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"Anticipiamo a luglio la festa patronale in onore di San Lorenzo nel 2019"

La proposta di Danilo Schifeo al vescovo dopo il no al trasferimento a Brindisi delle reliquie di San Lorenzo dal convento che si trova nella regione di Castiglia: "La madre badessa non ha accolto la richiesta della curia"

BRINDISI – Arriva dalla Spagna il no al trasferimento a Brindisi delle reliquie di San Lorenzo, patrono della città, in occasione del doppio anniversario che ricorrerà nel 2019, chiesto da Danilo Schifeo: 400 anni dalla sua morte e 60 dall’elevazione a dottore della Chiesa. L’ex presidente della circoscrizione Centro non si arrende. E ha chiesto al vescovo, non solo di reiterare la richiesta all’ordine religioso, ma di verificare se ci siano le condizioni per anticipare a luglio – in via eccezionale – la festa patronale l’anno prossimo.

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La festa patronale a luglio

Non già la prima settimana del mese di settembre come avviene ormai da diversi anni. Almeno cinquanta. Ma il 20, il 21 e il 22 luglio, come gesto di omaggio al patrono che veglia sulla città, avendone le chiavi, essendo questo il periodo in cui si festeggia il santo.

“Purtroppo la badessa del convento De la Anunciada, dove riposano i resti, ha respinto al mittente la proposta che la Curia di Brindisi aveva avanzato nei mesi scorsi, via mail”, dice Schifeo (nella foto accanto). Il motivo? Probabilmente a pesare in maniera negativa sarebbe stata la distanza, oltre mille chilometri, con tutta la problematica annessa al trasferimento. Fatto sta che la richiesta è stata cestinata.

Niente da fare. Almeno al momento. Ma l’arcivescovo Domenico Caliando non si arrende. Così come non intende fermarsi di fronte a quel testo, Danilo Schifeo, l’ex presidente della circoscrizione Centro, autore di proposta identica alla Chiesa di Brindisi, dopo aver studiato la storia del santo diventato patrono.

L’incontro con il vescovo

“Non rinuncia a questa idea che credo faccia piacere ai brindisini perché in tal modo avranno la possibilità di abbracciare il santo patrono”, dice dopo aver incontrato l’arcivescovo. “Monsignor Caliandro si è dimostrato estremamente disponibile dopo aver ricevuto la lettera con la quale chiedevo di avviare l’iter per portare a Brindisi le reliquie di San Lorenzo. Purtroppo c’è stato un no. Ma non è detto che non si riesca a centrare l’obiettivo”. Del resto Schifeo, in passato, riuscì a portare a Brindisi, dopo 252 anni,  la statua dell’Ercole brindisino, assieme a Pietro Caprioli, all’epoca consigliere di quartiere. Più di qualcuno si dimostrò scettico perché la statua era abbandonata nei depositi del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. La statua, alla fine, è rimasta a Brindisi.

L'arcivescovo Domenico CaliandroIl vescovo, dal canto suo, si è impegnato a reiterare la richiesta di trasferimento delle reliquie in occasione del doppio anniversario, rivolgendosi direttamente all’ordine di appartenenza delle suore che gestiscono il convento e a verificare se effettivamente sia possibile uno strappo alla tradizione legata alla festa patronale in città.

La festa patronale anticipata a luglio

Schifeo, dal canto suo, non perde l’ottimismo: “Incrociamo le dita anche per anticipare a luglio i festeggiamenti in onore di San Lorenzo, simbolo della brindisinità, dottore della Legge della chiesa dal 1959”.

“Da ricerche negli archivi storici, emerge che la festa in onore di San Teodoro si svolgeva a novembre con il contributo degli agricoltori, ma poi venne anticipa a settembre  per permettere agli stessi di avere maggiore disponibilità di denaro, una volta concluse le operazioni di raccolta nelle campagne”, dice Schifeo. "Dico questo per evidenziare che lo spostamento è comunque possibile, essendoci stato un precedente".

“Non tutti i nostri concittadini sanno che San Lorenzo da Brindisi, di nascita Lorenzo Russo o De Rossi, nacque a Brindisi il 21 luglio 1559 e morì a Lisbona,  molto probabilmente avvelenato dal vicere' di Spagna Duca di Ossuna il 22 luglio 1619”, aveva scritto nella lettera inviata al vescovo.

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Il convento

“Padre Brindisi come era comunemente chiamato si è sempre contraddistinto per le elevate virtu' morali e diplomatiche tanto che diventare per molte case regnanti  inviato o delegato per redimere contrasti tra nobili. Si contraddistinse anche nella famosa battaglia di Albareale quando, sceso in campo alla guida dell'esercito cristiano con in mano la sua croce, fronteggiava l'esercito Ottomano che voleva invadere l'Europa”, ha ricordato Schifeo, a conclusione di ricerche storiche.

Il convento De la Anunciada, ricade nei confini di Villafranca do Bierzo, paese che conta 3.400 residenti, ricadente nella Regione di Castiglia-Leon e nella Provincia di Leon”. La spiegazione sul perché san Lorenzo sia finito laggiù è la seguente: “Furono mandati a prendere da Lisbona dal marchese di Villafranca, Pedro Alvarez de Toledo, e quando le spoglie arrivarono a Villafranca do Bierzo, la figlia del marchese piantò un cipresso nel giardino del convento in memoria di questo atto”, sostiene Schifeo. “Oggi è riconosciuto come il cipresso monumentale più antico di Spagna”.

Il doppio anniversario

Il 2019, secondo l’ex presidente della circoscrizione Centro, sarebbe l’anno ideale per il rientro a Brindisi delle reliquie, perché coincide con un doppio anniversario: “Ricade il 400esimo anniversario della morte del nostro compatrono ed il 60esimo anniversario della elevazione a Dottore della Chiesa, per questo credo che sarebbe meraviglioso per tutti i cittadini di Brindisi e non solo, poter riabbracciare, anche solo per un pochi giorni il patrono”.

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