Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Anche due ragazzini e una nonna nel maxi-giro di coca e armi sgominato dall'Arma

Quattro famiglie controllavano fiumi di cocaina e hascisc che scorrevano fra Oria, Torre Santa Susanna, Mesagne, Latiano e San Pancrazio Salentino. L’aspetto sconcertante è che i genitori non si facevano alcuno scrupolo di utilizzare i figli minorenni, affidando loro un ruolo attivo nei loschi affari condotti fra il mese di marzo e l’estate del 2015. Persino una nonna di 80 anni era coinvolta

ORIA – Quattro famiglie controllavano fiumi di cocaina e hascisc che scorrevano fra Oria, Torre Santa Susanna, Mesagne, Latiano e San Pancrazio Salentino. L’aspetto sconcertante è che i genitori non si facevano alcuno scrupolo di utilizzare i figli minorenni, affidando loro un ruolo attivo nei loschi affari condotti fra il mese di marzo e l’estate del 2015. Persino una nonna di 80 anni, sorpresa con una micidiale mitragliatrice skorpion nella stanza da letto della sua abitazione, era una figura di interesse investigativo.

Emerge un quadro sociale desolante dall’operazione dei carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana al comando del capitano Nicola Maggio sfociata quest’oggi nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 15 persone (13 in carcere e 2 ai domiciliari), di cui una irreperibile, firmata dal gip del tribunale di Brindisi Maurizio Saso, su richiesta del pm Valeria Farina Valaori. In 5 mesi di indagini serrate, i militari del Norm diretti dal Francesco Trisolini-2tenente Rampino hanno effettuato 9 sequestri di sostanza stupefacente (di cui uno record di 40 chilogrammi di cocaina), 3 sequestri di denaro (fra cui uno pari a 403mila euro in banconote, recuperate in un pollaio) e diversi sequestri di armi. Inoltre hanno fatto luce su una dozzina di episodi di spaccio e su una brutale rapina in abitazione perpetrata a Torre Santa Susanna (a destra, Francesco Trisolini). 

Tutto ciò è in buona parte riconducibile a quattro coppie, intorno alle quali orbitavano altre persone con precedenti specifici per spaccio di sostanze stupefacenti. Francesco Trisolini, 51 anni, di Oria, e la moglie Patricia Theodora Johanna Van Heel, 43 anni, nata in Olanda, erano già assurti all’onore delle cronache lo scorso 31 luglio, quando vennero fermati alle porte di Francavilla Fontana a bordo di una Peugeot 3008 modificata con un’intercapedine all’interno della quale si trovavano 39,42 chilogrammi di cocaina acquistati in Germania (per entrambi scattò l’arresto in flagranza di reato). L’auto era intestata all’oritano Simone Nucera, 29 anni, che ha una relazione con Cosmery Carone, 23 anni, di Oria. La madre di quest’ultima, Semira Ruggiero, di 46 anni, convive con Daniele Risonola,  40 anni. L’ultima coppia è quella composta da Patrizio Perrone, 55 anni, di Torchiarolo, e Maria Grazia Mileto, 49 anni, anche lei di Torchiarolo. 

Patricia Theodora Iohanna Van Heel-2Il 23 marzo del 2015 si apre il sipario sulle indagini con l’arresto in flagranza di reato di una delle figlie della Ruggiero, la 29enne Fiorella Caforio. I carabinieri della stazione di Oria guidati dal maresciallo Roberto Borrello trovarono a casa della ragazza 503 grammi di hascisc. I militari non si fermarono a quell’arresto.  Volevano scavare a fondo. Per questo venne messa sotto intercettazione l’utenza telefonica di mamma Semira Ruggiero (il cui fratello Antonio, lo scorso agosto, venne arrestato dai poliziotti della squadra Antidroga della Mobile di Brindisi per spaccio di cocaina).  Le indagini presto si allargarono al compagno della donna, Risonola, e alle altre famiglie al centro dell’operazione. (A sinistra, Theodora Johanna Van Heel)

