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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

“Amici miei, colpiamo chi fa cupola per rendere Brindisi città virtuosa”

Il notaio Errico: “Appello alle forze sane”. E cita Papa Francesco e l’Onu. Su Enel: “Dirò una bestemmia, ma è il nostro migliore partner, centrale da riconvertire”. Sull’Amministrazione Carluccio: “Esperienza di conoscenza, fallita per mancanza di humus”

BRINDISI – “Amici miei, dobbiamo colpire chi vuole continuare a fare cupola se vogliano dar diventare Brindisi una città virtuosa. Possiamo e dobbiamo riuscirci perché ci sono forze sane, ma è necessario che i cittadini  diventino adulti: serve la consapevolezza delle proprie potenzialità e bisogna farsi valere, dicendo no agli atti di prepotenza da Bari o Roma”.

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Il ritorno del notaio

Et voilà, il notaio Michele Errico torna a Palazzo di città per lanciare un appello in vista delle elezioni amministrative del prossimo anno, dopo il fallimento dell’esperienza centrista di Angela Carluccio, il primo sindaco donna. La sindaca che lo ha voluto come garante della legalità e della trasparenza, argomenti che Errico, già sindaco e nonché presidente della Provincia, ripropone. Lo ha fatto questa mattina nel corso della conferenza stampa che sancisce il suo ritorno. Non già come aspirante sindaco, per lo meno non adesso o non ancora essendo abbastanza prematuro. Ma come espressione del mondo laico e cattolico che intende impegnarsi e che su una idea di città – quella virtuosa – ha lavorato assieme alla Fondazione Giuseppe Lazzati, in nome della quale ha chiamato a raccolta i brindisini. Accanto a lui Umberto Fanuzzi,componente dello staff nel periodo alla guida dell’Amministrazione provinciale, e a Damiano Mevoli, ex Pd. Volti dejà vu. Il  notaio ammette: “Non siamo nuovi, torniamo perché non è possibile fare politica continuando a sentirsi dire: ‘mettiamoci d’accordo io tu e quell’altro, poi vediamo. Nossignore. E basta anche dire: ‘Ma chi me lo fa fare’. Adesso tocca a tutti, serve responsabilità collettiva reciproca che implica il diritto alla partecipazione di tutti i cittadini per costruire, avendo una credibilità morale e rinunciando una volta per tutte alla vecchia logica spartitoria”.

"Angela Carluccio, una delusione: non aveva nulla da dire"

La cittadina virtuosa

In che modo è possibile arrivare a una cittadinanza virtuosa? “Difendendo l’autonomia delle scelte della città attorno a un percorso comune”, ha risposto Errico. “E tutelando la capacità di intrapresa dei singoli”. Cinque sono le direttrici dell’azione amministrativa: “Sviluppo sostenibile e programmazione strategica; urbanità e rigenerazione urbana; ambiente e sanità; coesione sociale; accoglienza turistico-ricreativa”, ha spiegato Fanuzzi. Nel programma è scritto che a “tali linee corrisponderanno le responsabilità degli assessori”. Spetta esclusivamente al Consiglio comunale “le decisioni”: “Deve tornare a essere il centro della vita amministrativa ed esercitare in piena autonomia le funzioni previste e garantite dalla Costituzione”, ha sottolineato Errico. “Per dirla come Papa Francesco, la buona politica non è asservita alle ambizioni individuali, non deve essere né serva, né padrona”. In caso contrario si precipita nel vortice della corruzione che diverse volte negli ultimi anni ha contaminato la res publica.

Guarda il video delle dichiarazioni rilasciate da Errico

“Costituzione e Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite sono i punti di riferimento nelle azioni di tutti giorni”, ha detto Mevoli. “Siamo al terzultimo posto quanto a povertà, vogliamo scalare la classifica e non accontentarci di una ‘pata di fichi’ come si dice a Brindisi e come, qualcuno che è di qua, ha persino imparato a dire”.

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Il programma da condividere

Quanto al programma, i cittadini potranno intervenire per esprimere giudizi, critiche e apportare proposte, scrivendo sul sito internet della Fondazione, partendo da alcune “macro aree”: sotto la voce riqualificazione urbana, è stata riesumata la metropolitana di superficie, progetto partorito dall’Amministrazione di Giovanni Antonino. All’epoca si parlava del tram chiamato Desiderio. Nella versione di Errico servirà a “collegare i quartieri, non saranno più periferie”. Guardando al territorio, sono previsti interventi per la falesia, i trasporti e i parcheggi e l’impegno “al mantenimento fra le proprietà del Comune di tutti i beni che costituiscono il capitale fisico, tra i quali il Collegio Tommaseo e il Castello Aragonese”. Bocciata quindi l’ipotesi di vendita, sulla quale sta lavorando l’Invimit (e Massimo Ferrarese, sostenitore di Angela Carluccio sindaca).

Enel 

“Brindisi deve diventare città della cultura valorizzando il teatro Verdi e l’università (nel solvo tracciato da Domenico Mennitti) e investendo sulla Cittadella della Ricerca. Deve essere città del welfare,  dell’ambiente e della salute, così come del porto e delle infrastrutture. A questo punto, forse, dirò un’eresia: Enel è e resta il nostro migliore partner. In che senso? E’ inutile fare battaglia contro qualcosa o qualcuno, ma per ottenere benefici ed è per questo che non è più il tempo del combustile fossile, carbone e metano. Serve una riconversione, siamo nella terza rivoluzione industriale. Brindisi ha diritto a malattie zero, risparmi sulla bolletta energetica, ma per farcela non servono 20,30,50 persone: sono necessari 85mila cittadini consapevoli”. Nel programna, sotto la voce "leve economiche" viene ribadito il no a "nuovi insediamenti industriali, spesso solo apparentemente ecosostenibili". Il che lascia intendere un no rivolto ad A2a.

Il candidato sindaco

Il progetto c’è. E il candidato sindaco? Errico sorride: “Non posso rispondere io”. La parola è passata a Mevoli: “Questa è la fase della consapevolezza”. Errico: “Oggi non lo abbiamo, abbiamo presentato principi politici da seguire per iniziare a parlare. Mi chiedo: chi oggi sta parlando alla città? Quelli che fanno tavoli e tavoletti?”, chiede. Tavoli per ricompattare una maggioranza sempre in affanno, Errico ne ha visti e sentiti nel periodo dell’Amministrazione Carluccio, caduta per effetto delle dimissioni di 17 consiglieri. Il notaio era già andato via.

“Da quella esperienza ho imparato molto, non è stata per me fallimentare per due motivi: non ha fatto vincere un candidato espressione di Emiliano e mi ha fatto conoscere alcune persone di buona volontà”, ha risposto Errico a chi chiedeva come potesse ripresentarsi dopo quel capitolo. “Le lanterne che porto sulle spalle servono proprio per illuminare il futuro. E poi Carluccio è caduta perché non c’era in tutti la comprensione dei problemi, c’è stato un vuoto legato alla mancanza di humus. Io qualcosa di buono l’ho fatto in quel periodo: il codice etico per assessori e consiglieri comunali e la rivendicazione, davanti al ministero dell’Ambiente, del diritto alla salute. Che rivendico oggi, domani, sempre”. Errico è ritornato.

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