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Una parte della refurtiva

Una parte della refurtiva

Andavano al mercatino con un furgone carico di opere d'arte e arredi sacri rubati

BRINDISI - Se ne andavano al mercatino dell'antiquariato di Gallipoli (seconda domenica del mese) con il furgone carico di statue, dipinti, arredi e oggetti sacri rubati in mezza Puglia. Ma sono incappati in un controllo dei carabinieri della compagnia di Brindisi sulla superstrada 613 per Lecce. Affari (illeciti) sfumati per due ambulanti baresi con precedenti specifi per ricettazione, che sono stati denunciati a piede libero. Opere e oggetti sono stati poi in gran parte identificati e collegati ad una serie di razzie in chiese e cimiteri. Valore stimato della refutiva, 100mila euro.

BRINDISI - Se ne andavano al mercatino dell'antiquariato di Gallipoli (seconda domenica del mese) con il furgone carico di statue, dipinti, arredi e oggetti sacri rubati in mezza Puglia. Ma sono incappati in un controllo dei carabinieri della compagnia di Brindisi sulla superstrada 613 per Lecce. Affari (illeciti) sfumati per due ambulanti baresi con precedenti specifi per ricettazione, che sono stati denunciati a piede libero. Opere e oggetti sono stati poi in gran parte identificati e collegati ad una serie di razzie in chiese e cimiteri. Valore stimato della refutiva, 100mila euro.

Il furgone, un Ducato, conteneva anche altro materiale come vecchie sedie e divani, ma i carabinieri non si sono fermati alle apparenze, ed hanno ispezionato i numerosi imballaggi che si trovavano nel vano di carico. E sono saltate fuori statue e dipinti raffiguranti la Vergine Maria, grandi crocefissi da parete, candelieri in argento e altri materiali, le classiche campane di vetro contenti statue sacre, ancora statue in cartapesta e in legno in ottimo stato di conservazione, antichi inginocchiatoi.

La provenienza del materiale? I due baresi, di 67 e 36 anni, ovviamente hanno cercato di prenderla alla larga, ma ha risolto tutto l'intervento -richiesto dal comando provinciale di Brindisi- di un sottufficiale inviato dal distaccamento di Bari del Nucleo di tutela del patrimonio. Il maresciallo si è collegato alla banca dati del Nucleo nazionale (invidiata dalla polizie di tutto il mondo), ed è stato subito possibile collegare una parte degli oggetti scari a furti avvenuti a Taranto, bari e Foggia. Il resto delle opere è in fase di valutazione.

Il furgone, ha spiegato il comandante provinciale, colonnello Ugo Sica, non è stato sequestrato perchè era a noleggio, ma tutto il suo contenuto per ora è nei magazzini dell'Arma di Brindisi in parte in attesa di restituzione agli enti religiosi autori delle denunce di furto, e in parte di catalogazione. Le indagini sulla rete cui i due baresi potrebbero appartenere, o da cui si erano approvvigionati, sono in corso assieme al Nucleo di tutela del patrimonio artistico di Bari.

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