Cronaca Cellino San Marco

Verbale dell’ex assessore Quarta conferma l’accusa della Procura sulle tangenti

“La giunta di Cellino, ad eccezione di Marina Del Foro, si incontrò in una trattoria di Guagnano”. “Gial Plast aveva promesso un regalino in caso di vincita dell’appalto per i rifiuti”. “Igeco vinse il ricorso: la tangente ricevuta è riprodotta in questo schema”

BRINDISI – “Noi assessori ci incontrammo in una trattoria di Guagnano e in questa occasione il sindaco ci fece presente che la società Gial Plast aveva promesso la dazione di un pagamento a tutti noi, in caso di vincita dell’appalto per la nettezza urbana. Da quel momento in poi è stato pacifico che quello sarebbe stato il modo di procedere in occasione di spartizione di tangenti e quali sarebbero stati i soggetti beneficiari”.

C’è anche la versione dell’ex assessore di Cellino San Marco, Gianfranco Quarta, a sostenere l’accusa mossa dal sostituto procuratore Antonio Costantini sul “Do ut des” che nell’aprile 2015 fece crollare la giunta di centrodestra del sindaco Francesco Cascione, travolta dall’inchiesta con la sola eccezione dell’assessore Marina Del Foro, sfociata poi negli arresti e nelle successive condanne. Quarta, all’epoca titolare della delega alle Attività produttive, ha patteggiato la pena a tre anni e otto mesi, quattro mesi in più rispetto a Cascione che nel ricostruire quel che è stato ha riempito 169 pagine.

Sia l’ex primo cittadino che l’altrettanto ex componente della squadra di governo saranno chiamati a testimoniare dal pm come testimoni nel processo ordinario in cui il Comune si è costituito parte civile, con l’avvocato Cosimo Pagliara, nei confronti di Gabriele Elia, ex assessore ai Servizi sociali, Tommaso Ricchiuto,  della società Igeco e Alfredo Bruno, responsabile tecnico della stessa Igeco.

L'assessore Gianfranco QuartaIl racconto reso da Quarta parte da un incontro che sarebbe avvenuto “nell’inverno tra il 2011 e il 2012”: “Non ricordo esattamente il giorno, ci siamo incontrati io, Cascione, Molendini, Prisco, Elia e Pezzuto presso un locale denominato l’Osteria”, si legge nel verbale inedito. “Capitava frequentemente che i componenti della giunta si riunissero in tali contesti, anche per discutere di cose politiche. Era assente Marina Del Foro che non era gradita a Prisco, Pezzuto e in verità anche a me, atteso che vi erano stati in precedenza degli screzi personali, avendo saputo da un amico che parlava male della mia persona in giro”.

Sarebbe stata quella la prima volta che si parlava di mazzette, o meglio di un pensiero per i presenti. “Nego in precedenza che ci sia stato altro incontro avente ad oggetto la futura suddivisione di tangenti”. Ma come può avere il sindaco riferito di aver ricevuto una simile offerta dalla società Gial Plast, senza essere sicuro di non essere denunciato o quanto meno di essere additato politicamente?

La risposta: “Per quel che ne so io, non ci fu un altro incontro in precedenza. Devo però dichiarare che io mi rapportavo quasi esclusivamente con Cascione e con Molendini del quale sono amico sin da piccolo, avendo fatto le scuole elementari e medie insieme. Dopo ci sono stati altri incontri in cui si è parlato di ulteriori argomenti aventi ad oggetto appalti e tangenti. Quello della nettezza urbana è, in realtà, il primo anche perché era il primo appalto di cui si occupava l’amministrazione comunale di Cellino San Marco”.

“La Gial Plast si aggiudicò la gara, ma successivamente la Igeco vinse il ricorso e il 10 dicembre 2012 fu redatta la determina con cui si affidò il servizio dei rifiuti solidi urbani. In quel periodo Cascione, da me incontrato, mi assicurò che non avremmo perso quei soldi. La cadenza degli episodi e la successiva spartizione della tangente ricevuta da Igeco è sinteticamente riprodotta in uno schema che ho portato con me”.

Quello schema è nelle mani del pm e potrebbe transitare nel fascicolo del dibattimento come ulteriore prova a sostegno dell’impostazione accusatoria. Quarta ha ammesso gli addebiti anche rispetto al filone del risparmio energetico: “Non ho saputo da chi Pezzuto ebbe a ricevere i soldi. E specifico che quando Cascione il 22 marzo 2013 mi consegnò la mia parte di tangente del risparmio energetico, mi lasciò anche la parte che io poi consegnai a Molendini”.

“Tutti i componenti della giunta, incluso Elia, erano a conoscenza dei fatti oggetto dell’indagine, ma lui non sapeva che avessimo riscosso la seconda rata ricevuta dalla Igeco corrispondente a circa 799-800 euro. Tanto mi fu detto dal sindaco nel momento in cui mi ebbe a dare la mia parte”.

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