Cronaca

Ancora focolai nella pancia del traghetto: "Ci vorranno alcune settimane"

Ci vorranno probabilmente ancora alcune settimane perchè i focolai ancora attivi a bordo della Norman Atlantic si estinguano. Lo dice il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Brindisi, Michele Angiulli, riepilogando le attività svolte durante la terza giornata di ispezione

BRINDISI - Ci vorranno probabilmente ancora alcune settimane perchè i focolai  attivi a bordo della Norman Atlantic si estinguano. Lo dice il comandante provinciale dei vigili del fuoco di Brindisi, Michele Angiulli, riepilogando le attività svolte durante la terza giornata di ispezione a bordo del traghetto andato a fuoco prima dell'alba del 28 dicembre, al largo di Valona. Le squadre, confermano i vigili del fuoco, che hanno nel pool che sta eseguendo l'ispezione un nucleo del Nia, specializzato nell'individuazione delle cause degli incendi, non sono riuscite invece ad accedere al quinto ponte dove si trovano una parte delle cabine dei passeggeri.

Nel corso del terzo sopralluogo, è stata aperta la cassaforte di bordo, e sequestrata la documentazione contenuta che sarà esaminata dai consulenti tecnici del pm Ettore Cardinali, della procura di Bari, e dalla polizia giudiziaria che sta operando sotto le direttive del magistrato, e che comprende guardia costiera, polizia di Stato e carabinieri. Partecipa ai sopralluoghi anche un gruppo di tre ispettori della commissione ministeriale sugli incidenti marittimi. Lunedì mattina il sostituto procuratore Cardinali affiderà gli incarichi per eseguire le autopsie sui nove corpi custoditi presso l'Istituto di medicina legale del capoluogo di regione, poi dovrebbe raggiungere Brindisi per partecipare al quarto sopralluogo.

La nave leggermente sbandata a dritta-2Quindi anche oggi non sono stati individuati corpi di eventuali dispersi. Ma appena sarà possibile, ha dichiarato Angiulli questa sera, "controlleremo a fondo ogni veicolo, uno per uno". Si teme infatti che nelle carcasse fumanti, soprattutto dei Tir, vi possano essere i resti di camionisti o di clandestini. La nave intanto è stata messa ulteriormente in sicurezza, con un rafforzamento degli ormeggi disposto dalla Capitaneria di Porto, in previsione dell'arrivo di condizioni meteo nuovamente avverse. Il traghetto, ormeggiato alla banchina di Costa Morena, è peraltro leggermente inclinato a dritta a causa dello spostamento del carico o forse anche di ballast rimasti pieni d'acqua, ha detto il vicecomandante dei vigili del fuoco, Lorenzo Elia, ma non presenta falle (oggi è stata nuovamente controllata dai sub dei vigili del fuoco).

Il relitto continua a sprigionare fumi, probabilmente con concentrazioni notevoli di diossina dato che sono prodotti dalla combustione di veicoli e merce varia, olio e vernice degli automezzi e delle paratie, plastiche, pneumatici. Questa sera il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, ha confermato che il Comune vuole che la navi lasci il porto, "non appena saranno conclusi gli accertamenti dell'autorità giudiziaria e sarà completata la ricerca di eventuali vittime". A meno che non si prevede di passare in tempi rapidi alla demolizione del relitto, cosa che si può fare a Brindisi, che dispone delle risorse tecniche necessarie, ha sottolineato Consales, altrimenti la Norman Atlantic deve lasciare il porto di Brindisi che non può permettersi di ospitare un altro relitto per anni, tempi vincolati dalla durata del processo penale.

In tal caso il porto di destinazione potrebbe essere Bari, che - secondo le ultime notizie - è disposta ad accogliere il traghetto. Ma deciderà il pm, d'intesa con chi deve valutare la possibilità del nuovo trasferimento a rimorchio, e ciò la compatibilità delle condizioni del traghetto con il tragitto da Brindisi al porto barese. Ma per ora si pensa a cercare eventuali vittime e a stabilire le cause dell'incendio, la cui origine - ha confermato oggi il comandante dei vigili del fuoco, non è stata individuata nei ponti già esplorati. Servirà a qualcosa la seconda scatola nera recuperata oggi?

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