Cronaca

Torre Guaceto sballottata tra infinite beghe politiche. E il ministero tace

La vicenda delle dimissioni di tre membri del consiglio di amministrazione del Consorzio di gestione di Torre Guaceto (Nicolò Carnimeo e Marco Costantini per il WWF Italia, e il rappresentante del Comune di Brindisi, Enrico Latini) rileva l’estrema precarietà della governance dell’Area marina protetta e della Riserva naturale dello Stato che si estendono tra i territori di Carovigno e Brindisi

La vicenda delle dimissioni di tre membri del consiglio di amministrazione del Consorzio di gestione di Torre Guaceto (Nicolò Carnimeo e Marco Costantini per il WWF Italia, e il rappresentante del Comune di Brindisi, Enrico Latini) rileva l’estrema precarietà della governance dell’Area marina protetta e della Riserva naturale dello Stato che si estendono tra i territori di Carovigno e Brindisi.

E’ incredibile come alla luce della spirale di attentati di questi anni nei confronti di appartenenti alla struttura del consorzio, da ultimo un incendio ai danni della villetta dei genitori del direttore, e di politici, e al cospetto di polemiche come quelle collegate alle dimissioni del penultimo presidente Mariella Milani, il Ministero dell’Ambiente non sia ancora intervenuto per commissariare il Consorzio di gestione stesso. Ma tant’è, la commedia non ha ancora fine.

Abbiamo già denunciato in altri articoli le pesanti ingerenze nella vita dell’organo di gestione dell’Amp e della riserva terrestre, e la sovrapposizione di interessi politici locali al compito istituzionale di amministrare l’area protetta in nome e per conto dello Stato italiano, e non degli equilibri nelle giunte dei Comuni di Carovigno (soprattutto) e Brindisi. Perché il Wwf Puglia non denuncia i fatti al ministero?

E’ sconcertante ed insieme eloquente quanto scrive in un comunicato lo stesso presidente del consorzio, Vincenzo Epifani, prima costretto alle dimissioni dal sindaco precedente di Carovigno,  Mimmo Mele, e poi rimesso in sella dal nuovo sindaco Carmine Brandi: “Il presidente ing. Vincenzo Epifani ha tempestivamente comunicato la notizia all’Amministrazione comunale di Carovigno di cui ne è rappresentante in seno al Consorzio di Gestione”, dice la nota.

“ Il presidente ha condiviso con il sindaco, Carmine Brandi, il proposito di rilanciare la politica di gestione del consorzio attraverso un rinnovamento del consiglio di amministrazione, convocando un’assemblea consortile – annuncia Epifani - con i seguenti punti all’ordine del giorno: dimissioni del presidente e nomina di un nuovo Consiglio di Amministrazione”.

Dove comincia e dove finisce l’autonomia dell’organo di governo della riserva? Chi conta di più, negli orientamenti programmatici, il sindaco di Carovigno o il ministero dell’Ambiente? E in base a quali criteri si stabilisce la competenza dei membri del consiglio di amministrazione? Se ne sono viste tante, attorno alla vecchia torre di guardia, e tante se ne vedranno ancora se da Roma non arriverà un segnale deciso.

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