Cronaca

Anatocismo: i correntisti potranno chiedere la restituzione del maltolto

I correntisti ai quali sono stati illegittimamente applicati interessi anatocistici dall’uno gennaio 2014, potranno chiederne la restituzione ai propri Istituti di credito. Questo è il frutto raccolto dal coordinamento istituito tra la Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi e l’Associazione Nazionale “Dalla parte del Consumatore”

BRINDISI - I correntisti ai quali sono stati illegittimamente applicati interessi anatocistici dall’uno gennaio 2014,  potranno chiederne la restituzione ai propri Istituti di credito. Questo è il frutto raccolto dal coordinamento istituito tra la Confconsumatori – Federazione Provinciale di Brindisi e l’Associazione Nazionale “Dalla parte del Consumatore”, che hanno sferrato un nuovo attacco frontale contro il meccanismo dell’anatocismo nei conti correnti bancari.

Per anatocismo, fanno sapere dal coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore, si intende il calcolo degli interessi su interessi.

“Più in particolare – si legge in una nota del coordinamento - con riferimento al conto corrente bancario, il meccanismo dell’anatocismo comporta la conversione degli interessi passivi in debito capitale, la quale provoca, a sua volta, il calcolo di nuovi interessi, con una moltiplicazione via via esponenziale degli stessi.”

“L’articolo 120 del Testo Unico Bancario, così come modificato dalla legge di stabilità 2014, stabilisce, con decorrenza dal 1° gennaio 2014 (data di entrata in vigore della legge di stabilità), che, nelle operazioni di conto corrente bancario, gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”.

“In buona sostanza  - spiega ancora il coordinamento - è vietata qualsiasi forma di interessi sugli interessi”.

Ma nonostante questo, è emerso di recente in sede giudiziale che alcuni Istituti di credito - non curanti del disposto dell’articolo 120 del Testo Unico Bancario e sul presupposto che il Comitato interministeriariale per il credito e il risparmio non ha ancora adottato la delibera richiesta dalla legge -  hanno continuato ad applicare, anche dopo il 1° gennaio 2014, interessi passivi anatocistici non più consentiti.

 “Ci troviamo di fronte ad una nuova fase del contenzioso tra consumatori e banche in materia di anatocismo nei conti correnti bancari – afferma l’avvocatp Emilio Graziuso, responsabile del coordinamento Confconsumatori – Dalla Parte del Consumatore – da sempre siamo al fianco dei consumatori contro il meccanismo perverso dell’anatocismo che ha fatto, nel corso degli anni, ed in particolare nell’arco temporale dal 1952 al 2000, lievitare illegittimamente, come hanno dimostrato le sentenze registratesi in materia, anche della Corte di Cassazione, l’esposizione debitoria di centinaia di correntisti”.

“Oggi – prosegue Graziuso - quando ormai le criticità  tra banche e clienti in materia di anatocismo bancario sembravano ormai sopite, ci troviamo nuovamente a dovere fronteggiare una prassi anatocistica contraria al disposto legislativo ed al principio di correttezza nei rapporti contrattuali che pregiudica irrimediabilmente i diritti e gli interessi economici dei consumatori. Le prime pronunzie giurisprudenziali registratesi riguardo alla violazione della nuova versione dell’art. 120 del Testo Unico Bancario, fanno ben sperare che, ove ne ricorrano i presupposti, i consumatori riescano ad ottenere la restituzione delle somme illegittimamente addebitate dalle banche”.

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