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Anche una società tedesca denunciava a Consales il caso Nubile

"Il Cdr non arriva nel nostro sito in Portogallo, finisce in discarica": contenzioso a Francoforte. La Procura: "Inerzia colpevole del Comune" e corruzione ancora in atto con l'ex sindaco che il 29 dicembre "andava incontro a Screti pagando gli operai della Nubile con 50mila euro, denaro pubblico"

BRINDISI – Nelle 15mila pagine dell’inchiesta sull’impianto di Cdr e sulla corruzione contestata all’ex sindaco Mimmo Consales e all’imprenditore Luca Screti, ci sono anche le lettere scritte da una società tedesca al Comune per segnalare che da Brindisi, dal sito gestito dalla Nubile, non arrivavano le quantità di combustibile da rifiuto, in violazione del contratto sottoscritto fra le parti. E di questo si chiedeva spiegazione al primo cittadino.

La missiva considerata significativa per le condotte contestate a Screti, così come a Consales, risale al 27 maggio 2014, arrivata a Palazzo di Città, dallo studio legale della “Pranchi Gmbh” di Gelsenlcrhen. Non l’unica, in verità, perché l’avvocato della società ha sempre lamentato che anche dopo quella data non c’era stato alcun conferimento di Cdr che, stando agli accordi firmati con Nubile, doveva avvenire nell’impianto che i tedeschi avevano in Portogallo. La firma risale al 23 agosto 2012, quindi un mese dopo aver sottoscritto quello con il Comune di Brindisi per la gestione del sito di via per Pandi, di proprietà dell’Amministrazione.

Solo dopo la lettera, Nubile conferisce un esiguo quantitativo di Cdr alla centrale termoelettrica di Manfredonia, in provincia di Foggia, denominata Eta, Energie Tecnologie Ambiente, del gruppo Marcegaglia, nel periodo compreso tra il 16 e il 30 giugno 2014.

Non avendo ricevuto risposta né da Screti, in veste di amministratore unico della Nubile, né dal sindaco Consales, il difensore di fiducia del titolare della società tedesca, l’avvocato Frank Ilaender, aveva azionato la richiesta di risarcimento danni nei confronti della ditta brindisina, presso il Tribunale internazionale di Francoforte, dove quest’ultima non si era costituita, per lo meno in prima convocazione.

L'imprenditore Luca Screti, amministratore di Nubile SrlGli agenti della Digos, allora diretti da Vincenzo Zingaro, hanno accertato che Screti era stato in Portogallo il 18 luglio 2013 per visionare l’impianto, assieme al proprietario, il titolare della Pracht. Successivamente c’è stata una integrazione dei contratti sino ad arrivare al 24 gennaio 2014 quando cioè si arriva alla definizione di un’appendice con cui si riconosceva la possibilità di ritirare anche materiale non conforme alle specifiche  iniziali, dando modo alla Nubile di esportare comunque i rifiuti, fino a quando l’impianto non fosse stato adeguato dal punto di vista della tecnologia. Perché, va ricordato, che il sito di via Per Pandi viene messo in esercizio, con ordinanza del sindaco Mimmo Consales, pur non essendoci stati i lavori di revamping che invece erano richiesti, stando alle relazioni dei periti dello stesso Comune e della Procura. Alle stesse conclusioni sono arrivati i dirigenti della Provincia di Brindisi ascoltati in fase di indagine come persone informate sui fatti.

Nubile, stando agli atti, non avrebbe mai pagato la polizza fideiussoria indispensabile per la ratifica dell’autorizzazione, questo nonostante numerosi solleciti. E tanto basta per il decadimento automatico dell’autorizzazione. Il 4 aprile 2014 risulta essere stata emessa dalla Pracht una fattura per il pagamento di una prima nave, per il ritiro di tremila tonnellate di Cdr, pressato in balle a fronte di accordi secondo cui la quantità doveva essere pari ventimila tonnellate.

In questo contesto, la Pracht scrivendo al Comune di Brindisi scriveva che il materiale poteva essere smaltito in discarica in maniera “scorretta”. Il sospetto c’era, un ragionevole dubbio, sosteneva il legale della società tedesca. Consales dopo quella nota avrebbe coinvolto gli uffici del Comune e rispondeva con lettera il 9 giugno 2014 con la quale, secondo l’accusa, avrebbe giustificato l’operato della Nubile.

Anche questo documento secondo i pm dimostrerebbe che Consales anziché chiedere di agire contro Nubile per la difforme gestione dell’impianto di Cdr e per la conseguente richiesta di danni per il Comune, sarebbe andato incontro a Screti arrivando, da ultimo, a pagare al posto dell’imprenditore, gli stipendi agli operai. Avrebbe cioè destinato denaro pubblico per saldare le pendenze con i dipendenti della Nubile a cui era obbligato Screti: la somma versata ammonta a 50mila euro, stando alla determina del 29 dicembre scorso, anche questa acquisita agli atti di indagine, e si riferisce al 60 per cento degli stipendi per 29 dipendenti. Il motivo? Si legge per “scongiurare iniziative di rallentamento e interruzione del ciclo rifiuti”, ma Brindisi era già in situazione di emergenza e allora, secondo la Procura, l’unica chiave di lettura possibile è il rapporto corruttivo che legava il sindaco e l’imprenditore  che portava Consales a non intraprendere alcuna iniziativa, limitandosi a una inerzia ritenuta colpevole.

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