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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Allarme nei cieli per un aereo belga in silenzio radio: partono i caccia intercettori

BRINDISI - Ci sono voluti due caccia intercettori del 5 Stormo di Cervia per dare la sveglia, oggi pomeriggio, ai piloti di un C130 dell'aviazione militare belga in volo da Bruxelles ad Amman, in Giordania, che era entrato nello spazio aereo italiano senza entrare in contatto radio con i centri di controllo aereo. L'incidente si è definitivamente concluso quando dall'aereo da trasporto il comandante si è messo in contatto con l'ACC di Brindisi.

BRINDISI - Ci sono voluti due caccia intercettori del 5 Stormo di Cervia per dare la sveglia, oggi pomeriggio, ai piloti di un C130 dell'aviazione militare belga in volo da Bruxelles ad Amman, in Giordania, che era entrato nello spazio aereo italiano senza entrare in contatto radio con i centri di controllo aereo. L'incidente si è definitivamente concluso quando dall'aereo da trasporto il comandante si è messo in contatto con l'ACC di Brindisi.

L'Hercules con le insegne della regia aeronautica del Belgio ovviamente era entrato nei radar del sistema di controllo e di assistenza al volo, ma anche in quelli della difesa aerea, non appena iniziato il sorvolo del territorio italiano. Un attraversamento peraltro comunicato in anticipo e autorizzato. Ma di questi tempi, e soprattutto dopo l'11 settembre 2001 (e vista la destinazione mediorientale del velivolo in silenzio radio) se un aereo non risponde alle chiamate scatta automaticamente l'allarme.

E così è stato anche in questo caso. Il comando competente dell'Aeronautica Militare a un certo punto ha dato l'ordine a due caccia intercettori F16 di stanza a Cervia di decollare e raggiungere il bersaglio. Il contatto visivo è avvenuto dopo pochi minuti di volo supersonico nei pressi di Campobasso. Erano le 15,32. I piloti dei caccia italiani si sono resi conto che il C130 belga stava comunque seguendo esattamente la rotta stabilita nel piano di volo comunicato preventivamente alle autorità italiane, e che a bordo era tutto in ordine.

Il C130 ha poi chiamato il Centro di Controllo d'Area di Brindisi, comunicando ufficialmente la propria identità, ed è stato infine scortato sempre dai due F16 fuori dallo spazio aereo nazionale. Nei cieli del Mediterraneo capita anche questo.

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