Cronaca

Alloggi popolari, Comune condannato a pagare due milioni e mezzo all'ex Iacp

Il Tribunale di Brindisi ha riconosciuto il credito dell’istituto, oggi Arca Nord Salento, per aver concesso l’uso di 42 immobili nel rione Sant’Elia, in favore dell’Amministrazione cittadina a far data dal 2007. L’Ente rivendica 11 milioni di Ici dal 1993

Alloggi popolari in piazza Raffaello

BRINDISI – Primo punto in favore dell’ex Iacp sul Comune di Brindisi, protagonisti della “lite” in Tribunale per gli alloggi popolari del rione Sant’Elia: il giudice ha condannato l’Amministrazione cittadina a pagare due milioni e mezzo di euro in favore dell’istituto che oggi si chiama Arca Nord Salento, a titolo di corrispettivo per aver concesso l’uso di 42 alloggi parcheggi, a far data dal 2007.

Il tribunale di BrindisiLa sentenza è stata pronunciata due giorni fa dal Tribunale di Brindisi e costituisce, quindi, la prima pronuncia nella controversia tra i due Enti arrivati ai ferri corti per questioni economiche non di poco conto, alla luce dell’importo affermato come credito esistente, dopo l’accordo risalente niente di meno che al 1986.

Trent’anni fa l’Istituto Autonomo Case Popolari di Brindisi, in qualità di proprietario consegnò al Comune gli immobili che si trovano in via Cellini, via Fani e in piazza Raffaello, nel quartiere Sant’Elia, per destinarli ad “alloggi-parcheggio”. Per  quella cessione non è mai stata corrisposta alcuna somma, ha sempre sostenuto lo Iacp nel frattempo ribattezzato come Arca Nord Salento.

Gli avvocati dell’istituto hanno iniziato una corrispondenza con quelli del Comune ma, evidentemente il tentativo di conciliazione bonaria, fuori dal Palazzo di giustizia non ha portato al risultato sperato, visto che lo Iacp ha azionato le vie legali. Il giudizio è stato promosso dall’avvocato Raffaele Montanaro, il quale ha depositato documentazione ritenuta fonte di prova del titolo di credito ottenendo il riconoscimento delle pretese, per un totale di due milioni e mezzo di euro, somma che comprende anche gli interessi che il Comune dovrà versare per aver usato gli immobili. Il conteggio del Tribunale parte dal 2007 per arrivare a oggi.

Ma la partita tra i due Enti non è certamente chiusa, sia perché il Comune ha la possibilità di presentare ricorso, sia perché c’è un altro giudizio nel quale Iacp-Arca Nord Salento e Amministrazione cittadina sono contendenti, su azione del Comune: a Palazzo di città sostengono di essere in credito nei confronti dell’Istituto per oltre undici milioni di euro a titolo di Ici, imposta comunale sugli immobili, mai pagata.

Più esattamente, a sentire le ragioni degli avvocati del Comune di Brindisi, l’importo è pari a 11.708.117 euro, si riferisce al lasso di tempo che parte dal 1993 e arriva sino al 2007. Somma chiesta in via bonaria e pretesa con azioni di recupero coattivo.

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