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L'ammiraglio Felicio Angrisano

L'ammiraglio Felicio Angrisano

Angrisano al comando delle Capitanerie

Il 30 maggio scorso, nel porto di Civitavecchia, si e’ svolta la cerimonia del passaggio di consegne al vertice delle Capitanerie di Porto tra il comandante generale Pierluigi Cacioppo, giunto al termine del mandato e l'ammiraglio Felicio Angrisano, che dal 1987 al 1996 è stato capo della sezione tecnica a Brindisi.

Il 30 maggio scorso, nel porto di Civitavecchia, si e' svolta la cerimonia del passaggio di consegne al vertice delle Capitanerie di Porto tra il comandante generale Pierluigi Cacioppo, giunto al termine del mandato e l'ammiraglio Felicio Angrisano, gia' comandante del porto di Genova e direttore marittimo della Liguria. Angrisano è stato capo della sezione tecnica ed operativa della Capitaneria di Porto di Brindisi dal 1987 al 1996, vivendo da un posto di particolare responsabilità anni molto duri, segnati da numerosi interventi e dal coinvolgimento continuo del personale e dei mezzi navali a disposizione dell'autorità marittima.

Dal punto di vista storico e dell'impegno anche emotivo, va messo in cima a questo elenco di fatti l'esodo in massa dall'Albania, cominciato con l'occupazione delle ambasciate a Tirana nel 1990, seguita dal trasferimento a Brindisi di 2500 rifugiati politici, all'esodo in massa del marzo 1991 con l'arrivo a Brindisi in sole 48 ore di 27mila cittadini albanesi e solo per l'opposizione delle motovedette della Capitaneria nel luglio successivo non giunse in porto, quando ormai era a poche miglia, anche la nave Vlora che poi deviò verso Bari. La città e il territorio brindisino, che avevano ospitato per lunghi mesi nelle scuole e nelle strutture turistiche della costa oltre 30mila rifugiati, erano infatti allo stremo.

Ma quelli erano anche gli anni del contrabbando rampante. Felicio Angrisano ha diretto decine di interventi e salvataggi in mare di scafisti affondati con le loro velocissime imbarcazioni, anteponendo il valore della vita umana ad ogni altra considerazione, ma fu anche l'uomo che progettò un'ordinanza che obbligò gli scafi blu a lasciare l'ormeggio della banchina di piazzale Lenio Flacco (una sfida allo Stato), per spostarsi all'ormeggio impossibile di Bocche di Puglia, e poi a lasciare Brindisi per Valona. Angrisano ha voluto ricordare nel suo discorso di insediamento, in particolare l'emergenza degli albanesi.

"Un compito delicato" ha esordito il nuovo comandante del Corpo, ricordando anche l'attuale e "difficile congiuntura economica", che la Guardia Costiera porterà avanti grazie "allo spirito di servizio e alla professionalità delle sue donne e dei suoi uomini, pronti ad offrire il meglio di sé per contribuire a riportare in alto l'Italia". "Salvaguardia della vita umana in mare, sicurezza della navigazione e difesa dell'ecosistema marino" restano per l'ammiraglio Angrisano gli obiettivi prioritari dell'azione della Guardia Costiera.

L'ammiraglio ha ribadito come dall'epopea dell'esodo degli albanesi a Brindisi si sia sviluppata la componente aeronavale del corpo, di assoluta eccellenza, "da quelle coste si è consacrato per questa terra il culto dell'accoglienza, il credo nella solidarietà e la missione per la tutela del bisogno, che ancora oggi, seppur con origini diverse vede il paese operare con naturale e prodigo slancio. Un bisogno molto spesso non gridato, a volte soffocato dalla dignità dell'essere umano, per questo più autentico e più puro". Parole degne di significato e di alto profilo quelle di Angrisano per la citta' di Brindisi e per i brindisini tutti. E a Brindisi in molti operatori marittimi e gente di mare resta vivo il ricordo di una persona gioviale e di altissimo spessore umano.

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