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Alloggi popolari nel rione Paradiso, finanziamento extra da Bari

Dalla Regione un milione e 300mila euro da destinare alla realizzazione di un impianto solare

BRINDISI – Finanziamento extra per la costruzione di 52 alloggi popolari nel quartiere Paradiso di Brindisi, lì dove c’erano le ultime baracche: la Regione Puglia ha riconosciuto la somma pari a un milione e 300mila euro a titolo di copertura dei “maggiori oneri”, legati alla realizzazione delle palazzine.

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Il finanziamento

La somma è vincolata all’impianto solare previsto nel progetto, approvato in precedenza, necessario per garantire acqua calda nelle abitazioni, riducendo i consumi energetici. Parte della somma, stando a quanto stabilito a Bari, dovrà essere investita per coprire le spese legate alla realizzazione di strutture di elevazione, di un conglomerato cementizio atto a garantire una maggiore durabilità delle strutture al fine di ridurre i costi futuri di manutenzione.

Si tratta, quindi, di un extra riconosciuto all’Amministrazione cittadina in ragione dell’ecosostenibilità del progetto, per il quale il Comune ha già ottenuto la somma di tre milioni e seicentomila euro dallo Stato, importo al quale è stato aggiunto un milione sotto forma di mutuo.

Il cantiere e il progetto

Il cantiere nel quartiere Paradiso è stato aperto nel mese di febbraio dello scorso anno, dopo il superamento del nodo giudiziario pendente davanti ai giudici amministrativi, in seguito all’aggiudicazione dell’appalto. Alla fine, ha vinto la società New House srl di Brindisi, dell’ex terzino della nazionale e del Parma calcio, Antonio Benarrivo.

Il progetto prevede” appartamenti che avranno dimensione dai 45 ai 95 metri quadrati, con pompe di calore a gas, impianti fotovoltaici e un parco verde centrale da realizzare tra le quattro palazzine, con una zona destinata ai bambini.” Consegna, si disse allora, in 420 giorni.

Il contenzioso per le espropriazioni

Resta pendente, invece, il contenzioso del valore di cinque milioni di euro, avviato undici anni fa, in seguito all’espropriazione per pubblica utilità dei terreni destinati alle palazzine. Sono 16 ettari e c’è il rischio che il Comune venga condannato a pagare la somma a titolo di indennità per la perdita della proprietà,  in favore degli eredi degli ex titolari.
La Corte d’Appello di Lecce nel 2008 accolse le istanze degli ex proprietari e condannò l’Ente a pagare la somma di 5.231.407 euro e 49 ventesimi “oltre interessi legali a decorrere dalla data di pronuncia dei decreti di espropriazione” più le “spese di lite”. Il Comune “ritenendo errata la determinazione del quantum” propose ricorso in Cassazione e gli Ermellini disposero il rinvio della controversia ad altra sezione della stessa Corte d’Appello. Il punto interrogativo sull’esito del giudizio, quindi, resta tutto. Assieme alle possibili conseguenze per il bilancio dell’Ente, in termini di debito fuori bilancio.

 

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