Queste sarebbero coinvolte in tre grossi carichi di cocaina provenienti dalla Germania. Il primo risale al 15 maggio, quando Trisolini, Nucera e Risonola vengono localizzati a Dusseldorf. Il secondo risale al 30 giugno, quando lo stesso Trisolini e la consorte, secondo gli investigatori, tornano dalla Germania con 30 panetti di cocaina in parte destinati alla coppia Risonola-Ruggiero e in parte a Perrone-Mileto. Era destinata a Perrone anche una parte del terzo carico, quello da 40 chilogrammi intercettato dall’Arma a Francavilla (il torchiarolese e la consorte, infatti, quella sera, non avendo notizie di Trisolini e della moglie cominciarono ad allarmarsi). Patrizio Perrone-2

La coca veniva comprata a 36mila euro al chilo e rivenduta a prezzi anche 20 volte superiori.  Nel corso di una conversazione con Perrone, Trisolini disse che con suo “fratello” (Risonola, ndr) avrebbe potuto vendere 25/30 chilogrammi al mese. “Io se voglio con mio fratello – afferma Trisolini – 25-30 li consumiamo noi in un mese”, per un guadagno che secondo gli inquirenti oscillava fra i 75mila euro e i 90mila euro al mese (a destra, Patrizio Perrone). 

Gli indagati maneggiavano enormi quantità di denaro contante. Basti pensare che il 27 luglio, 4 giorni prima del viaggio fatale in Germania, Risonola aiutò Francesco Trisolini a sistemare nel doppio fondo della Peugeot di Nucera i pacchi di denaro che sarebbero serviti per l’acquisto della merce. “Io li ho fatti questa volta più garbati possibile – afferma Trisolini mentre maneggia le banconote – però ce n’è qualcuno grande (riferendosi al pacco, ndr)”. E Risonola gli risponde: “Più o meno sono tutti uguali”. 

Semira Ruggiero-2I carabinieri riuscivano a controllare gli indagati attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali. Una telecamera era stata piazzata nei pressi dell’abitazione di Trisolini. Sette auto erano monitorate attraverso il sistema di gps. Tutto questo era accompagnato da servizi di osservazione del territorio condotti di giorno e di notte. I militari captarono in tempo reale l’inquietudine che si fece largo fra i sodali dopo il sequestro del maxicarico di cocaina. La Van Heel, rientrata a casa in regime di domiciliari (successivamente verrà rimessa in libertà), si confronta con le coppie Risonola-Ruggiero e Nucera-Carone sul dà farsi. La loro preoccupazione, in particolare, è alimentata dalla presenza nella villetta dei Trisolini di qualcosa di cui disfarsi con urgenza (a sinistra, Semira Ruggiero). 

Cosa? Denaro, tanto denaro. I coniugi nascondevano 403mila euro in banconote, oltre ad almeno una pistola e dosi di hascisc. E’ materiale che scotta, di cui bisogna liberarsi al più presto. Ed è qui, purtroppo, che entrano in gioco i minorenni. 

Questi, come emerge dalle intercettazioni, hanno piena consapevolezza dei movimenti di droga e denaro condotti dagli adulti.  Lo zainetto di una Raffaele Trisolini-2minore di 14 anni viene utilizzato per nascondere i 403mila euro e trasportarli nel pollaio di Santo Mastria, 56 anni (uno dei due indagati reclusi in regime di domiciliari, insieme a Crocifisso Di Potenza, 29 anni, di Latiano).  Le banconote vengono ammucchiate in un bidone di plastica occultato in una buca. Gli indagati parlavano con estrema cautela al telefono. Facevano attenzione ai contenuti degli sms. Sospettavano che nella villetta di Trisolini potessero esserci delle cimici. Temevano, insomma, che gli investigatori fossero sulle loro tracce. Ma nonostante i loro accorgimenti, i carabinieri, seguendo gli spostamenti delle macchine, il 9 agosto arrivarono nel pollaio di Mastria e recuperarono il denaro. L’oritano, interrogato, disse che qualcuno aveva scavato quella buca a sua insaputa (a destra, Raffaele Trisolini).

