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Concorsi e riordino carriere della Polizia di Stato: Silp Cgil in piazza

La annosa marginalizzazione di fatto dei problemi del comparto sicurezza ha creato squilibri all’interno del personale delle forze dell’ordine e neppure l’attuale governo riesce a rispondere alle richieste del sindacato

La annosa marginalizzazione di fatto dei problemi del comparto sicurezza ha creato squilibri all’interno del personale delle forze dell’ordine e neppure l’attuale governo riesce a rispondere alle richieste del sindacato. Le critica giunge dal Silp Cgil, che, che oggi ha manifestato a Roma e in tante altre città per il riordino delle carriere, fermo da 22 anni.

“I poliziotti italiani – ha detto alla vigilia della giornata di protesta Daniele Tissone, segretario nazionale del Silp - attendono il riordino dal 1995. Siamo riusciti, con la nostra battaglia, ad avere la disponibilità di poco meno di un miliardo di euro. La riforma che è stata partorita, invece, non valorizza come si dovrebbe il merito e la professionalità, soprattutto nella fase transitoria e non risolve problemi storici di disallineamento tra polizia e altre forze dell’ordine, di mancati concorsi interni e di mancate progressioni di carriera”.

Anche gli agenti di polizia del Silp Cgil di Brindisi hanno aderito alla manifestazione che oggi si è svolta in tutta Italia per chiedere al governo un piano di riordino efficiente. “È questa, infatti, l’unica strada per garantire maggior sicurezza ai cittadini. Abbiamo chiesto ed ottenuto importanti risorse da investire nel comparto, pari a quasi un miliardo di euro, ma la riorganizzazione prevista dal decreto Madia fa acqua da tutte le parti”, si legge in una nota diramata dal sindacato.

Intanto l’età media nelle questure diventa sempre più elevata, e molti vanno in pensione senza aver potuto usufruire delle progressioni. Proprio per questa ragione il Silp Cgil  mette in evidenza come la Polizia di Stato sia stata particolarmente penalizzata, rispetto agli altri comparti della difesa e della sicurezza pubblica (Carabinieri, Guardia di Finanza, forze armate), dal decreto legislativo licenziato dall’esecutivo a causa del blocco dei concorsi interni.

A titolo di esempio, il ruolo dei sovrintendenti dovrebbe essere esteso ad altre 24mila unità, ma gli attuali assistenti capo che potrebbero passare di ruolo sono quasi il doppio, ovvero 43mila. Se da questi si sottraggono i poliziotti prossimi alla pensione, il cui numero è quasi pari a 9 mila, “è chiaro che una buona fetta di lavoratori si vedrà negare il diritto a quest’avanzamento di carriera. Il quadro della riforma appare confuso”.

Secondo il Silp non convincono la previsione delle figure dei coordinatori; il colpo di spugna che azzera le anzianità di servizio; la definizione dei ruoli tecnici la sperequazione con l’area dirigenziale e le altre forze di polizia. “Il testo del decreto è sostanzialmente irricevibile: lo schema è stato già approvato dal Consiglio dei Ministri, ma rimangono 90 giorni di tempo per giocarsi il tutto e per tutto, per cercare di far apportare le dovute modifiche all’impianto”, ricorda il Silp Cgil.

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