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Cronaca Ostuni

Ancora attentati, brucia escavatore

OSTUNI - Notte di fuoco nel cantiere della “bretella”, a valle della zona industriale della Città Bianca. A ventiquattro ore di distanza dal violento incendio, di probabile origine dolosa, che all’alba di ieri ha distrutto un’ala del capannone industriale di “Ecoimpresa”, altre fiamme inquietanti si sono levate nell’oscurità. Stavolta il rogo è scoppiato in un recinto a ridosso della strada provinciale Ostuni-Villanova, là dove sono in corso da alcuni mesi i lavori per la realizzazione di un paio di rondò e di un circuito che consentirà di svincolare la via del mare dal vecchio tratto che abbraccia l’area Asi.

OSTUNI - Notte di fuoco nel cantiere della "bretella", a valle della zona industriale della Città Bianca. A ventiquattro ore di distanza dal violento incendio, di probabile origine dolosa, che all'alba di ieri ha distrutto un'ala del capannone industriale di "Ecoimpresa", altre fiamme inquietanti si sono levate nell'oscurità. Stavolta il rogo è scoppiato in un recinto a ridosso della strada provinciale Ostuni-Villanova, là dove sono in corso da alcuni mesi i lavori per la realizzazione di un paio di rondò e di un circuito che consentirà di svincolare la via del mare dal vecchio tratto che abbraccia l'area Asi.

L'impressione, a primo acchito, è che la malavita stia tornando ad alzare il tiro. Nel mirino stanotte è finita l'impresa di costruzioni "Dielle Srl" di Lecce: azienda appaltatrice dei lavori di rifacimento della Ostuni-Villanova. Un mezzo pesante parcheggiato all'interno di un terreno adiacente all'area interessata dai lavori, è stato dato alle fiamme nel cuore della notte. L'allarme è scattato attorno alle tre e trenta. A segnalare la presenza delle fiamme all'interno del cantiere alcuni automobilisti di passaggio, che di fronte al rogo hanno sollecitato l'intervento sul posto dei vigili del fuoco del distaccamento locale, accorsi insieme agli agenti del commissariato di polizia, coordinati dal dirigente Francesco Angiuli.

Giunti sul posto, i pompieri hanno domato le fiamme divampate all'interno del cabinato della pala meccanica. Ingenti i danni. "Il cantiere è aperto da alcuni mesi: un arco di tempo nel corso del quale non abbiamo avuto alcun problema, né ricevuto minacce o richieste estorsive. Ci auguriamo che a procurarci questo grosso danno sia stato un balordo e che non ci siano altri episodi", commenta il direttore tecnico dei lavori, Livio De Luca.

Gli investigatori, con l'ausilio tecnico dei vigili del fuoco, intendono appurare nei dettagli la dinamica del rogo, di palese origine dolosa. Il fuoco sarebbe stato appiccato mediante l'utilizzo di liquido infiammabile, sebbene sul posto gli agenti non abbiano riscontrato la presenza di taniche o comunque di reperti che possano consentire di sciogliere in fretta e con certezza i dubbi. Occorrerà attendere i risultati dei rilievi eseguiti dal personale della Scientifica, per avere un quadro certo su quanto accaduto. Nel frattempo la polizia non trascura alcuna pista: dall' atto vandalico, a firma di balordi, sino alle ipotesi più inquietanti ed accreditate. Si teme, infatti, che la malavita dedita alle estorsioni possa aver puntato l'occhio sull'attività del cantiere.

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