Cronaca

Anche i marò Latorre e Girone alla cerimonia del 4 Novembre a Brindisi

La possibilità di effettuare le visite solo al mattino a navi e siti militari non agevola l'affluenza di pubblico: è la Festa delle Forze Armate e dell'unità nazionale, ma è anche un giorno lavorativo e di lezione a scuola

BRINDISI - La possibilità di effettuare le visite solo al mattino a navi e siti militari non agevola l'affluenza di pubblico: è la Festa delle Forze Armate e dell'unità nazionale, ma è anche un giorno lavorativo e di lezione a scuola. Perciò a visitare nave San Marco ci va qualche classe con l'insegnante, e alla cerimonia in piazza Santa Teresa, come ormai da tempo, solo le rappresentanze d'arma, i picchetti, le delegazioni delle associazioni, le autorità e qualche gruppo di ragazzi con gli striscioni delle scuole della città. 

E' una festa da ripensare, non fosse altro per far conoscere meglio ciò che fanno i nostri soldati, marinai e avieri nelle missioni all'estero, e per salvare vite nelle acque del Mediterraneo Meridionale, in un mondo che sta continuando a cambiare tumultuosamente. Serve qualcosa di più per riflettere e discutere, soprattutto con i giovani. Sono del resto loro che alimentano, qui al Sud, la percentuale più alta di volontari nell'Esercito, in Marina e in Aeronautica, ma anche i movimenti per la pace e il disarmo.

Bisogna accettare che siano i giovani a gestire ed organizzare eventi per approfondire la storia recente del Paese, con esperti e analisti. Non è più tempo di riti, ma di conoscenza vera. E chi va nei teatri di crisi può certo raccontare, spiegare, mostrare quei territori e quelle guerre con le parole e gli occhi dei soldati moderni, che sanno di storia e geopolitica, o degli inviati di giornali e tv. Vedremo mai una Festa del 4 Novembre fatta di tanti eventi sparsi tra le scuole?

Stamani a Brindisi, c'erano due protagonisti di una storia che è rimasta a lungo sotto i riflettori, in cui le contraddizioni della nostra politica estera sono venute a galla: i sottufficiali della Brigata Marina San Marco coinvolti nel giallo dei due pescatori indiani che, secondo la polizia del Kerala, sarebbero stati uccisi dal fuoco del nucleo antipirateria imbarcato sulla petroliera italiana Enrica Lexie. Sono i sottufficiali Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Un caso ancora aperto e affidato all'arbitrato internazionale, in cui la parte più dolorosa è stata quella di riportare a casa dopo la prigionia in India i due militari, le cui responsabilità non sono affatto provate.

La corona d'alloro ai piedi del monumento ai caduti di tutte le guerre è stata deposta dal prefetto Annunziato Vardè. Sotto la grande piazza c'è ancora un grande rifugio antiaereo, vestigia semisconosciuta, ormai, del prezzo pagato dalla città per la folle avventuta fascista che costò 250mila morti al paese, tra Africa Settentrionale e Orientale, Balcani e fronte russo, ma anche tante vittime civili e altri 40mila caduti partigiani nella Guerra di Liberazione. Brindisi, tra guerra e pace. Tanta storia di cui parlare.

Le foto sono di Salvatore Barbarossa

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