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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca

Anche Centonze in carcere, si assottiglia la pattuglia dei latitanti dell'operazione Last Minute

BRINDISI – Braccato dalla polizia, senza via di scampo, non ha avuto alternative. Ieri sera si è costituito Antonio Centonze, 42 anni, brindisino, indagato per associazione di stampo mafioso e accusato di aver riciclato e investito soldi della Sacra corona unita da Ercole Penna, mesagnese, ultimo pentito in ordine di tempo della quarta mafia. Si è presentato a Bari. Un personaggio, questo Centonze, che rappresenta l’altra faccia della criminalità mafiosa del Brindisino, quella che gli inquirenti ritengono più pericolosa per la sua collocazione nel mondo delle imprese.

BRINDISI - Braccato dalla polizia, senza via di scampo, non ha avuto alternative. Ieri sera si è costituito Antonio Centonze, 42 anni, brindisino, indagato per associazione di stampo mafioso e accusato di aver riciclato e investito soldi della Sacra corona unita da Ercole Penna, mesagnese, ultimo pentito in ordine di tempo della quarta mafia. Si è presentato a Bari. Un personaggio, questo Centonze, che rappresenta l'altra faccia della criminalità mafiosa del Brindisino, quella che gli inquirenti ritengono più pericolosa per la sua collocazione nel mondo delle imprese.

Centonze è persona dai contatti che contano nel mondo malavitoso e dello spettacolo. Disponeva di Ferrari e in Porsche Cayenne per gli amici, controllore della ditta "D&D", subappaltatrice della Nettuno Costruzioni della quale lui risultava essere dipendente, acquisitore di grandi appalti edili (da Forte dei Marmi alla costa a Nord di Brindisi). E' ritenuto, assieme al francavillese Giancarlo Capobianco, finito in carcere assieme ad altri tirati in ballo da Penna, il polmone finanziario della Sacra corona, colui che non solo riciclava il denaro, ma ne portava anche di fresco nelle casse dell'organizzazione malavitosa. Ora Centonze è in carcere e dovrà rispondere a molte domande del pubblico ministero antimafia Alberto Santacatterina.

All'appello mancano oltre a Francesco Campana, anche Oronzo De Nitto di Mesagne, Vito Antonio D'Errico di Latiano, Antonio Centonze di Brindisi, Gaetano Leo di Francavilla Fontana.

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