Cronaca

Il dopo terremoto: riflessione ad alta voce sul "Circo del Dolore"

Non mi aggrego all'esercito della bontà, ai professionisti del pietismo, agli eroi di giornata, ai cacciatori della redenzione. Come sempre in queste tragiche occasioni si scatena una specie di circo Barnum con tanti fenomeni pronti ognuno ad offrire il proprio spettacolo

BRINDISI - Il dibattito su sisma, lutto per le vittime e annullamento di eventi pubblici e spettacoli prosegue. Riceviamo e pubblichiamo anche un intervento di Antonio Carito.

Non mi aggrego all’esercito della bontà, ai professionisti del pietismo, agli eroi di giornata, ai cacciatori della redenzione. Come sempre in queste tragiche occasioni si scatena una specie di circo Barnum con tanti fenomeni pronti ognuno ad offrire il proprio spettacolo. Si assiste ad una vera e propria isteria collettiva, fioriscono dal nulla organizzatori di eventi strampalati, a chi più va alla ricerca di un posticino nel Pantheon degli Eroi.  La notizia e l’attenzione si spostano dalla tragedia in sé alla farsa di questa gigantesca ritualità del dolore e della “partecipazione” al dolore.  

Ed ecco che tutti diventano Eroi come se chi purtroppo è morto ha voluto volontariamente morire nel compimento di un “magnifico e nobile gesto” , più che eroi li definirei nostri poveri connazionali uccisi certo da un evento terribile e attualmente non prevedibile, ma anche e sopra a tutto dalla mala gestione di chi doveva garantire loro sicurezza , di chi pur avendo i fondi per l’adeguamento delle strutture alle norme anti sismiche non si sa come e dove li abbia utilizzati .  Allora non si parli di “Eroi” ma di vittime ed assassinii , piangiamo le vittime ma onoriamole con la cattura e la giusta  pena dei responsabili. 

Altro termine ampiamente abusato è quello di “Angeli”, in preda ad una ritrovata vocazione mistica, vediamo “Angeli” dappertutto, qualcuno poi dovrebbe spiegarci a cosa serve un imponente apparato di Protezione Civile se non a svolgere i compiti di Protezione Civile. Dei nostri Vigili del Fuoco, dei nostri Militari , di tutte le tante componenti della macchina dei soccorsi ammiriamone quindi la professionalità, la dedizione  e anziché elevarli a ruoli religiosi preoccupiamoci di metterli nelle migliori condizioni affinché possano svolgere al meglio il loro “lavoro”  che significa essere al loro fianco nelle loro rivendicazioni per un giusto salario, adeguate attrezzature e mezzi, copertura degli organici, fondi per esercitazioni, sistemi di prevenzione.

Si distingua tra i “professionisti” ed i volontari (cioè quelli che operano a titolo volontario e gratuito), per un professionista fare bene il proprio lavoro non deve di certo essere l’eccezione ma bensì la regola, ma se pensiamo che leggiamo articoli di giornale che esaltano persino il ripristino di strisce pedonali è la conferma che  abbiamo perso il senso di ciò che dovrebbe essere la regola e non l’eccezione. 

Sono nate innumerevoli iniziative di raccolte fondi, tutte encomiabili , ma nessuno può “imporre” ad altri cosa fare, ognuno vive la tragedia e decide il proprio sostegno nelle forme che meglio crede, tanto meglio se lo fa senza le luci dei riflettori, così come ognuno vive il lutto a modo proprio,  non si può imporre un modello  di lutto, né tantomeno in nome di un “lutto forzato” si può privare la collettività di manifestazioni (vedasi ad esempio festa patronale) attese per un anno, eventi  che per molti (sopra a tutto le fasce più deboli) rappresentano una delle poche occasioni di svago e per tanti altri occasione di lavoro, si attui il modello della “Notte della Taranta” e cioè tali manifestazioni abbiano momenti di riflessione e siano occasione di ulteriore solidarietà e raccolta fondi.  

E’ naturale (come è giusto che sia ) il richiamo alla solidarietà e i cittadini stanno rispondendo con generosità , ma se pensiamo ad una spesa pubblica improduttiva , costosa , per molti versi inefficiente,  ci accorgiamo che forse le risorse pubbliche (derivanti dalle tasse che tutti noi paghiamo) ci sono , se solo le si vuole utilizzare in modo corretto. Se guardiamo ai livelli di “evasione” e ai costi della “corruzione” che ammontano a cifre enormemente di gran lunga più alte di quelle che si potranno raccogliere attraverso gli appelli alla generosità, allora ci accorgiamo che forse una seria lotta alla evasione e alla corruzione ci consentirebbe di avere fondi più che sufficienti per fare prevenzione e gestione delle emergenze .

Chiediamo i 2 euro al pensionato che non sa come arrivare a fine mese e lasciamo inalterati i tanti privilegi di una casta (vedasi  stipendi di politici e tanti dirigenti pubblici di cui la stampa ci ha dato notizia proprio in questi giorni)  che gravano come macigni sulla nostra collettività.  Chi ha la responsabilità di governare non cavalchi i sentimenti, l’emotività, ma bensì programmi e strutturi l’apparato pubblico per renderlo un servizio reale ai cittadini, in fin dei conti è per questo che si pagano le tasse .

Piano piano le luci del Circo si spegneranno , il circo come è nella sua natura si sposterà altrove , quando e dove si ripresenterà non lo sappiamo, ma sappiano che se noi non cambiamo lo  spettacolo sarà lo stesso. 

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