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Il tribunale di Brindisi. Sotto, Vincenzo Corso e l'avvocato Ladislao Massari

Il tribunale di Brindisi. Sotto, Vincenzo Corso e l'avvocato Ladislao Massari

Appalti Asl: cade l'associazione per delinquere, gli atti tornano al pm

Un punto in favore della difesa nel processo immediato scaturito dall’inchiesta “Virus” su presunti appalti pilotati indetti dall’Asl di Brindisi: l’associazione per delinquere contestata a 13 imputati è caduta e gli atti relativi a questo capo di imputazione tornano nelle mani del pubblico ministero, mentre per i reati cui sarebbe finalizzata, ossia turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato si continua davanti al Tribunale

BRINDISI – Un punto in favore della difesa nel processo immediato scaturito dall’inchiesta “Virus” su presunti appalti pilotati indetti dall’Asl di Brindisi: l’associazione per delinquere contestata a 13 imputati è caduta e gli atti relativi a questo capo di imputazione tornano nelle mani del pubblico ministero, mentre per i reati cui sarebbe finalizzata, ossia turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato si continua  davanti al Tribunale.

La decisione riguarda: Francesco Perrino, legale responsabile della società Cogit spa, difeso da Ladislao Massari, autore dell’eccezione accolta dal collegio giudicante; Vincenzo Corso, ex direttore dell’area gestione tecnica dell’Azienda sanitaria di Brindisi e presidente dei seggi di gara, nonché responsabile della custodia delle buste contenenti le offerte economiche che, nel teorema accusatorio, venivano aperte; Cosimo Bagnato, amministratore unico della Bagnato Costruzioni Srl; Vittorio Marra e Adolfo Rizzo amministratori di fatto della Srl Re.Vi; Giuseppe Rossetti titolare dell’omonima ditta individuale; Cesarino Perrone amministratore unico della Eco Service Srl; Antonio Camassa legale rappresentante della Camassa Impianti Srl; Emilio Piliego e Roberto Braga responsabili della Edil Tecno Costruzioni Snc; Mauro De Feudis manager della Manutencoop Faciliy Managemente Spa.

Vincenzo CorsoLa decisione che sicuramente avrà conseguenze sui tempi per la conclusione del processo è stata assunta dal Tribunale di Brindisi presieduto da Domenico Cucchiara (a latere Vittorio Testi e Adriana Almiento), di fronte al quale oggi è stata celebrata la prima udienza dibattimentale, destinata all’ammissione dei mezzi di prova.

Questa mattina (19 giugno) l’avvocato Ladislao Massari ha chiesto la parola per sollevare  la questione sulla violazione del diritto di difesa perché gli imputati, secondo il penalista, non hanno avuto la possibilità di esercitare il diritto costituzionalmente garantito, rendendo interrogatorio, dal momento che l’accusa mossa nei loro confronti sul fronte dell’associazione per delinquere si è rivelata diversa rispetto a quella contestata nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita il 12 novembre 2013 dai militari della Guardia di Finanza di Brindisi e dai carabinieri del Nucleo antisofisticazione di Taranto.

Più esattamente, nel decreto con cui il gup dispose il giudizio immediato custodiale, l’imputazione era “sino alla data odierna”, mentre nel provvedimento di arresto la contestazione arrivava sino al 2010. La differenza temporale, pari a quattro anni, è tutt’altro che un dettaglio, e per questo Massari ha invocato la nullità del decreto, sottolineando come nessuno dei suoi assistiti abbia potuto essere ascoltato per fornire la propria versione dei fatti se non per respingere gli addebiti spostati in avanti, dal 2010 appunto al 2014.

L'avvocato Ladislao Massari-2Il sostituto procuratore, Giuseppe De Nozza, dal canto suo, ha chiesto tempo in modo tale da controdedurre su una questione molto tecnica, rispetto alla quale Massari ha anche citato “precedenti” pronunce della Corte di Cassazione. Il tribunale, alla fine, ha riconosciuto le doglianze del penalista e ha disposto la nullità del decreto con cui i tredici imputati sono finiti sotto processo, per la parte legata all’esistenza all’associazione, fermo restando invece i reati fine del sodalizio che restano in piedi, così come risultano dai capi di imputazione. Il vincolo associativo, a questo punto, torna nelle mani del pubblico ministero che dovrà esercitare nuovamente l’azione penale per formulare la richiesta di rinvio a giudizio.

Parallelamente a questo processo, c’è il procedimento penale che riguarda coloro i quali non furono arrestati, ma indagati a piede libero: nelle prossime settimane, infatti, si svolgerà l’udienza preliminare dinanzi al giudice Stefania De Angelis. Tra coloro che dovranno comparire dinanzi al gup figurano l’ex direttore generale della Asl di Brindisi, Rodolfo Rollo; l’ex direttore amministrativo Alfredo Rampino; l’attuale direttore sanitario dell’ospedale Perrino di Brindisi, Antonio Piro; l’attuale consigliere comunale di Forza Italia, già assessore ai Lavori Pubblici, Cosimo Elmo, che è anche  dipendente Asl del settore Area tecnica; l’attuale capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, Salvatore Brigante, urologo, per il quale  l’ipotesi di reato è peculato per essersi recato, con altre due persone, il 21 luglio 2007 a un congresso dei Ds a Roma con l’auto della Asl di Brindisi.
 

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