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Cronaca

Alla fine il bandito si è steso a terra

BRINDISI – Avevano già effettuato un sopralluogo alcuni giorni fa, fingendosi clienti. Anche stamattina si sono presentati come una comune coppia di coniugi interessati a un acquisto, ma avevano con loro un’arma. Il colpo alla gioielleria “Della Rocca” di via Verona però è saltato.

BRINDISI - Avevano già effettuato un sopralluogo alcuni giorni fa, fingendosi clienti. Anche stamattina si sono presentati come una comune coppia di coniugi interessati a un acquisto, ma avevano con loro un'arma. Il colpo alla gioielleria "Della Rocca" di via Verona, nel rione Santa Chiara, è saltato grazie al coraggio mostrato dal titolare dell'attività commerciale, Rino Della Rocca, e dalla consorte.

I due, subito dopo aver capito di essere finiti nel mirino di una banda di rapinatori, si sono chiusi nel retro del negozio e hanno atteso l'arrivo delle forze dell'ordine. Per fortuna, non si trovavano nella traiettoria del proiettile partito dalla grossa semiautomatica Colt dei banditi: Rosario Galluzzo, 40 anni, di Brindisi, e Anna Andrioli, 22 anni, originaria di Oria, residenti presso un'abitazione di piazza Raffaello, nel rione Sant'Elia, sono stati arrestati da polizia e carabinieri, intervenuti sul posto cn diverse pattglie nel giro di pochissimi minuti.

Stando a una prima ricostruzione dell'episodio, i banditi sono giunti sull'obiettivo non molto lontano dal loro domicilio intorno alle 10, a bordo di una Fiat Punto Multijet. Non si sa se insieme a loro si trovasse anche un terzo complice. Di certo, l'auto è stata parcheggiata esattamente di fronte l'ingresso della gioielleria. Il 40enne e la 22enne hanno varcato la porta vetrata dell'attività commerciale, si sono diretti verso il bancone, dietro al quale si trovava la moglie del titolare, e hanno chiesto di poter vedere dei gioielli.

La donna, insospettita dal modo di fare dei due, si è spostata con un pretesto verso lo sgabuzzino. I sedicenti clienti l'hanno seguita. Mentre Galluzzo impugnava la pistola, il commerciante, sbucato dal retrobottega, lo ha afferrato per il polso. Il 40enne (non si sa se volontariamente o involontariamente) ha azionato il grilletto. Il proiettile si è conficcato in un muro posto alle spalle del bancone. I coniugi, approfittando del momento di trambusto, si sono chiusi a chiave nello sgabuzzino e hanno dato l'allarme alle forze dell'ordine.

Rimasti intrappolati nel locale (la porta può essere aperta solo attraverso un dispositivo elettronico), i delinquenti hanno tentato di crearsi un varco, infrangendo con un bastone di legno la parte inferiore della porta vetrata. Ma poliziotti e carabinieri sono arrivati rapidamente. Galluzzo ha puntato l'arma verso gli uomini in divisa (esplodendo forse un secondo colpo) e ha afferrato la complice, con l'intento di farla passare per un ostaggio.

Resosi conto di non avere via di scampo, l'uomo ha poi mollato la pistola e si è disteso per terra. La 22enne, invece, mentre i poliziotti catturavano il compagno, è sgattaiolata fuori dalla gioielleria e ha tentato di dileguarsi imboccando via Montebello. Ma una pattuglia operante le ha sbarrato la strada.

I due sono stati caricati a bordo dei mezzi delle forze dell'ordine sotto gli sguardi attoniti di decine di persone. Le vittime, visibilmente segnate dallo shock, soccorse a scopo precauzionale dagli operatori del 118, non avevano riportato neanche un graffio. La gioielleria di loro proprietà, purtroppo, era già balzata agli onori delle cronache in un paio di circostanze: nel settembre del 2010, quando i coniugi subirono un furto da 60mila euro; e nel gennaio del 2013, quando un rapinatore armato di pistola venne fermato dai poliziotti pochi istanti prima di entrare in azione. Nulla di paragonabile, ad ogni modo, agli attimi di terrore vissuti stamani. Gli arrestati, su disposizione del sostituto procuratore di turno del tribunale di Brindisi, Savina Toscani, sono stati trasferiti in carcere.

Sul capo di Galluzzo, fra l'altro, pendeva un ordine di carcerazione per dei fatti risalenti a poco tempo fa. Ma il lavoro degli investigatori non è ancora terminato. E' da appurare, in particolare, se sia stato esploso un secondo colpo di arma da fuoco, oltre a quello partito in seguito alla reazione della vittima (gli esperti della scientifica, al momento, hanno recuperato un solo bossolo), e se i due avessero un basista che li attendeva alla guida della Fiat Multijet.

L'auto è stata posta sotto sequestro insieme alla pistola (con un colpo in canna e 5 nel caricatore) e alla borsa della donna, al cui interno sono state recuperate alcune fascette auto-stringenti che sarebbero dovute servire per legare le vittime. Le immagini riprese dalle telecamere di cui è dotato il locale, visionate in queste ore dalle forze dell'ordine, dovrebbero chiarire le ultime incertezze.

 

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