Sabato, 15 Maggio 2021
Cronaca

"Pronto soccorso sempre uguale: ecco cosa è accaduto a mio fratello"

Pubblichiamo di seguito la segnalazione di una lettrice, che descrive cosa è accaduto ad un suo congiunto che era stato condotto al pronto soccorso dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi in condizioni che poi si sono rivelate molto critiche

BRINDISI – Pubblichiamo di seguito la segnalazione di una lettrice, che descrive cosa è accaduto ad un suo congiunto che era stato condotto al pronto soccorso dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi in condizioni che poi si sono rivelate molto critiche. Il nuovo piano del primo soccorso a quanto pare non funziona a dovere e soprattutto del Brindisino dove molti ospedali sono stati di fatto chiusi e altri lo saranno, una revisione del numero e degli assetti delle strutture è assolutamente necessaria. Al momento la situazione si riduce al conflitto di prima linea tra i pochi medici ed infermieri e un numero preponderante di pazienti. Ma così non si può più andare avanti.

“Scrivo per denunciare l'annosa, cronica situazione del pronto soccorso di Brindisi. Capisco che il personale è  scarso grazie ai tagli sulla sanità  operati da un governo che chiude ospedali  e toglie posti di lavoro, ma io mi chiedo: è mai possibile che una persona, mio fratello, arrivata al pronto soccorso intorno alle ore 14 circa con emorragia interna  non venga segnalata come codice rosso? E che dopo una prima sommaria visita venga lasciato in barella fino alle 18, fino a quando, assalito da un conato di vomito di sangue, stava per cadere dalla barella se un signore non lo avesse sorretto?”.

“A quel punto l'altro fratello che era in sala d'attesa ha chiamato un poliziotto di turno che ha fatto intervenire un'infermiera e, prontamente, è  stato visitato e ricoverato. Diagnosi della dottoressa del reparto di Ematologia: situazione critica con emorragia interna, glicemia 400, piastrine quasi zero e necessità  di trasfusione. Ma prima lavaggio del sangue perché quel povero disgraziato solo qualche giorno fa ha terminato il ciclo di chemio per una grave forma di leucemia”.

“Come se non bastasse al reparto ove continuava l'emorragia , nonostante le continue sollecitazioni della moglie, nessuno veniva a lavarlo se non dopo le minacce che avremmo denunciato tutto l'accaduto ad un giornale. Insomma in nome di chi o di che cosa  una persona deve perdere la propria dignità di essere umano? La colpa è solo del  governo che fa dei tagli sulla sanità ma mai sugli stipendi ultramilionari di tutti i politici che si chiamano ministri o onorevoli ma che di onorevole non hanno proprio nulla!”.

La segnalazione è firmata, tuttavia manteniamo l’anonimato per rispetto della privacy del paziente. Se la Asl di Brindisi intende intervenire sui fatti siamo pronti come sempre a pubblicare l’eventuale comunicazione.

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