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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca

Annullate le confische a Savino Di Lauro, nuovo esame in Corte d'Appello

BRINDISI - Annullato, con rinvio, dalla Corte di Cassazione il decreto di confisca emesso dalla Corte d’appello di Lecce della pasticceria Peccati di Gola di Brindisi di Roberta Luceri e del bar Le Billionaire di Mariligia Di Lauro, moglie e figlia di Savino Di Lauro, 53 anni, brindisino. La Corte suprema ha accolto la tesi del difensore dei Di Lauro, avvocato Ladislao Massari, ed hanno rinviato ad altra sezione dell’Appello la decisione sul patrimonio del presunto affiliato alla Sacra corona unita. Beni per un milione di euro che secondo la pubblica accusa e la Corte di appello di Lecce sono stati acquistati con denaro proveniente da attività illecite.

BRINDISI - Annullato, con rinvio, dalla Corte di Cassazione il decreto di confisca emesso dalla Corte d'appello di Lecce della pasticceria Peccati di Gola di Brindisi di Roberta Luceri e del bar Le Billionaire di Mariligia Di Lauro, moglie e figlia di Savino Di Lauro, 53 anni, brindisino. La Corte suprema ha accolto la tesi del difensore dei Di Lauro, avvocato Ladislao Massari, ed hanno rinviato ad altra sezione dell'Appello la decisione sul patrimonio del presunto affiliato alla Sacra corona unita. Beni per un milione di euro che secondo la pubblica accusa e la Corte di appello di Lecce sono stati acquistati con denaro proveniente da attività illecite.

Savino Di Lauro è personaggio che appare di frequente nelle cronache locali su presunte attività mafiose. E' stato processato per mafia e per traffico di armi. Ed a seguito di questi processi sono scattate le verifiche sui beni intestati ai congiunti. Le indagini avrebbero accertato che i beni erano intestati ai parenti solo per eludere le indagini degli investigatori e che quei beni erano stati acquistati con denaro di provenienza illecita, dato che l'attività lavorativa del capofamiglia non avrebbe mai e poi mai consentito di poterli acquistare.

Furono sottoposti a sequestro e successivamente confiscati. Il decreto di confisca fu emesso dal Tribunale presieduto da Gabriele Perna. Un bar, Le Billionaire, molto noto, in corso Garibaldi, e la pasticceria in via Lombardia, oltre a quote sociali della Varenne Srl. "Era stato ritenuto che i beni fossero il frutto del reimpiego di capitali illeciti - dice l'avvocato Massari -, ma i giudici della Cassazione hanno ritenuto tale ricostruzione del tutto infondata e perciò hanno disposto l'annullamento del provvedimento, rinviando gli atti alla Corte di appello di Lecce per un nuovo esame dell'intera vicenda".

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