menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

I propri figli e le droghe: l'arma migliore, l'amore attento dei genitori

I numeri sono eclatanti: 650.000 studenti tra i 15 ed i 19 anni si sono avvicinati alle droghe nell’ultimo anno. Osservando le cifre, è come se l’intera città di Palermo fosse entrata in contatto con delle sostanze psicotrope

I numeri sono eclatanti: 650.000 studenti tra i 15 ed i 19 anni si sono avvicinati alle droghe nell’ultimo anno. Osservando le cifre, è come se l’intera città di Palermo fosse entrata in contatto con delle sostanze psicotrope quali cannabis, cocaina, eroina, psicofarmaci e allucinogeni. La tragedia di Lavagna, in cui un adolescente si è suicidato in seguito ad una perquisizione domestica della Guardia di Finanza, riaccende il dibattito sull’utilizzo delle droghe da parte dei più giovani e, soprattutto, sulla reazione che i genitori devono avere quando scoprono che il proprio figlio ha momentaneamente lasciato la loro mano guida per intraprendere un percorso disseminato dai pericoli.

La reazione dei genitori riflette le loro credenze interne, riguardo tale comportamento, e le informazioni in loro possesso sugli effetti delle sostanze psicotrope. Le etichette che mamma e papà hanno, riguardo le sostanze stupefacenti, si manifestano in atteggiamenti che oscillano tra la repressione o l’indulgenza. Sgomberando il campo da ogni equivoco, è bene rimarcare l’estrema e potenziale pericolosità delle droghe, sia leggere che pesanti. Soprattutto nel sistema neuronale degli adolescenti, gli effetti di uno o più spinelli possono essere deleteri con ripercussioni strutturali persistenti sul funzionamento della personalità, sino a divenire un fattore scatenante per la schizofrenia, nei soggetti che sono geneticamente predisposti a tale patologia.

Quindi, l’autoassoluzione “tanto lo fanno tutti”, oltre ad essere una generalizzazione senza alcun fondamento, non mette al riparo dai rischi insiti nelle droghe. Quando un adolescente si avvicina a questo mondo, può esser spinto dalle motivazioni più varie: dimostrare a sé stesso di essere adulto, compiacere i compagni, o fuggire da una realtà percepita come opprimente ed ingiusta. Il gesto sbagliato non deve trovare ambiguità da parte del genitore ma, al contempo, richiede la comprensione delle difficoltà e degli errori che hanno portano il proprio figlio a commettere una condotta autolesionista.

Parlare con il proprio figlio sul disagio emotivo che sta vivendo, arrivando a toccare le corde più intime della sua sensibilità, è il mezzo migliore per stabilire una comunicazione che non riduca tutto allo sbaglio e al divieto. Dall’altra parte, il genitore non può abiurare il proprio ruolo, deve ribadire l’estrema contrarietà alla trasgressione, aumentando il controllo e ristabilendo l’autorità morale dell’educazione familiare.

Un elemento cruciale nell’analisi degli effetti che le droghe hanno sull’adolescente consiste nell’osservare eventuali cambiamenti: a volte l’assunzione sporadica di droghe è un fenomeno transitorio, una fase della crescita. Quando, invece, i genitori assistono a una diminuzione degli interessi del proprio figlio, quando vi è un calo del rendimento scolastico ed un’inclinazione dell’umore, evidentemente vi è un forte disagio emotivo in cui le sostanze psicotrope giocano e vincono la loro partita.

Affinché i genitori siano davvero preparati a gestire l’entrata di droghe in casa, è necessario che gli stessi adulti non abbiano timore di un’adolescenza che non conoscono e che sarà necessariamente diversa da quel dolce periodo che loro hanno vissuto qualche decennio prima. La fase di passaggio, che porta dallo status di bambino a quello di adulto, è segnata da continue esplorazioni ed errori; il suo scopo è quello di insegnare all’adolescente le strategie migliori per arrivare ai propri obiettivi, e non quello di soddisfare i bisogni di tranquillità dell’adulto.

Un giusto approccio educativo genitoriale richiede quindi una certa dose di attenzione ed obiettività. Le etichette “non fa male” contro “drogato” lasciamole a certi talk show: l’educazione dei propri figli è qualcosa che fugge da ogni linea guida e trova linfa nell’amore attento che ogni genitore deve mostrare verso ciò che di più caro ha al mondo.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

Lutto per l'arcivescovo Satriano, è deceduta la mamma Giovanna

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BrindisiReport è in caricamento