Cronaca

Rifiuti, staffetta Amiu-Nubile solo sulla carta: resta l’incognita dei lavoratori

L’interrogativo riguarda 41 dipendenti: il 4 gennaio incontro al Comune. Ancora bloccato l’impianto di Cdr: 1800 tonnellate da smaltire in sette giorni, con costi a carico dei Comuni Ato dopo il nulla di fatto dell’ex gestore

BRINDISI – Difficile da sciogliere il nodo rifiuti a Brindisi, dopo la fine del rapporto con la società Nubile: la staffetta con la municipalizzata barese Amiu è tale solo sulla carta dal 23 dicembre scorso, visto che l’impianto Cdr è bloccato per la presenza di 1800 tonnellate da smaltire e sul futuro di 41 lavoratori resta l’incognita.

Per fare il punto della situazione e trovare risposte in termini di certezze sia sul piano della gestione del sito di via per Pandi che su quello occupazionale, la struttura commissariale dell’Oga ha chiesto un incontro alle parti, fissando la data al 4 gennaio, vale a dire undici giorni prima di quella indicata nell’ordinanza firmata dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, come termine ultimo per la messa in moto dell’impianto, in regime ordinario.

Le problematiche sul tavolo sono diverse ma riconducibili all’uscita di scena della ditta Nubile cui sono state contestate “gravi inadempienze” sino ad arrivare alla chiusura del contratto che potrebbe avere conseguenze sul piano civilistico, posto che il privato ha anticipato la volontà di chiedere il risarcimento dei danni per almeno 40 milioni di euro. Non solo.

Dovrà essere valutata anche la condotta di Nubile che stando all’ordinanza di Emiliano avrebbe dovuto “assicurare lo smaltimento, presso la discarica privata di Formica Ambiente di tutti i rifiuti presenti nell’impianto di Brindisi entro e non oltre il 15 dicembre al fine di consentire il subentro di Amiu previsto per il successivo 16 dicembre”.

Nei fatti le cose sono andate diversamente: Nubile ha lasciato il sito, determinando un nuovo intervento della struttura commissariale con cui è stato posto in capo ad Amiu l’obbligo di smaltire il carico esistente: si è passati dalle iniziali tremila tonnellate alle attuali 1.800 che dovrebbero essere azzerate nell’arco dei prossimi sette giorni, stando alle previsioni della ditta barese.

L’Amiu sta procedendo a proprie spese, ma il conto sarà girato ai Comuni dell’Aro Brindisi 1 e a quanto pare sarà poi l’organismo commissariato a chiederne il rimborso rivalendosi su Nubile. Se così dovesse essere, ci sarà un nuovo contenzioso.

La municipalizzata di Bari nel frattempo, ha ottenuto la caratterizzazione del rifiuto per il conferimento presso il sito di Formica e ha presentato un piano di gestione dell’impianto Cdr che prevede una tariffa pari a 68,58 euro per tonnellata a titolo di conferimento a fronte dell’impegno ad assumere 29 lavoratori che in precedenza erano impegnati con Nubile.

Il totale delle unità alle dipendenze della ditta brindisina però ammonta a 41, ma alle altre unità non c’è stato alcun riferimento sino ad ora, fatta eccezione per quelli che portano la firmano dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

Dallo stesso piano emerge un impegno di spesa pari a 800mila euro per la messa in esercizio dell’impianto di Cdr, per il quale si rendono necessari interventi definiti di  mini-revamping, ritenuti condizione necessaria e sufficiente per superare l’obsolescenza. E anche questo costo pesa sulla staffetta e sulla tempistica.

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