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I carabinieri celebrano la Virgo Fidelis nel santuario di San Cosimo alla Macchia

Presso il santuario di San Cosimo alla Macchia di Oria si è celebrata stamani la cerimonia della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei carabinieri, nonché della giornata dell’orfano

ORIA - Presso il santuario di San Cosimo alla Macchia di Oria si è celebrata stamani la cerimonia della Virgo Fidelis, patrona dell’Arma dei carabinieri, nonché della giornata dell’orfano. La funzione religiosa è stata officiata da monsignor Vincenzo Pisanello, vescovo della diocesi di Oria.

Di seguito, il discorso del colonnello Nicola Conforti, comandante provinciale dei carabinieri di Brindisi.

Eccellenza Reverendissima,

non è assolutamente facile formulare il mio indirizzo di saluto dopo aver ascoltato le Sue profonde parole. Non posso comunque esimermi dall’esprimere, anche a nome di tutti i Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi, i sensi della mia più sincera gratitudine per averci concesso il privilegio di celebrare l’eucaristia della “Virgo Fidelis”, celeste Patrona dell’Arma dei Carabinieri, in questo bellissimo Santuario. 

Alle Autorità, in primis a Sua Eccellenza il Prefetto, al Signor Procuratore della Repubblica di Brindisi, al Signor Sindaco di Oria, al Signor Presidente della Provincia, all’on. Senatore Iurlaro,  ai rappresentanti delle altre Forze di polizia e Forze armate, alle gentili Signore e ai cortesi ospiti intervenuti, rivolgo un riconoscente saluto per la significativa presenza, che conferma i sentimenti di stima e considerazione nei confronti della nostra Istituzione. 

Alle Benemerite e ai commilitoni dell’Associazione Nazionale Carabinieri, porgo un rispettoso omaggio: il condividere i significativi momenti identitari è la testimonianza più diretta della duratura congiunzione ai tradizionali cardini valoriali dell’Arma. 

Alle vedove, ai genitori e ai figli dei nostri Caduti, , infine, vada un pensiero colmo di affettuosa vicinanza: Voi rappresentate tutti i nostri cari che, ogni giorno, ci sostengono nella difficile ma esaltante vita che abbiamo scelto, non facendoci mai sentire soli con quel calore che è prerogativa, unica e insostituibile, della famiglia.

Il 21 novembre di ogni anno, l’Arma dei Carabinieri celebra la sua patrona, la “Virgo Fidelis”. Data, questa, che coincide con la conclusione dell’epica battaglia di Culqualber, combattuta in Africa Orientale dal 1° Battaglione Carabinieri mobilitato, schierato a presidio del caposaldo posto a sbarramento dell’avanzata britannica verso Gondar. 

Due Compagnie Carabinieri e una di fedeli Zaptiè, appoggiate da pochi pezzi d’artiglieria, si strinsero a difesa dei rocciosi costoni di Culqualber, resistendo strenuamente, per lunghi mesi, in situazioni logistiche disperate, con contrattacchi effettuati, anche all’arma bianca, contro un nemico superiore di uomini, mezzi corazzati, artiglierie e aviazione. Il 21 novembre del 1941 il caposaldo di Culqualber cessò di resistere e quasi tutti i Carabinieri caddero in combattimento. 

Una pagina di storia, di puro eroismo, scritta dai nostri Carabinieri, così come recita il Bollettino di guerra: “Gli indomiti reparti di Culqualber, dopo aver continuato a combattere, anche con le baionette e le bombe a mano, sono stati infine sopraffatti … nell’epica difesa si è gloriosamente distinto simbolo del valore dei reparti nazionali il Battaglione Carabinieri … quasi tutti i Carabinieri sono caduti.”

Per quell’epico fatto d’armi alla bandiera dell’Arma fu conferita la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare.

L’11 novembre 1949, Sua Santità Pio XII, in Castel Gandolfo, su proposta dell’allora Ordinario Militare S.E. Mons. Carlo Alberto FERRERO, promulgò la bolla pontificia con cui concesse all’Arma dei Carabinieri, come Santa Protettrice, la Beatissima Vergine Maria, con il titolo di “Virgo Fidelis”, fissandone la celebrazione il 21 novembre, in concomitanza della presentazione di Maria al tempio e della ricorrenza della battaglia di Culqualber. 

