Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Ambiente, processo Enel: il procuratore generale chiede la condanna degli imputati

Chiede anche il riconoscimento del danno ambientale nei confronti della Provincia di Brindisi. E' il secondo appello dopo l'annullamento e il rinvio della Cassazione

E' a Lecce che si sta scrivendo un'altra pagina sull'ambiente a Brindisi. Si sta tenendo in queste ore (è l'8 settembre 2021) il processo d'appello per la vicenda Enel, dopo l'annullamento e il relativo rinvio della Cassazione del 2 ottobre 2020. Il procuratore generale Ennio Cillo ha chiesto la conferma delle condanne per gli imputati e per il responsabile civile Enel. Ha chiesto inoltre l'accoglimento dell'appello della Provincia di Brindisi, rappresentata dall'avvocato Rosario Almiento (foto sotto) per il riconoscimento del danno ambientale. La prossima udienza sulle polveri di carbone di Cerano è prevista per il 10 novembre. 

Rosario Almiento-3

Gli imputati e il primo appello

Si riparte dall'appello, dunque. Ma già una volta a Lecce si è discusso di questo processo. E' l'8 febbrario 2019: i giudici di Lecce, dopo tre ore di camera di consiglio, condannano i dirigenti Calogero Sanfilippo, in qualità di responsabile della produzione termoelettrica, e Antonino Ascione, come responsabile dell'unità di business di Brindisi, a nove mesi per imbrattamento. In secondo grado vengono riconosciute diverse parti civili escluse dal primo: alcuni proprietari – e loro eredi – dei terreni e la Provincia di Brindisi. I giudici sanciscono il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione per Sandro Valery e Luciano Mirko Pistillo, altri due dirigenti Enel.

La Cassazione

La dispersione di polveri di carbone e il relativo deposito sui terreni limitrofi, intanto, è un fatto assodato nel processo Enel. Lo si evince dalle motivazioni con le quali i giudici della Cassazione, il 2 ottobre 2020, hanno rinviato la sentenza appellata a un'altra sezione della Corte d'Appello di Lecce. Gli ermellini nelle 28 pagine hanno scritto nero su bianco che il carbonile era l'unico modo, all'epoca, per evitare tale dispersione. Era il 2 ottobre 2020, quando venne diramata la notizia dell'annullamento della prima sentenza d'appello sul caso Enel. Ma il problema era se gli imputati avessero potuto o meno impegnare ingenti risorse per la realizzazione dell'opera, che costerà circa 132 milioni di euro, opera conclusa nel 2015. I giudici del primo appello non avrebbero risposto a questo quesito. Per questo ora si è tornati a Lecce. 

Il danno ambientale

Un aspetto importante, che riguarda la Provincia di Brindisi, è quello del danno ambientale. I giudici del primo appello riconoscono danni patrimoniali e non patrimoniali, ma non quello ambientale. L'obiettivo dell'avvocato Rosario Almiento è di far riconoscere anche quest'ultimo, commesso fino all'aprile 2006. La data non è casuale. In quei giorni viene emanato il decreto 152/2006, testo unico ambientale. Prevede che sia solo il ministero dell'Ambiente (oggi ministero della Transizione ecologica) a veder riconosciuto il danno ambientale. Ma prima del 2006, è la richiesta della Provincia di Brindisi, quel danno è esistito e va riconosciuto a questo ente. Proseguono intanto le discussioni dei legali delle parti civili nel processo, poi toccherà ai difensori degli imputati.

Gli avvocati di parte civile

Gianvito Lillo, Rosario Almiento (Provincia di Brindisi), Marcello Falcone, Giuliano Calabrese, Luigi De Rosa, Vito Donato Epifani, Daniela Faggiano (Comune di Brindisi), Carmela Lo Martire, Salvatore Del Grosso, Vincenzo Farina, Amilcare Tana, Alessandro Caiulo, Pierfrancesco Pulli, Giovanni Brigante, Maria Rosaria Rizzo, Franco Fanuzzi, Pasquale Rizzo, Guido Massari (Comune di San Pietro Vernotico), Leonilda Gagliani, Donato Mellone, Alberta Fusco, Sergio Talarico, Dario Lolli (Comune di Torchiarolo), Alessandro Gueli, Marcello Tamburini.

Gli avvocati delle parti

Paola Severino (Enel Produzione Spa), Tommaso Marrazza (Sanfilippo e Ascione), Angelo Nanni (Sanfilippo, Ascione ed Enel Produzione Spa).

Gli avvocati delle associazioni

Andrea Casamassima (Salute Pubblica), Stefano Latini (Legambiente), Stefano Palmisano (Medicina Democratica), Alessandro Gariglio (Green Peace), Albino Quarta (comitato “No Carbone”).

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