Cronaca

Al Bano, le voci: "Screti? Paga l'affitto"

CELLINO SAN MARCO - Cosa succede a Cellino San Marco? Brucia la città, la commissione antimafia lavora freneticamente, Vittorio Sgarbi sfodera una difesa d’ufficio del Comune e chiede ad Albano di intervenire, Albano risponde di “non avere nulla a che fare con la mafia” ma ospita nelle sue tenute la famiglia Screti.

CELLINO SAN MARCO - Cosa succede a Cellino San Marco? Brucia la città, la commissione antimafia lavora freneticamente, Vittorio Sgarbi sfodera una difesa d'ufficio del Comune e chiede ad Albano di intervenire, Albano risponde di "non avere nulla a che fare con la mafia" ma ospita nelle sue tenute la famiglia Screti. La famiglia di Tonino Screti, l'ex cosiddetto cassiere della Sacra corona unita, rimasto senza casa perché la sua è stata confiscata e consegnata a Libera contro tutte le mafie, associazione che lì ci allestisce campi scuola e che tutto l'anno coltiva la terra per far sì che da un patrimonio che fu accumulato con denaro sporco (è stato provato in tre gradi di giudizio) nascano i frutti di un'operosità onesta. Una operosità contro tutte le mafie.

Screti, che è un uomo libero e non sottoposto ad alcun obbligo, ha scontato le sue condanne. Albano preferirebbe parlare di musica, e non ne fa mistero, ma contattato in seguito alle segnalazioni che in più circostanze sono pervenute a Brindisireport.it su quella che viene ritenuta una stranezza, sotto il profilo dell'opportunità e non di certo perché vi sia dell'illecito. "C'è il figlio di Tonino Screti, e c'è un contratto di affitto regolare con il figlio, legittimo - ha dichiarato il cantante - e poi a quanto mi risulta Screti ha pagato tutti i suoi debiti con la giustizia e non so dove c'è l'inghippo". "Io con la mafia non c'entro niente - ha detto Albano - e sfido chiunque a dimostrare il contrario".

Intanto l'atmosfera a Cellino San Marco è rovente. Sale parecchio la tensione dopo l'ennesimo attentato ai danni di un amministratore, l'assessore alle Attività produttive Gianfranco Quarta. E l'atto incendiario, l'ennesimo, rivolto a un impiegato dell'Anagrafe. Un clima teso anche dopo le dichiarazioni del procuratore Marco Dinapoli che nella conferenza stampa in cui si comunicavano ai giornalisti i dettagli dell'inchiesta che aveva portato all'arresto del concorrente alla posizione di comandante della polizia municipale, aveva fatto notare che in sede di perquisizione, pur non formalizzando la nomina, l'indagato aveva chiesto che ad essere presente fosse il sindaco e avvocato penalista Francesco Cascione, pure lui vittima di numerosi attentati.

Quel che si sa è che c'è un'inchiesta condotta dai carabinieri del Reparto operativo di Brindisi, al comando del tenente colonnello Alessandro Colella. E che il prefetto Nicola Prete ha ritenuto di mandare a Cellino la commissione per l'accesso agli atti che valuterà se sciogliere o meno il consiglio comunale.

Quanto a Screti, che per quel che si sa ha partecipato anche alla festa per la cresima di uno dei figli di Albano (emerse nei giorni dell'attentato alla Morvillo Falcone di Brindisi, quando proprio lui, da ex della Scu, espresse apertamente la sua posizione sull'estraneità della malavita organizzata rispetto alla strage) è fuori da ogni dinamica, attualmente. Ha scontato tutte le sue condanne, ha perso la villa che si trova tra San Pietro e Torchiarolo.

La nuova vita, per lui, è nelle Tenute Carrisi dove abitano anche altre persone che hanno acquistato casa lì o che vivono in affitto. Lo Stato la residenza gliel'ha sottratta con un provvedimento di confisca definitivo da cui si evince che il denaro impiegato per realizzare la residenza, che non è un buco, non ha giustificazione nel reddito di Screti e famiglia.

Nel giorno dell'assegnazione a Libera, nel 2010, c'era il presidente Nichi Vendola, oltre che l'allora sottosegretario Alfredo Mantovano. Ci sono state poi polemiche, attacchi. Storie varie. La villa è ancora in possesso dell'associazione di don Luigi Ciotti. Screti vive altrove. A Cellino San Marco, a pochi metri dalla residenza della star internazionale che è icona della Puglia nel mondo.

 

 

 

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