I pallini lo hanno infatti centrato a un braccio e in parte all’addome, provocandogli ferite con prognosi di 20 giorni. Quella stesa sera è stato dimesso dall’ospedale.  I carabinieri, intanto, nel pomeriggio avevano recuperato l’Opel di Perrone, abbandonata nei pressi della strada provinciale per Cellino San Marco. Il giorno successivo i militari hanno condotto il sospettato in caserma, dove è stato ascoltato in presenza del pm di turno del tribunale di Brindisi e sottoposto all’esame dello stub. Successivamente è stato rilasciato. Ma il lavoro degli investigatori è andato avanti, fino a far emergere “gravi indizi di colpevolezza utili per ricostruire la dinamica dell’attentato e raccogliere elementi chiari, precisi e concordanti per individuare l’autore, identificato appunto in Perrone”. 

“Dalla condotta posta in essere dall’autore del grave fatto di sangue – si legge in una nota della Procura della repubblica di Brindisi - si evince che l’agguato è stato compiuto senza alcuna remora, con spregiudicatezza, in pieno giorno ed in zona abitata, tanto da ritenere la premeditazione del delitto. Per quanto riguarda il movente, si può affermare che l’episodio non è avvenuto a seguito di litigio o in progressione rispetto ad un contrasto”. 

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