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Anche Screti adesso è libero: “Nessun pericolo di reiterazione del reato”

Il gip stamattina ha revocato i domiciliari per l'ex amministratore della Nubile, dopo l'ex sindaco Mimmo Consales che ha lasciato i domiciliari martedì. La Procura ha dato parere favorevole tenuto conto della confessione: l'imprenditore ha ammesso di aver pagato la tangente da 30mila euro

BRINDISI – Uomo libero da oggi (venerdì 6 maggio) alle 13 anche Luca Screti, ex amministratore della società Nubile, accusato di corruzione in concorso con l’ex sindaco di Brindisi Mimmo Consales, scarcerato martedì scorso: il gip Giuseppe Licci ha firmato la revoca dei domiciliari, con il parere favorevole dalla Procura a differenza di quanto avvenuto con l’ex primo cittadino.

Il gip Giuseppe LicciAnche per Screti, secondo il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Giuseppe Licci (in foto), non possono più ritenersi attuali e concreti le esigenze cautelari evidenziate nell’ordinanza di arresto eseguita il 6 febbraio scorso e legate al pericolo di reiterazione del reato, quella corruzione per una tangente da 30mila euro, dietro l'affidamento della gestione dell'impianto di Cdr per i riifuti.

Circostanza che l’imprenditore ha ammesso, confessando di aver versato la somma in favore di Consales il quale l’avrebbe poi impiegata per il pagamento di parte del debito con Equitalia rinveniente dalla sua vecchia società di comunicazione, la News sas, oggetto peraltro di un processo già in corso, nel quale l’ex sindaco è accusato di concussione, abuso d’ufficio e violazione della normativa anti-riciclaggio.

L’istanza era stata presentata da difensore dell’imprenditore Vincenzo Farina (nella foto in basso), il penalista che lo segue anche nei due filoni  sulla discarica di Autigno, uno per violazione della prescrizioni dell’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale, e l’altro sullo smaltimento ritenuto irregolare delle feci dei cani nel sito di proprietà del Comune di Brindisi, all’epoca gestito dalla Nubile che ha ottenuto anche l’affidamento dell’impianto di Cdr, oggetto dell’inchiesta ancora in corso sulla corruzione contestata alla coppia Screti-Consales.

vincenzo farina-2Entrambi, quindi, hanno riacquistato la libertà dopo tre mesi di arresto, ma le posizioni degli indagati sono diverse. Lo sono state sin da subito: Screti, finito in carcere, dopo due notti in cella ha chiesto di rendere interrogatorio con i pm dopo essersi avvalso della facoltà di non rispondere in occasione dell’interrogatorio di garanzia, e ha ottenuto i domiciliari per poi precisare alcuni aspetti legati alla tangente.

In particolare il contesto in cui avrebbe avuto genesi l’accordo corruttivo e l’origine della provvista di denaro: l’imprenditore ha detto che per versare quell’importo a Consales, ha attinto dal suo compenso di amministratore unico della Nubile, società che è stata salvata grazie all’affidamento dell’impianto di Cdr perché altrimenti sarebbe stata destinata al fallimento. Nel frattempo la società è stata destinataria di una misura interdittiva, definitiva, costituita dal divieto di contrarre con la Pubblica amministrazione e di operare nel settore dei rifiuti per la durata di un anno, così come chiesto dalla Procura.

Consales, al contrario, non è finito in carcere, ma ai domiciliari, non ha mai chiesto di essere ascoltato, ma si è presentato in Procura con il suo difensore di fiducia Massima Manfreda, solo due settimane fa, su richiesta dei pubblici ministeri. E soprattutto non ha mai ammesso la corruzione. Lo ha detto nella conferenza stampa, nello studio del suo avvocato, incontrando i giornalisti ai quali ha consegnato una parte del contenuto dell’interrogatorio, fermo restando il segreto istruttorio.

Mimmo Consales e l'avvocato Massimo Manfreda durante la conferenza stampa-2Per l’ex sindaco quei 30mila euro altro non erano se non un  contributo elettorale, peraltro non chiesto, ma offerto da Screti e versato solo dopo la sua proclamazione a primo cittadino. Non sapeva né di quanto fosse l’offerta, né tanto meno quando sarebbe stata riconosciuta. “Una stupidaggine”, ha ammesso facendo riferimento al fatto che da lì sono iniziati i problemi con la giustizia. “Mai ho venduto la mia immagine e il mio ruolo di sindaco alla Nubile, anzi sono stato io ad aver ingaggiato una guerra con la società quando è stato accertato che l’impianto non funzionava come avrebbe dovuto”.

Consales, inoltre, ha consegnato ai pm dubbi sull’operato di alcuni funzionari del Comune di Brindisi intervenuti nell’iter amministrativo e ha speso qualche parola sul Negroamaro Wine Festival e sulla liquidazione del contributo pubblico in assenza di una rendicontazione completa.

IL PM GIUSEPPE DE NOZZA E SAVINA TOSCANI-2La Procura sta valutando se impugnare o meno il provvedimento di scarcerazione di Consales, intanto sta verificando quelle dichiarazioni. In ogni caso restano i gravi indizi di colpevolezza sull’ipotesi di corruzione, dal momento che né lui né tanto meno Screti hanno fatto ricorso al Riesame e quindi si è formato il giudicato cautelare.

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