Cronaca

Appalti truccati alla Asl di Brindisi, via al processo bis per 33 imputati

Per l’accusa esisteva un’associazione: corruzione, falso e turbativa d’asta. L’azienda sanitaria parte civile chiede tre milioni. A giudizio anche un consigliere comunale di Fi. Nuovo troncone dopo l’inchiesta Virus che il 12 novembre 2012 portò agli arresti 22 brindisini

BRINDISI – Nuovo troncone processuale dopo l’inchiesta che sotto la voce Virus il 12 novembre 2012 portò agli arresti funzionari della Asl facendo venire a galla appalti ritenuti truccati per mano di chi apriva le buste: oggi prima udienza dibattimentale per 33 imputati, diversi dei quali rinviati al giudizio con l’accusa di aver fatto parte di  un’associazione per delinquere finalizzata al compimento di una serie di reati contro la Pubblica Amministrazione, corruzioni per atti contrari ai doversi d’ufficio, turbativa d’asta e falso in atto pubblico.

Il processo iniziato questa mattina riguarda i seguenti funzionari della Asl, in servizio presso l’Area tecnica: Cosimo Elmo, attuale consigliere comunale di Forza Italia, già assessore ai Lavori Pubblici; Cosimo Antonio D’Elia; Armando Mautarelli; Gianluca Pisani (con esclusione di un capo di imputazione). Nei confronti di tutti la Procura contesta la “costituzione, promozione e organizzazione” del sodalizio del quale avrebbero fatto parte anche Vincenzo Corso, il dirigente dell’Ufficio Tecnico della Asl e Antonio Ferrari, geometra dipendente della stessa Asl, nonché consigliere comunale con delega speciale, l’uno e l’altro imputati negli altri due tronconi. Imputato nel processo odierno anche Giovanni De Nuzzo, dipendente Asl, per il quale è stata esclusa l’associazione.

Sotto processo anche amministratori e legali rappresentanti di società finite sotto la lente di ingrandimento del pm Giuseppe De Nozza in relazione agli appalti aggiudicati a partire dal 2010: Vincenzo Albonico e Marisa Giampaoli, della Hc Hospital Consulting Spa; Roberto Borracino della Terna Sistemi Spa; Cosimo Cannone titolare della ditta omonima; Fenicia Cicerelli e Vincenzo Izzo della Alise Srl; Cito Grazia della Comitex Srl; Alberto Corso della Nt Italia Srl (figlio di Vincenzo Corso); Massimo Cremonini della Acotex Srl; Monica Crescenzo della Ferrari Costruzioni Srl poi denominati Co.Ge.Pu (il cui amministratore di fatto è indicato nel consigliere comunale Antonio Ferrari); Ivo Grifoni, della Alterego Facility Management; Antonio Miglietta della EdilMiglietta Srl; Giovanni Rana dell’omonima ditta; Antonio Sirema dell’omonima ditta; Vigneri Tommaso della Sved Srl.

Processo dibattimentale anche per Riccardo Infante, Roberto Paini, Claudio Levorato, dirigenti e manager della Manuntecoop Facility Management spa. In elenco, inoltre: Umberto Aprile; Massimiliano Bellifante della Ecoimpianti Snc; Francesco Blasi; Raffaele Buongiorno; Maria Giampaoli; Luigi Marasco; Paolo Minoia; Giancarlo Nuzzaci della Ecoimpianti; Brenno Peterlini del Cns Consorzio Nazionale servizi; Antonio Piro; Cosimo Saracino.

Tra le gare finite nei capi d’imputazione ci sono quella per la ristrutturazione di alcuni locali dell’ex Di Summa per la realizzazione della Cittadella della Salute per 552.571,84 euro, per l’ampliamento dell’edificio adibito a radioterapia e adeguamento funzionale del centro grandi ustionati del Perrino per1.043.238. E ancora i lavori per ristrutturare il padiglione San Lorenzo per la realizzazione di ambulatori della medicina del territorio presso il vecchio Di Summa per 409.081 euro, per l’adeguamento del Melli di San Pietro Vernotico per 191.160 euro e per la fornitura di attrezzatura per il blocco operatorio e poi per la messa a norma della palazzina di via Taranto a Brindisi per 202.144. La Asl di Brindisi è parte civile con richiesta di risarcimento dei danni, pari a tre milioni di euro, all’esito del processo. Oggi l’Azienda ha chiesto la citazione del responsabile civile, sulla quale il Tribunale si pronuncerà la prossima udienza.

Per i difensori degli imputati, l’avvocato Vito Epifani, ha chiesto di riunire i tronconi per questione di continuità oggettiva trattandosi degli stessi capi di imputazione. Il pm ha ricordato la genesi del processo odierno che si inquadra come secondo troncone dopo quello scaturito dal giudizio immediato che ha riguardato quanti furono destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare, tra carcere e domiciliari, mentre il terzo attiene agli imputati per i quali a gennaio è stata fissata l’udienza preliminare in relazione alla sola associazione dopo l’annullamento del decreto con il quale era stato disposto il giudizio.

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