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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

"Discutere sul centro di accoglienza in conferenza dei capigruppo"

Lo chiede Brindisi Popolare, lista civica contraria all'ubicazione nella ex delegazione comunale del Casale

BRINDISI – Brindisi Popolare, rappresentata dal consigliere comunale Carmela Lo Martire e dal coordinatore cittadino Rino Pierri, chiede che la decisione sulla destinazione della ex delegazione comunale del Casale sia oggetto di discussione e decisione in sede di conferenza dei capigruppo consiliari. Dopo anni di silenzio e disinteresse nel corso delle precedenti amministrazioni e degli amministratori dell’epoca, oggi l’attenzione torna su quella struttura nel momento in cui la nuova giunta del sindaco Riccardo Rossi candida la ex delegazione abbandonata ai fondi Pon messi a bando dal Viminale per la realizzazione di centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati.

Centrosinistra schierato con l’amministrazione civica, opposizioni di centrodestra e liste civiche della stessa area invece contrarie. Ma per la discussione sulla destinazione della struttura, con richiesta di realizzare  altrove il centro e riprendere invece il discorso dei problemi ignorati del quartiere (rimasti senza risposta negli anni scorsi da parte delle amministrazioni dell’epoca) sono schierati anche gruppi di cittadini che hanno avviato una petizione. Di contro, c’è l’iniziativa “Io non firmo” lanciata da alcune decine di residenti al Casale che considerano strumentale e razzista il no all’ubicazione del centro di accoglienza nella ex delegazione comunale.

BrindisiReport ha verificato ieri, con alcune videointerviste, cosa è accaduto invece al quartiere Perrino, dove da mesi opera senza alcun problema un altro centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, gestito dalla cooperativa Alveando, dove è in corso un positivo processo di integrazione. Ma ecco il testo diffuso oggi da Brindisi Popolare a firma di Carmela Lo Martire e Rino Pierri.

Le videointerviste al quartiere Perrino

“Assistiamo da giorni ad un attacco frontale, da parte di ambienti strettamente collegati alla maggioranza che governa il Comune di Brindisi, nei confronti di chi ha ‘osato’ mettere in discussione le scelte assunte negli ultimi giorni. Il riferimento, in particolare, è alla partecipazione ad un avviso pubblico del Programma Operativo Nazionale Legalità 2014-2020”.

“Non si mette in discussione la volontà di realizzare a Brindisi un centro per l’accoglienza e l’integrazione-inclusione di stranieri minori non accompagnati o neo maggiorenni. Riteniamo che Brindisi debba continuare ad essere la città dell’accoglienza nei confronti di chi vive in situazioni difficili, a partire proprio dai minori. Ciò che contestiamo, invece, è l’approssimazione con cui è stata individuata come sede la ex delegazione comunale del rione Casale”.

“E’ stato lo stesso sindaco Rossi, in campagna elettorale, a ribadire che ogni quartiere avrà un luogo pubblico di incontro. A distanza di poche settimane, invece, la giunta ha deliberato questa proposta che priverebbe – se realizzata – il Casale dell’unico locale pubblico disponibile. A ciò si aggiunga il fatto che oggi quell’immobile ospita una insostituibile presenza del 118”.

“L’avviso pubblico, invece, fa esplicito riferimento all’utilizzo di strutture e immobili sottratti alla criminalità organizzata. La nostra richiesta pressante, pertanto, è quella di annullare la delibera di Giunta dello scorso 31 agosto, in maniera tale da poter individuare strutture alternative (il Comune di Brindisi, ad esempio, dovrebbe disporre anche di un immobile già ristrutturato in contrada Chiodi)”.

“Riteniamo sia più corretto, pertanto, affrontare il problema nelle costituende commissioni consiliari e poi in consiglio comunale, in maniera tale da giungere ad una decisione condivisa da sottoporre alle valutazioni dei cittadini dei rioni interessati. La vera svolta rispetto al passato, la strada della democrazia partecipata, passano proprio da comportamenti adeguati e non da scelte imposte dall’alto”.

“Noi la pensiamo così. Ecco perché non accettiamo che un dissenso sull’utilizzo scorretto e inadeguato di strutture comunali venga scambiato per razzismo. Troppo semplice classificare come “razzisti” coloro che la pensano in maniera diversa. Brindisi Popolare, pertanto, sarà in prima fila in ogni iniziativa antirazzista che sarà promossa in città”.

“Piuttosto, sempre in tema di accoglienza, aspettiamo che la giunta Rossi ci dica chiaramente cosa intende fare del dormitorio di via Provinciale San Vito. Una struttura che negli anni scorsi il Comune ha totalmente ristrutturato, ma che oggi versa di nuovo in condizioni pietose e dove i flussi di ospiti immigrati sono incontrollati, con i rischi che si possono facilmente immaginare”.

“Su questo e su altro attendiamo che chi si trova al governo della città promuova un confronto nelle sedi opportune, senza affannarsi a dividere consiglieri, dirigenti politici e cittadini tra buoni e cattivi”.

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