Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Altro furto nella zona industriale: presa di mira la Leucci Group. "Tragica escalation"

La zona industriale non riesce a liberarsi dalla morsa di ladri. La lista di aziende prese di mira dai banditi si allunga ulteriormente. Stavolta è toccato al capannone di via Marie Curie della Leucci group srl, specializzata nell'attività di progettazione, costruzione, collaudo e manutenzione di impianti industriali, macchine e altro

BRINDISI – La zona industriale di Brindisi non riesce a liberarsi dalla morsa di ladri. La lista di aziende prese di mira dai banditi si allunga ulteriormente. Stavolta è toccato al capannone di via Marie Curie della Leucci group srl, specializzata nell’attività di progettazione, costruzione,  collaudo e manutenzione di impianti industriali, macchine e altro. Stamattina (10 febbraio), i responsabili della società si sono accorti della mancanza di un pannello elettrico e di alcuni macchinari di notevole valore economico. 

Si presume che l’irruzione sia avvenuta la scorsa notte. Le immagini delle telecamere presenti in zona potrebbero chiarire la dinamica dei fatti. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Brindisi, recatisi sul posto con una pattuglia per i rilievi del caso. E’ un dato di fatto che non si stia riuscendo ad arginare in alcun modo la recrudescenza di furti, in atto ormai da anni. “Negli ultimi 2-3 anni – dichiara il direttore di Confindustria Angelo Guarini – il fenomeno ha conosciuto una sorta di tragica escalation”. 

In una recente rilasciata a BrindisiReport, il presidente di Confindustria, Giuseppe Marinò, si era appellato alle autorità preposte all’ordine pubblico, chiedendo che il servizio notturno venisse equiparato a quello diurno. Marinò rimarcò inoltre che le telecamere installate in zona al più possono aiutare a individuare i responsabili dei colpi già consumati, ma non svolgono una funzione di deterrenza. 

“E’ evidente – afferma Guarini – che la maggior parte dei furti avviene di notte. Se ci fosse una distribuzione diversa dei turni delle forze dell’ordine, per garantire una maggiore copertura della zona, forse ne avremmo qualcuno in meno. Vedere il lampeggiante di un mezzo di servizio acceso, Angelo Guarini, direttore Confindustria Brindisisarebbe già un deterrente”. 

La richiesta di rafforzare il pattugliamento notturno della zona industriale venne messa nero su bianco attraverso una lettera consegnata al viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico, durante la sua ultima visita a Brindisi.  Era il 28 novembre del 2014. Quello stesso giorno, nel corso di un vertice sulla sicurezza svoltosi al teatro Verdi, Bubbico rispose pubblicamente alla richiesta di aiuto degli imprenditori (nella foto a destra, Angelo Guarini). 

“Fu una risposta – dichiara Guarini – abbastanza irritante. Il viceministro disse di aver ricevuto la lettera, ma minimizzò sui contenuti, dicendo che non quel genere di provvedimenti non si sarebbe risolto il problema. Ma noi avevamo solo chiesto maggiore attenzione organizzativa. Di certo non pretendevamo l’invio di nuove unità”. 

Le scorribande dei ladri fanno male soprattutto alle piccole e medie aziende, falcidiate in particolare dai furti di rame. “Le piccole e medie aziende – prosegue Guarini – già provate dalla crisi, non ce la fanno a reggere anche i gravi contraccolpi economici causati dai furti. Per alcune realtà locali, il rischio di dover chiudere i battenti può diventare qualcosa di molto concreto. Diverso discorso vale invece per le grandi aziende, che oltre alla questione sicurezza devono tener conto anche di altri parametri di riferimento, fra cui i costi generali, la fornitura di energia e acqua e la velocità delle procedure burocratiche”. 

Ma a questo punto, più che manifestare agli enti pubblici il proprio disagio, a Confindustria resta ben poco da fare. “Quello dei furti – ammette amareggiato Guarini – è un male con cui purtroppo bisogna convivere. Noi possiamo solo evidenziare al governo e a chi di dovere, la drammaticità di questa situazione”.

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