Grazie alle intercettazioni, i carabinieri vengono a sapere dell’esistenza di un’altra buca: quella presumibilmente scavata da un 14enne per occultarvi una pistola. E lo stesso 14enne, accompagnato da un parente adulto, ai primi di agosto si recò a Manduria per gettare nel cassonetto dei rifiuti un contenitore di alluminio che secondo i carabinieri conteneva hascisc. “Adesso il coso di alluminio dov’è – gli chiede il parente prima di raggiungere Manduria – quello bisogna buttarlo. Sai dove andare a buttarlo?”. Ed ancora: “Hai un po’ di varichina”. 

La droga sequestrata 2-2-2Non solo i ragazzini. Anche gli anziani erano coinvolti in queste dinamiche delinquenziali. Dopo l’arresto del fratello Francesco, il 46enne Raffaele Trisolini, residente a Bologna (dove stamani gli è stata notificata l’ordinanza di custodia cautelare) scende a Oria per risolvere alcuni problemi, fra cui la necessità di far sparire un fucile illegalmente detenuto presso l’abitazione della madre 80enne. La pensionata gli chiede di non smontarlo poiché “non lo avrebbe toccato nessuno”.

Ma il figlio si impunta: “Tu fatti i fatti tuoi mà, lo svito io”. E poi: “Ma stai zitta”.  Secondo gli inquirenti l’80enne era pienamente consapevole della presenza in casa dell’arma clandestina. E tale sospetto ha trovato un inaspettato riscontro stamattina, quando i carabinieri, nel corso di una perquisizione domiciliare, hanno trovato a casa dell’anziana, nascosta nel vano letto, una mitragliatrice Skorpion  e una pistola 7,65 con relativo munizionamento (la donna è stata arrestata e rimessa subito in libertà per via dell’età avanzata). 

Nel ginepraio di conversazioni telefoniche spunta anche un episodio emblematico di come gli indagati facessero squadra quando c’era da regolare delle questioni personali. E’ il caso della “spedizione punitiva” (così la definiscono gli inquirenti) messa a segno il 20 luglio 2015 ai danni di una Il sequestro della cocaina-2persona di Torre Santa Susanna che nutriva delle simpatie per Lucrezia Maggi, una 36enne del posto (anche lei fra gli arrestati) che da quanto appurato dagli investigatori collaborava con un altro degli indagati, il 59enne Giancarlo Secondo Rogoli, di Erchie, nel traffico di sostanze stupefacenti.

Quest’ultimo, in preda alla gelosia, fece irruzione in casa della vittima insieme a Salvatore Morleo, 32 anni, di Torre, e Giuseppe Solazzo, 33 anni, anche lui di Torre, cogliendola insieme alla Maggi. Il malcapitato venne pestato con delle tavole di legno. Prima di andare via, i tre, secondo gli inquirenti, si impossessarono di denaro contante ed effetti personali contenuti nella borsa della 36enne. Con quei soldi, in serata, i malfattori festeggiarono il compleanno di Solazzo, la cui maglietta era sporca di sangue. I carabinieri hanno ricostruito l’accaduto tramite le intercettazioni, poiché la vittima non sporse denuncia. 

Complessivamente, come detto, sono numerosi gli episodi di spaccio accertati durante le indagini. Alcuni di questi vedono protagonisti: Crocifisso di Potrenza, 29 anni, di Latiano, coinvolto in due cessioni di hascisc; Un fucile e munizioni sotto sequestro-2Luigi Calati, 33 anni, di Mesagne, accusato di tre episodi di illecita detenzione di hascisc e cocaina, dei quali uno di 150 grammi di cocaina ancora in pietra; Lucrezia Maggi, accusata di aver posto in essere quattro condotte di illecita detenzione e 4 ipotesi di spaccio; Salvatore Morleo, macchiatosi secondo gli investigatori di tre ipotesi di detenzione illecita e 4 condotte di spaccio; Giancarlo Rogoli, gravato da 12 ipotesi di detenzione illecita e 10 ipotesi di spaccio. 

La droga veniva nascosta in bottiglie di plastica, tubi per l’irrigazione e lattine incastonate fra le pietre dei muretti a secco. Ma nulla sfuggiva ai carabinieri, che in appena cinque mesi (una tempistica da record, a detta del procuratore Marco Dinapoli) hanno chiuso il cerchio investigativo. 

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