Cronaca

Alloggi popolari al Sant’Elia, Comune ed ex Iacp di nuovo contro

L'amministrazione cittadina appella la sentenza con cui è stata condannata a pagare in favore dell'istituto, ora Arca Salento, oltre due milioni di euro. L'Ente deve anche restituire le 42 case parcheggio prese in consegna senza titolo: "Convenzione mai firmata"

BRINDISI – Di nuovo gli uni contro gli altri il Comune di Brindisi e l’ex Iacp, ora Arca Salento, per la titolarità degli alloggi di via Leonardo da Vinci, nel rione Sant’Elia: l’ex Istituto autonomo case popolari batte cassa per ottenere due milioni e centomila euro, riconosciuti dal Tribunale a titolo di corrispettivo per aver concesso l’uso di 42 alloggi, mentre l’amministrazione civica ricorre in appello ricordando di non aver ottenuto il pagamento dell’Ici.

Il nodo legale diventa ancor più difficile da sciogliere se si considera che alla somma vanno aggiunti gli interessi legali e la rivalutazione monetaria a far data dal 2007 e che nella sentenza di primo grado, il giudice ha ordinato al Comune di Brindisi a “rilasciare in favore di Arca Nord Salento” gli alloggi che nel lontano 1986 il municipio ottenne in consegna. Si scopre oggi, anche leggendo le motivazioni della sentenza, che l’amministrazione non ha “mai firmato la convenzione”, il che vuol dire che ha avuto la materiale disponibilità del complesso immobiliare senza titolo.

Senza quella “carta” che diventa importante ai fini della vicenda anche perché, sempre nella sentenza, si apprende che il Comune non ha mai versato il canone d’uso per quegli alloggi, nonostante sia stato più volte invitato a farlo. Prima per le vie brevi, tramite contatti imbastiti dagli avvocati, poi per vie legali.

Il contenzioso va avanti dal 2002 e adesso, dopo la pronuncia del tribunale, approda in appello per effetto del ricorso che il Comune intende presentare, stando all’ultima delibera della giunta, con gli avvocati interni Francesco Trane e Monica Canepa ai quali è stato conferito incarico di “resistere”, difendendo gli interessi dell’Ente. Anche in considerazione della dimensione del debito al momento esistente e destinato a pesare come una zavorra nei bilanci futuri, nel caso in cui dovesse essere confermato al termine del giudizio.

 A Palazzo di città sostengono di essere in credito nei confronti dell’Istituto per oltre undici milioni di euro a titolo di Ici, imposta comunale sugli immobili, mai pagata. Più esattamente, a sentire le ragioni degli avvocati del Comune di Brindisi, l’importo è pari a 11.708.117 euro, si riferisce al lasso di tempo che parte dal 1993 e arriva sino al 2007. Somma chiesta in via bonaria e pretesa con azioni di recupero coattivo.

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