Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Caditoie e tombini intasati: pochi minuti di pioggia e le strade si allagano

La mancata manutenzione dei sistemi di canalizzazione dell'acqua piovana anche oggi ha provocato disagi in città

Allagamento all'incrocio fra via Cappuccini e via Sabaudia

BRINDISI – I brindisini, ormai, ci sono abituati. Bastano poche decine di minuti di pioggia abbondante (non di certo un’alluvione) affinché le strade (alcune delle quali nevralgiche) si trasformino in laghi e l’acqua tracimi dai tombini, creando non pochi grattacapi ai cittadini che risiedono al pian terreno. Tale scenario si è verificato anche oggi (12 settembre), a seguito del temporale che fra le ore 12,30 e le 13 ha sorvolato il capoluogo, dopo aver imperversato sulla fascia sud della provincia.

Dopo qualche giro di lancette, le solite vie Amerigo Vespucci, Ciciriello, Appia, Tor Pisana, Cappuccini, oltre a Viale Caravaglio, sono andate in tilt. Stavolta non è stato necessario chiuderle al traffico, perché l’acquazzone è stata di breve durata. Ma i disagi non sono mancati. Basti pensare al distributore di benzina Ip situato all’incrocio fra viale Caravaggio e via Arturo Martini, per l'ennesima volta invaso dall'acqua.

E poi ci sono le famiglie residenti all’incrocio fra via Sabaudia e via Cappuccini. “Dopo cinque minuti – Tombino in via Guglielmo Ciardi-2dichiara una brindisina che risiede in una casa al pian terreno prossima al crocevia – l’acqua che fuoriusciva dai tombini ha allagato l’incrocio, mettendo in seria difficoltà gli automobilisti”. Seguendo una consolidata procedura, gli abitanti hanno in fretta e furia montato dei pannelli metallici sulla parte inferiore delle porte d’ingresso, per evitare di ritrovarsi con il fango in casa.  L’acqua ha ripreso a defluire regolarmente solo quando una squadra di operai si è recata sul posto per aprire i tombini: un antipasto di un intervento di manutenzione più accurato che verrà effettuato domani.

Ma il problema è che non si può intervenire solo in situazioni di emergenza. Se i tombini, le caditoie e i canali per lo scolo delle acque fossero curati a regola d’arte, precipitazioni come quella odierna non lascerebbero traccia. Ma le lezioni del passato, evidentemente, non sono servite a nulla, perché l’incuria continua a regnare sovrana.  

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