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Cronaca

Tangenti Enel, svolta nell’inchiesta: l’imprenditore dal gip

Fissato per oggi l’incidente probatorio chiesto dai pm per raccogliere le dichiarazioni del titolare della ditta che tentò il suicidio: i magistrati pronti a chiedere il processo, sette gli indagati per corruzione. Non è escluso che vengano consegnati i nomi di altri dirigenti della centrale di Cerano, per il professionista ipotesi di patteggiamento

BRINDISI – Potrebbe essere il giorno della svolta nell’inchiesta sul presunto sistema di corruzione dietro gli appalti indetti nella centrale Enel di Cerano perché oggi è previsto l’incidente probatorio per ascoltare l’imprenditore di Monteroni che ha denunciato di aver pagato tangenti a dirigenti e dipendenti addetti alla certificazione dell’esecuzione dei lavori. Utilità anche sotto forma di assunzioni.

Inchiesta appalti Enel-2

Il titolare della ditta salentina risponderà alle domande del gip del Tribunale di Brindisi, a quelle dei sostituti procuratori Milto Stefano De Nozza e Francesco Vincenzo Carluccio, titolari del fascicolo, nonché a quelle dei difensori dei sette indagati. Sotto inchiesta ci sono: Carlo De Punzio, in carcere dallo scorso 5 maggio, Vito Gloria, Domenico Iaboni, Fabiano Attanasi, tutti e tre ai domiciliari, Nicola Tamburrano rimesso in libertà dal Riesame, e Fausto Bassi e Fabio De Filippo, il primo a capo dell’unità di Business e l’altro responsabile delle manutenzioni, entrambi a piede libero.

Rischiano tutti il processo, passo successivo a cui tendono i pm una volta raccolte le dichiarazioni dell’imprenditore che tentò il suicidio il 4 marzo, dopo aver raggiunto il nastro trasportatore. Tutto quel che il professionista della provincia di Lecce riferirà, la sua verità, diventerà prova a sostegno dell’accusa di corruzione mossa a tutti gli indagati.

Con identica accusa è indagato lo stesso imprenditore che potrebbe definire la sua posizione con riti alternativi. Non è da escludere l’ipotesi di un patteggiamento della pena. Certo è che i due pubblici ministeri intendono blindare l’impianto che ha portato alla richiesta dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Stefania De Angelis, confermata tanto sul piano dei gravi indizi, quanto su quello delle esigenze cautelari, dal Tribunale del Riesame che ha respinto il ricorso presentato per Gloria.

Conferenza inchiesta appalti Enel-2-2

Nel provvedimento di arresto le dichiarazioni dell’imprenditore sono ritenute fonti di prova attendibili e sono state riportate per stralci, assieme a colloqui che lo stesso titolare della ditta registrò per documentare le richieste di pagamenti e di assunzioni. Il suo legale ha consegnato ai magistrati anche copia della registrazione dell’incontro che l’imprenditore ottenne a Roma con i vertici Enel, il 16 dicembre 2016. Il 12 gennaio successivo, l’ingegnere Giuseppe Molina, in nome e per conto di Enel Produzione, presentò denuncia-querela in procura. La società risulta parte offesa e come tale potrebbe costituirsi parte civile.

La tangente più consistente viene contestata a De Punzio: 154.972 euro, somma di cui è stato chiesto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca. Ventinovemila euro costituiscono, secondo i pm, il prezzo della corruzione per Attanasio; 22mila euro quello che si riferisce agli episodi relativi a Gloria, 9750 a Tamburrano. Nei confronti di Bassi viene contestata una tangente complessiva di 50 mila euro, mentre De Filippo – sempre secondo l’ipotesi accusatoria -  avrebbe avuto utilità del valore di 2.300 euro, una telecamera e una macchina fotografica.

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