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“Amo’ per 500 (chili di marijuana) pago 160mila euro”

Contatti solo via Sms tra i brindisini Giovanni Rizzato e i fratelli Lorè con i catanesi Ferlito: la droga era chiamata “Amne” o “ciò”

BRINDISI – “Amo’ per i 500, 160 di acconto”. E ancora: “Amo’ amne originale a buon prezzo che puoi portare via”. Poi: “Vita, il cio’ è messo da parte solo per te, un bacio”.

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Le intercettazioni del blitz Tuono

La prima parola dei messaggi intercettati era sempre “affettuosa”, tale da lasciare intendere una storia d’amore. Qualche volta c’era anche un bacio. Ma nessuna relazione sentimentale. Solo d’affari. Affari illeciti imbastiti sull’acquisto e sulla vendita di ingenti quantità di droga, stando alla lettura contenuta nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita dai carabinieri, sotto la voce “Tuono”, nei confronti di 13 brindisini e due catanesi.

Gli indagati in carcere e ai domiciliari

RIZZATO Giovanni, classe 1968-2Ordinanza di custodia cautelare in carcere per: Armando Corsa, 45 anni, di Brindisi;  Giuseppe Lorè, 45, di Brindisi;  Walter Margherito, 39, di Brindisi; e Antonio Signorile, 48, detto zio, di Brindisi. Arresti domiciliari, invece, per: Roberto Nigro, 51 anni, nato a San Vito dei Normanni ma residente a Brindisi;  Pietro Vergaro, 28, nato a Mesagne ma residente a Torre Santa Susanna; Paolo Chiarella, 53, di Brindisi; Carlo Cofano, 37, nato a Lucerna in Svizzera ma residente a Fasano; Luigi Conversano, 34, di Fasano; Francesco D’Urso, 38, di Brindisi; Antonio Roberto Ferlito, 43, di Catania; Roberto Ferlito (cugino dell’altro) 42, di Catania; Italo Lorè (fratello di Giuseppe Lorè), 43, di Brindisi; Onofrio Margaritondo, 42, di Fasano; e Giovanni Rizzato, 50, di Brindisi (nella foto a destra). I fratelli Lorè erano stati arrestati l’8 gennaio nell’inchiesta Musa Nera della Guardia di Finanza sul traffico di droga e di sigarette di contrabbando. 

Sono indagati a piede libero: Cosimo Contestabile, 47 anni, di Brindisi, e i cittadini di nazionalità albanese Luka Beqiraj, 31, e Gjergji Kokoshari, 39.

Le trattative per lo scambio tra marijuana e hashish

LORE? Giuseppe, classe 1972-2I carabinieri del Norm hanno ricostruito “le trattative preliminari tra i brindisini Giovanni Rizzato e i fratelli Lorè per un accordo che prevedeva uno scambio di marijuana e hashish con i catanesi Ferlito”, partendo dagli Sms intercettati nella giornata del 28 marzo 2017. Non parlavano al telefono, troppo pericoloso. Ma i messaggi lo sono stati altrettanto. (nella foto accanto Giuseppe Lore').

Le parole in codice

“Emergeva che Antonio Roberto Ferlito era intenzionato a procurarsi 500 chilogrammi di marijuana che avrebbe dovuto pagare cedendo a sua volta a Giovanni Rizzato un quantitativo di hashish convenzionalmente definito con il termine di ciò”. A sua volta, stando a quanto si legge nel provvedimento di arresto, “dopo l’incontro Rizzato proponeva a Ferlito l’acquisto di 100 chili di marijuana che definiva amne”. Si sarebbe trattato, stando alle risultanze dell’inchiesta, di “amnesia, ossia una variante della marijuana ottenuta spruzzandola con metadone, eroina e sostanze chimiche per potenziarne l’effetto psicotropo”.

I prezzi della droga

LORÈ Italo, classe 1975-2La ricostruzione fatta dal pm Valeria Farina Valaori e condivisa dal gip Stefania de Angelis è la seguente: “Rizzato aveva proposto a Ferlito l’acquisto di 100 chili di droga al presso di 3.500 euro e il suo interlocutore aveva rilanciato per 320 chili sempre di marijuana, da pagare con 72 chili di hashis più 50mila euro, mentre per 500 chili era disposto a pagare 160mila euro”. Successivamente Rizzato aveva aggiornato Giuseppe Lorè “precisando che sarebbero stati sufficienti 400 chili”.

L’8 aprile dello scorso anno la marijuana, 84 chili, venivano consegnati nei pressi della zona industriale di Surbo. Il mese successivo ci sarebbe l’incontro tra i brindisini e i catanesi, ma la trattativa “non andava a buon fine e Antonio Roberto Ferlito, per il tramite di Giovanni Rizzato, chiedeva di restituire 80 chili di marijuana che peraltro era ritenuta di pessima qualità”. (nella foto accanto Italo Lorè).

L’incontro e il tir pieno di droga

FERLITO Antonio Roberto, classe 1975-2Il 31 maggio successivo “i cugini Ferlito arrivavano a Brindisi”. L’incontro era previsto “presso il distributore di benzina lungo la strada statale 16 in direzione Nord”. Ci andarono anche i carabinieri, in borghese ovviamente. “Veniva notato un autoarticolato marca Scania in sosta e veniva riconosciuto in maniera inequivocabile Italo Lorè, mentre il fratello Giuseppe restava in auto”. Terminato l’incontro, i militari controllarono il mezzo e scoprirono 70 chili di marijuana, arrestando il conducente, Salvatore Rapisarda. Quest'ultimo ha patteggiato a tre anni e quattro mesi.  I 70 chili, secondo l’accusa, erano stati restituiti perché non di gradimento: “E’ tutto puzzone”, si legge in uno messaggio trascritto e riportato nell’ordinanza di arresto. (Nella foto Antonio Roberto Ferlito).

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