Il Comando Generale bandì un concorso artistico per un’opera che raffigurasse la patrona dei Carabinieri. Lo scultore architetto Giuliano LEONARDI rappresentò la Vergine in atteggiamento raccolto mentre alla luce di una lampada legge le parole profetiche del libro dell’Apocalisse: “Sii fedele sino alla morte”. La scelta della Madonna “Virgo Fidelis” come nostra Patrona è indubbiamente ispirata alla fedeltà che, propria di ogni servitore della Patria, è caratteristica dell’Arma dei Carabinieri che ha per motto: “Nei secoli fedele”.

Qualche giorno fa ho avuto modo di ascoltare le parole di un persona che, nell’intento di descrivere l’essenza più intima dell’Arma dei Carabinieri, ha individuato nel vocabolo “presenza” il termine più idoneo per designare la Benemerita. Ho riflettuto molto su questo pensiero. Non mi ero mai soffermato su questa parola, non avevo mai colto l’interezza della nostra amata Istituzione da questa particolare prospettiva, quella delle presenza per l’appunto. Certo la presenza è quella caratteristica che ben sappiamo essere indispensabile per portare avanti il nostro lavoro. Ma se indugiamo un attimo a riflettere, il concetto di “presenza” è qualcosa di più ampio. Nell’abnegazione c’è la presenza, nello spirito di sacrificio ritroviamo la presenza, nella solidarietà c’è la presenza, nella vicinanza alle popolazioni e alle loro esigenze c’è ancora la presenza, nello spirito di corpo ci deve essere la presenza. In definitiva, l’essere Carabinieri implica in sé la presenza. 

E questo concetto l’ho ritrovato tutto, per intero, nel momento in cui ho riflettuto sulle parole da pronunciare in occasione della celebrazione odierna. Mi è venuto spontaneo osservare il volto angelico di Maria ritratto in un quadretto nel mio ufficio. Gli occhi della Madonna puntati sulla scritta “Sii fedele sino alla morte” ci dicono tante cose. E come si può essere fedeli, fedeli addirittura sino alla morte come ci chiede la nostra Protettrice, se non siamo presenti? Questo interrogativo me lo sono posto con severità, oggi lo pongo a voi come spunto di riflessione per continuare ad operare giornalmente con la serenità che ci deve sempre contraddistinguere. Ho sempre creduto e cercato di ribadire in ogni occasione che siamo stati, siamo e dobbiamo continuare ad essere l’Arma di tutti, senza distinzione alcuna.

Maria ci mette davanti agli occhi il grande valore della fedeltà. Il suo sguardo attento e presente deve essere per noi il faro di riferimento. In quest’epoca difficile, dobbiamo ancor più ricorrere allo sguardo confortatrice della nostra Patrona e prendere a modello proprio i martiri di Culqualber i quali ci testimoniano concretamente quanto sia grande il patrimonio di efficienza e abnegazione tramandato da tutti i Carabinieri caduti, che, in pace e in guerra, in Italia e all’estero, hanno saputo tener fede al giuramento prestato fino all’estremo sacrificio.

Oggi si celebra anche la “Giornata dell’Orfano”: gli orfani sono assistiti e confortati con amorevole cura dall’Arma attraverso l’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari Arma dei Carabinieri che li sostiene negli studi sino al conseguimento del diploma di laurea. A loro, primi destinatari del dolore per le gravi perdite di affetto, rivolgiamo l’ultimo ma più sentito pensiero.

Eccellenza Reverendissima, nel chiederLe di volerci accordare la sua Paterna Benedizione, mi sia concesso di invitarLa a unirsi a tutti i presenti nel canto dell’Inno alla “Virgo Fidelis”, affinché Maria Santissima voglia volgere benevolmente il Suo amorevole sguardo su di noi e proteggere coloro i quali assolvono la difficile missione di far prevalere il bene sul male. 

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