Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Ancora niente Radiologia interventistica al Perrino: il calvario di una paziente

Arrivata in Pronto Soccorso alle 3 di notte per una rettorragia: la sua esperienza si concluderà diverse ore dopo, dopo vari contatti, alcuni andati a vuoto, con gli ospedali di Lecce e Taranto. A Brindisi il macchinario c'è, mancano ancora i professionisti

BRINDISI - La morte di Antonio Picciolo a 39 anni, nel gennaio scorso, sembrava aver suonato la sveglia alla politica locale per l'assenza - da anni - della radiologia interventistica all'ospedale Perrino di Brindisi. In realtà il macchinario c'è, usato poco da altri specialisti, ma manca il personale sanitario adeguato. E così nella notte tra lunedì 1 e martedì 2 luglio 2024 una paziente 75enne ha dovuto affrontare un calvario proprio a causa di questa assenza. Il racconto, tanto per chiarire, è fortunatamente a lieto fine. E non è in dubbio l'impegno del personale medico e infermieristico del Perrino, anzi. Hanno passato ore a cercare una soluzione, perché il protocollo siglato con Lecce e Taranto non sempre sembra funzionare. Prevede il trasporto dei pazienti che necessitano di queste cure a Lecce, durante i primi 15 giorni del mese. I successivi a Taranto.

I fatti ricostruiti sono questi: ore 3 del 2 luglio, al Pronto Soccorso dell'ospedale brindisino giunge una paziente di 75 anni. È in corso una rettorragia. La radiologia interventistica serve proprio in queste situazioni: grazie a una sonda è possibile embolizzare un'arteria o una vena. Parte il protocollo: i primi contatti con Lecce sembrano andare a vuoto. Eppure il protocollo parla chiaro. Il personale sanitario brindisino si impegna, ma sembra trovare ostacoli continui. E intanto il tempo stringe. Si prova con Taranto: ok, è possibile intervenire qui con la radiologia interventistica, ma da Brindisi occorre garantire un posto letto al Santissima Annunziata. Alla fine, la soluzione di compromesso: la paziente viene portata a Taranto, ma poi verrà riaccompagnata - in sicurezza ovviamente - a Brindisi. Ci tornerà in tarda mattinata, intorno a mezzogiorno. È andato tutto bene e ha ricevuto a Taranto le cure necessarie, ma i tempi sono stati troppo lunghi. E per tutto quel periodo è stata seguita dal personale sanitario specializzato, che dunque non è stato impiegato altrove.

A questo punto, qualche considerazione può essere fatta: il fattore tempo ha "concesso" la soluzione positiva della vicenda, ma se radiologia interventistica fosse stata disponibile in loco, a Brindisi, la paziente 75enne avrebbe evitato quel calvario. Per non parlare dell'impiego del personale. La "triangolazione Brindisi-Lecce-Taranto" è andata obiettivamente per le lunghe, per usare un eufemismo. I contatti non sono stati semplici, né chiari. Insomma, il protocollo non ha funzionato a dovere. Detto ciò, già nel gennaio scorso BrindisiReport pose l'attenzione su questa grave carenza sanitaria. E purtroppo non è l'unica. La morte di Picciolo, trasportato da Brindisi a Taranto proprio per questa assenza e deceduto tre giorni dopo sembrava poter segnare un cambio di passo per la radiologia interventistica. A distanza di mesi si può dire che non è stato così, nonostante un fiume di proclami.

E se si legge che, a fine maggio, l'istituto De Bellis di Castellana Grotte (città metropolitana di Bari) ha annunciato il piano assunzionale per i prossimi due anni specificando, al punto cinque, che con le risorse della Regione Puglia intende "incrementare il numero di radiologi per l'aumentata attività della radiologia interventistica", sorge il dubbio che la sanità sia già differenziata all'interno della stessa regione.

Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp: clicca qui.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Ancora niente Radiologia interventistica al Perrino: il calvario di una paziente
BrindisiReport è in caricamento