Cronaca Cellino San Marco

“Vittorio Sgarbi mi disse: al 99 per cento sciolgono il Comune di Cellino”

L'ex sindaco Francesco Cascione teste nel processo in cui il critico d'arte è imputato per aver diffamato l'ex ministro Anna Maria Cancellieri in un incontro pubblico. "Venti di giorni di carcere non li auguro a nessuno". Il 26 gennaio in aula Al Bano e lo stesso Sgarbi. Oggi il cantante ha presentato una "giustifica"

BRINDISI – “Ricordo che Vittorio Sgarbi mi disse: ‘Sindaco, al 99 per cento sciolgono il Comune di Cellino San Marco come è avvenuto per Salemi’. Non ricordo, invece, che il critico d’arte parlando alla piazza disse qualcosa rivolgendosi direttamente all’ex ministro Cancellieri. D’altronde, non posso neppure escluderlo. Di certo Sgarbi era l’evento di quella sera, così come lo era Albano Carrisi, invitato anche lui”.

L’ex sindaco. La memoria dell’ex sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, ancora ristretto ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta su presunti favori nell’assegnazione di appalti pubblici, questa mattina è tornata indietro nel tempo, alla sera del 12 agosto 2013, oggetto del processo incardinato davanti al giudice di pace di Brindisi, nel quale è imputato Vittorio Sgarbi con l’accusa di aver diffamato l’allora titolare del dicastero dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, già ascoltata (lo scorso 23 giugno) e costituita parte civile con l’Avvocatura dello Stato.

cascione 2-2Stando a quanto risulta nel capo di imputazione per il quale il critico d’arte è stato rinviato a giudizio, per effetto della citazione diretta da parte della Procura di Brindisi, “dinanzi a una platea di 300 persone Sgarbi proferì la seguente frase: lo Stato si serve di queste figure, i prefetti poi ci fanno carriera, guadagnando 12mila euro al mese, come è successo a un noto prefetto che poi sciogliendo i comuni per mafia ha fatto carriera e ora è ministro”. In quella occasione andò oltre affermando che l’allora titolare del dicastero era stata “raccomandata da Napolitano”.

Il critico d’arte venne invitato all’incontro dal titolo “Turismo rurale: opportunità di sviluppo sostenibile per il territorio”, organizzato dall’assessorato comunale alle politiche sociali, turismo e politiche comunitarie e  dalla Pro Loco.  Sgarbi presentò il suo libro “In nome del figlio”. Presenti, tra gli altri, Mario Luzzato Fegiz, del Corriere della Sera, oltre a esponenti politici locali.

Cascione rivestì il ruolo di padrone di casa, essendo allora primo cittadino e proprio quella sera raccolse quella che poi si è rivelata come una premonizione di Sgarbi sulle sorti dell’amministrazione cittadina, decapitata dall’inchiesta condotta della Procura con lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni della criminalità organizzata.

L’attesa fuori dall’aula. Cascione, avvocato, si è presentato accompagnato dal suo legale di fiducia, Giuseppe Guastella, e ha atteso che chiamassero il processo: due ore fuori dall’aula, ricevendo il saluto dei colleghi che ha rivisto dopo il periodo di custodia cautelare, prima in carcere e poi nella sua abitazione in attesa di arrivare al patteggiamento.

cascione 7-2Con gli occhi lucidi e la voce a tratti rotta in gola ha confidato i momenti più difficili vissuti quando era detenuto: “Non auguro il carcere a nessuno, neppure al mio peggior nemico”, ha sussurrato. “Quei giorni mi hanno segnato e sono in piedi lo devo all’amore della mia famiglia e degli amici, quelli veri. Anche all’avvocato Guastella”. Adesso attende di sapere quale sarà la valutazione del gup al concordato di pena proposto dal suo difensore.

Oggi, intanto, gli è stato chiesto di fare un tuffo nel passato in qualità di teste per la ricostruzione della vicenda, per la quale Sgarbi ha chiesto scusa all’ex ministro scrivendo una lettera e offrendo a titolo di risarcimento danni una somma simbolica di 500 euro. Tutto restituito al mittente, tramite gli avvocati Gianpaolo Cicconi e Anna Cavaliere (quest’ultima del Foro di Brindisi). E Cascione prima di sedersi ha ricordato di essere ai domiciliari. Il giudice Salvatore Camposeo gli ha ricordato di riferire la verità e lui ha acconsentito con la testa, aggiungendo: “Dopo quello che mi è successo”.

