Cronaca Ostuni

Marito anziano ma violento: allontanato dall'abitazione coniugale

Allontanamento dall’abitazione di famiglia e divieto di ritornarvi sia pure temporaneamente senza comunicazione al giudice, divieto di comunicazione in qualsiasi forma con la moglie, telefonica, scritta o diretta, e divieto di avvicinamento alla stessa con l’obbligo di osservare una distanza minima di 300 metri dalla donna

OSTUNI – Allontanamento dall’abitazione di famiglia e divieto di ritornarvi sia pure temporaneamente senza comunicazione al giudice, divieto di comunicazione in qualsiasi forma con la moglie, telefonica, scritta o diretta, e divieto di avvicinamento alla stessa con l’obbligo di osservare una distanza minima di 300 metri dalla donna. Sono queste le misure coercitive applicate dal giudice delle indagini preliminari Maurizio Saso ad un uomo di 75 anni residente a Ostuni ma di origini tarantine, sulla base della relazione consegnata dagli investigatori del commissariato di polizia della Città Bianca, dopo quattro mesi di indagini, necessarie per monitorare la situazione, ascoltare testimoni, ricostruire le violenze fisiche e morali subite dalle vittima.

Nuova applicazione delle norme contro la violenza sulle donne e lo stalking, che prevedono, in caso di violazione degli ammonimenti e delle misure coercitive, l’arresto della persona che si rende responsabili degli atti perseguiti dalla legge stessa. E di questa possibilità i poliziotti hanno debitamente informato il 75enne denunciato per maltrattamenti pluriaggravati in famiglia e lesioni pluriaggravate. Se sgarra, può perdere la libertà. Con la notifica dell’ordine del giudice, l’uomo ha dovuto lasciare immediatamente, sotto il controllo della polizia, la casa coniugale. Giusto il tempo di raccogliere gli effetti personali.

L’indagine del commissariato di Ostuni è partita in estate, dopo che la dona si era presentata alla polizia manifestando l’intenzione di denunciare finalmente il marito. Tra i casi più gravi annotati e documentati dagli investigatori, tre fatti avvenuti in aprile, giugno e luglio. In primavera, la vittima era stata afferrata per i capelli e strattonata violentemente, tanto da cadere rovinosamente sul pavimento riportando una contusione cranica. A giugno, invece, il 75enne violento aveva afferrato la moglie per il collo, provocandole poi traumi contusivi lombari e ai polsi, insultandola e sputandole addosso, e minacciandola ripetutamente di morte.

L’obiettivo era costringere la donna a rinunciare a titoli di credito che erano cointestati, in maniera tale che il marito potesse trasferirli sul proprio conto.  A luglio, la vittima era stata strattonata, cadendo pesantemente e riportando lesioni all’avambraccio e alla regione sacrale. Comportamenti vessatori e violenti dell’uomo, ripetuti e perciò tali – fa sapere la polizia – “da aver assunto la connotazione della serialità, nonché idonei ad vare determinato nella persona offesa una stato di frustrazione con conseguente compromissione della serenità della vita domestica”. Pertanto, sulla scorta della relazione di polizia giudiziaria, il pm Pierpaolo Montinaro ha chiesto ed ottenuto dal gip Saso l’ordinanza con le misure coercitive nei confronti del 75enne.

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