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Cronaca

Anonima cocaina, soci tre cognati

BRINDISI – “Dai tre cognati”. Non una trattoria, ma una premiata ditta familiare di spaccio di cocaina. Un sodalizio di parenti acquisiti che si era messo sul mercato al quartiere S.Elia per tirare su un bel po’ di soldi con la droga. Sino a stamattina, quando nell’appartamento di Vito Braccio, 30 anni, già noto alla giustizia, hanno fatto irruzione i carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi. Il blitz è stato coronato da successo perché i tre spacciatori erano in quel momento impegnati a preparare le dosi da piazzare nel week-end (sabato e domenica c’è il picco della domanda di sostanze stupefacenti).

BRINDISI - "Dai tre cognati". Non una trattoria, ma una premiata ditta familiare di spaccio di cocaina. Un sodalizio di parenti acquisiti che si era messo sul mercato al quartiere S.Elia per tirare su un bel po' di soldi con la droga. Sino a stamattina, quando nell'appartamento di Vito Braccio, 30 anni, già noto alla giustizia, hanno fatto irruzione i carabinieri del Norm della compagnia di Brindisi. Il blitz è stato coronato da successo perché i tre spacciatori erano in quel momento impegnati a preparare le dosi da piazzare nel week-end (sabato e domenica c'è il picco della domanda di sostanze stupefacenti).

Vito Braccio, assieme a Daniel Manderino di 31 anni e Francesco Soliberto, anche loro intestatari di file nella banca dati delle forze dell'ordine, e appunto cognati, erano in piena attività. L'appartamento era stato individuato in precedenza dai carabinieri del Reparto operativo e radiomobile, un alloggio al primo piano di una palazzina popolare, al civico 13 di piazza Zandomeneghi. Le abitudini dei tre personaggi erano state accuratamente annotate, alimentando l'ipotesi che i loro incontri fossero sempre collegati all'esigenza di preparare le dosi da distribuire poi tra di loro. Quindi se i cognati erano in casa, ci doveva essere anche la droga.

E infatti i carabinieri hanno messo insieme, alla fine della perquisizione dell'appartamento, hanno messo insieme 96 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 60 grammi di sostanza stupefacente, assieme al bilancino elettronico necessario per le operazioni di preparazione della droga. Dal "laboratorio" di S.Elia, alla sede della compagnia in centro città per le formalità di rito, ed infine il trasferimento nel carcere di via Appia, a disposizione del sostituto procuratore Giuseppe De Nozza.

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