La testimonianza. La prima domanda è toccata all’avvocato di parte civile, Antonella Roberti: “Cosa successe quella sera?”. Risposta: “Era una delle serate dell’estate cellinese in cui Sgarbi era ospite assieme al compaesano ed amico Al Bano, c’era anche l’assessore ai Servizi sociali Gabriele Elia e c’era Fegiz: si parlava del più e del meno, di opere d’arte, del Barocco, un discorso a 360 gradi che ha riguardato anche lo scioglimento del Comune, ma l’evento era lo stesso Sgarbi perché portò in piazza un sacco di gente. Lo stesso vale per Al Bano”.

cascione 5-2Il palco venne allestito in piazza Aldo Moro come un salottino con poltroncine e piante: “C’erano credo 600-700 persone”, ha riferito Cascione. “Per me era tanta gente, ma potevano anche essere 200”. Il discorso scivolò anche sullo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose: “Un mese prima, il 12 luglio 2013, c’era stato l’insediamento della Commissione per decidere se l’amministrazione dovesse essere sciolta oppure no e sul punto venne fatta una domanda a Sgarbi, il quale con molta tranquillità riferì la sua esperienza quando era sindaco di Salemi perché quel Comune venne sciolto”.

Le domande sono state rivolte ad accertare cosa abbia detto in piazza il critico d’arte: “Che io ricordi, Sgarbi disse che il presidente della Commissione, di quella che decise lo scioglimento di Salemi, venne poi nominato prefetto, ma che secondo lui non ce n’erano le condizioni. Il discorso era riferito a quel presidente. E disse anche di aver chiesto più volte un incontro con il ministro dell’Interno Cancellieri, prima della decisione finale, ma senza esito. Così disse”.

L’avvocato Cavaliere in nome e per conto di Sgarbi si è opposta ad alcune domande ritenute suggestive, poste dalla parte civile che ha insistito per sapere se il critico quella sera riferì qualcosa direttamente all’indirizzo dell’ex rappresentante del Governo. “Non ricordo, ricordo che mi disse: ‘stai tranquillo che al 99 per cento, sciolgono anche Cellino San Marco”, ha detto Cascione sottolineando che quando Sgarbi parlava c’era consenso tra il pubblico. “La gente applaudiva e lo stesso avveniva quando interveniva Al Bano che, a un certo punto, se ne andò perché aveva altri impegni”.

anna maria cancellieri-2Il pm d’udienza, Cataldi, ha letto il capo di imputazione per chiedere al teste se quella frase costata a Sgarbi il processo fosse stata riferita in piazza: “Non lo ricordo, credetemi. Io guardavo solo alla gente che c’era e alla bella figura che stava facendo il Comune. Non posso però escludere il contrario. In ogni caso il discorso di Sgarbi  era riferito al prefetto di Salemi”.

La testimonianza dell’ex primo cittadino è durata mezz’ora, prima di lui è stato ascoltato il maresciallo Milo, comandante della stazione di Cellino San Marco il quale su quella sera scrisse una relazione: oggi in aula ha aggiunto che di quell’evento dovrebbe esserci una “registrazione integrale”, fatta da chi ha organizzato la manifestazione e che  ci fu da parte di “Sgarbi un’esortazione ad Al Bano, affinché intercedesse su Alfano, lamentando il fatto che al ministro era stati dati ampi poteri per la commissione.

La difesa. Il difensore di Sgarbi ha reiterato la richiesta contenuta nella memoria depositata il 28 agosto scorso: “Sentenza di non doversi procedere per mancanza della condizione di procedibilità perché l’ex ministro ha sporto querela per gli articoli pubblicati su Il Giornale nei confronti di Vittorio Sgarbi e del direttore responsabile Alessandro Sallusti, mentre con riferimento all’evento di Cellino ha speso tre righe”, ha detto l’avvocato Cavaliere. Il pm ha replicato: “Tesi suggestiva ma improponibile non solo per l’obbligatorietà dell’azione penale, ma in considerazione del fatto che la stessa Cancellieri in udienza ha ribadito la volontà di procedere nei confronti di Sgarbi anche con riferimento ai fatti di Cellino”.

Dopo una breve camera di consiglio, il giudice ha rilevato l’esistenza tanto del fatto reato quanto della volontà nel perseguire l’autore e ha disposto – con ordinanza – di procedersi oltre. Al Bano. Prossima udienza il 26 gennaio, data prevista per l’esame dell’imputato, Vittorio Sgarbi, e per l’ascolto di Al Bano, già citato per oggi, ma il suo avvocato, Cataldo Lolli, ha presentato una “giustifica” per impegni professionali. E proprio per ottenere la disponibilità certa del cantante che prima di fissare la data per il ritorno in aula, è stato chiesto al legale di Albano Carrisi di mettersi in contatto con l’artista in tempo reale: “impossibile la data del 22 dicembre” ipotizzata in un primo momento perché il cantante è all’estero.

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