menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Studenti arrivano al Teatro Verdi

Studenti arrivano al Teatro Verdi

Al "Verdi" tra ricordi e impegni per cambiare

BRINDISI - E’ un caldo pomeriggio di sabato, praticamente estivo. Il Nuovo Teatro Verdi non è strapieno, ma all’appuntamento ci è andato il nocciolo duro del movimento degli studenti brindisini. Il viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, arriva dopo un incontro in questura.

BRINDISI - E' un caldo pomeriggio di sabato, praticamente estivo. Il Nuovo Teatro Verdi non è strapieno, ma all'appuntamento ci è andato il nocciolo duro del movimento degli studenti brindisini. Il viceministro dell'Interno, Filippo Bubbico, (video) arriva dopo un incontro con il questore Giuseppe Cucchiara e con gli investigatori della Squadra mobile e della Digos, che hanno chiuso in soli 18 giorni (assieme ai colleghi dell'Arma e ai nuclei di supporto inviati dallo Sco e dall'Ucigos di Roma) le indagini sull'attentatore giungendo al fermo di Giovanni Vantaggiato. Il bomber quel giorno doveva essere portato e interrogato qui, nella questura di Brindisi, ma dopo il fermo la scena si è spostata invece a Lecce. Ma questa è un'altra storia.

Poi il viceministro ha incontrato anche i sindacati di polizia a Palazzo Nervegna, sede del sindaco di Brindisi, infine, poche decine di metri e l'arrivo al Nuovo Teatro Verdi. Bubbico parla ai margini dell'incontro con gli studenti, assieme al governatore della Puglia, Nichi Vendola, e ricorda Melissa Bassi: "Lo hanno detto le sue amiche, che hanno vissuto quella strage e che oggi segnalano la necessità di avere fiducia e speranza, non una speranza inconsapevole ma militanza, fatta di voglia di cambiare in meglio questa società. La risposta al vuoto delle istituzioni risiede nell'impegno di ciascuno. Questo impegno dei ragazzi serve a rinnovare un patto di solidarietà e un impegno democratico da parte delle istituzioni, perché i problemi non possono essere considerati risolti una volta per tutti".

Più tardi, il viceministro detterà queste parole al suo ufficio stampa: "Essere a Brindisi a ricordare Melissa e quel drammatico giorno che ha cambiato la vita di molte famiglie non è per me solo un dovere istituzionale, ma il desiderio di condividere con i ragazzi un messaggio di speranza. I compagni di Melissa, i suoi amici, la famiglia, le persone rimaste ferite nell'attentato, hanno ricevuto un testimone difficile e doloroso, ma hanno saputo usarlo per guardare al futuro e costruire speranza. Siamo orgogliosi di loro perché sono il segno di una società che non si arrende al rancore e che sa guardare avanti con occhi limpidi e coraggiosi".

Poi Filippo Bubbico parla degli incontri di poco prima: "Le forze di polizia fanno un lavoro preziosissimo. Viviamo un momento di grande difficoltà, il bilancio pubblico presenta squilibri che non possono essere sopportati oltre, bisogna tagliare il superfluo, eliminare gli sprechi e mettere a disposizione servizi pubblici fondamentali in una condizione di massima efficienza con le risorse disponibili. La Polizia di Stato ma anche tutte le altre forze di polizia vivono una condizione di precarietà, sono bloccati i concorsi, mancano gli strumenti e le risorse per affrontare le emergenze. Tuttavia ogni giorno le nostre forze di polizia riescono a garantire l'ordine e la sicurezza pubblica. Bisogna rendere merito al loro sacrificio".

Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola è visibilmente commosso e coinvolge tutti: "La vicenda di Melissa chiede a noi lo sforzo di ragionare sul valore della vita, perché se c'è un tema per me ostico, è riuscire a mettere insieme le futili ragioni per cui un risentimento lungamente covato può portare a immaginare l'organizzazione di una strage di persone che non c'entrano niente. Questa furia che esplode nella mente di una persona può portare a cancellare la vita di un'adolescente. Penso che a lungo dobbiamo riflettere su come si possa proteggere la vita dei giovani e proteggere la vita significa costruire un contesto di regole e diritti. Rimuovere le immagini di violenza e morte che assediano la nostra vita quotidiana".

"Stamattina - ha detto ancora Vendola - ho avuto un colpo al cuore a ricordare quella mattina di un anno fa, era molto duro vedere quello scempio, mi ricordava un altro scempio, quello di San Giuliano di Puglia. Sono ammirato dagli amici di Melissa, dai ragazzi delle scuole di questo anno. Lo dico senza voler attivare una polemica politica, ma bisogna investire in sicurezza delle scuole. Dovremmo tagliare spese militari e investire in scuola e in formazione, sarebbe un atto di decenza".

E gli studenti brindisini, nei loro interventi al Verdi, hanno confermato il loro impegno il cui simbolo restano quelle magliette bianche con la scritta "Io non ho paura", (video)ma anche le loro richieste ad uno Stato, ad un governo, che deve sapere ascoltare e deve dare risposte alla risorsa di coraggio civile, impegno e volontà di rinnovamento rappresentata dal movimento degli studenti e dai giovani che si battono per il proprio futuro. Una società che arricchisce la qualità e la diffusione della cultura, non cederà mai alla violenza. (video) Domani mattina 19 maggio, appuntamento alle 7,40 davanti alla Morvillo Falcone, per commemorare Melissa Bassi ad un anno esatto dall'attentato assieme ai ministri dell'Istruzione e della Cultura e alla vicepresidente del Senato.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Vita da vegana: "Non sono estremista, rispetto i più deboli e l'ambiente"

Attualità

Consorzio Asi: l'avvocato Vittorio Rina è il nuovo presidente

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento